Corte Costituzionale – Ordinanza n° 72 – 09.03.07 – obbligo di indossare il casco protettivo – trattamento sanzionatorio per l’inosservanza –

Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale –  il Giudice di pace di Scicli, con sei ordinanze di contenuto   sostanzialmente   identico,  ha  sollevato  questione  di legittimita’ costituzionale    in  riferimento, nel complesso, agli artt. 3,  23,  24, 27, 42 e 111 della Costituzione – degli artt. 171, commi 2 e 3, e 213, comma 2-sexies del decreto  legislativo  30 aprile  1992,  n. 285  – Circolazione stradale – Guida di motoveicoli a due ruote – Obbligo di indossare il casco protettivo – Trattamento sanzionatorio per l’inosservanza – Contrasto con il principio di eguaglianza, con il diritto di proprieta’ privata e con altri parametri numericamente indicati – Omessa descrizione della fattispecie oggetto di giudizio con conseguente difetto di motivazione sulla rilevanza e non manifesta fondatezza della questione – Manifesta inammissibilita’. – Codice della strada (d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285), artt. 171, commi 2 e 3, e 213, comma 2-sexies (comma introdotto dall’art. 5-bis, comma 1, lettera c), numero 2 del d.l. 30 giugno 2005, n. 115, convertito, con modificazioni, nella legge 17 agosto 2005, n. 168). – Costituzione, artt. 3, 23, 24, 27, 42 e 111. (GU n. 11 del 14-3-2007 )      

LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:Presidente: Franco BILE;
Giudici:  Francesco  AMIRANTE,  Ugo  DE  SIERVO, Romano VACCARELLA,Paolo  MADDALENA,  Alfio FINOCCHIARO, Alfonso QUARANTA, Franco GALLO,Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Maria Rita SAULLE,Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO;    

 
ha pronunciato la seguente    

Ordinanza nei giudizi di legittimita’ costituzionale degli artt. 171, commi 2 e3,  e 213, comma 2-sexies (comma introdotto dall’art. 5-bis, comma 1,lettera  c),  numero  2,  del  decreto-legge  30 giugno 2005, n. 115,recante  “Disposizioni  urgenti  per  assicurare  la funzionalita’ disettori  della  pubblica amministrazione”, nel testo risultante dalla relativa  legge  di  conversione 17 agosto 2005, n. 168), del decreto legislativo  30 aprile  1992,  n. 285  (Nuovo  codice  della strada),promossi  con ordinanze del 17 gennaio, del 20 (nn. 2 ordinanze), del24  e  dell’8 febbraio  e  del 30 gennaio 2006 dal Giudice di pace di Scicli  rispettivamente  iscritte ai numeri da 187 a 191 e n. 314 del registro  ordinanze  2006 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica numeri 26 e 38, 1 Â ª serie speciale, dell’anno 2006.   
Visti  gli  atti  di  intervento del Presidente del Consiglio dei
ministri;   
Udito  nella  Camera  di consiglio del 7 febbraio 2007 il giudice
relatore Alfonso Quaranta.    Ritenuto  che  il Giudice di pace di Scicli, con sei ordinanze di contenuto   sostanzialmente identico, ha  sollevato  questione  di legittimita’  costituzionale    in  riferimento, nel complesso, agli artt. 3,  23,  24, 27, 42 e 111 della Costituzione – degli artt. 171,commi 2 e 3, e 213, comma 2-sexies (comma introdotto dall’art. 5-bis,comma 1,  lettera  c),  numero  2,  del decreto-legge 30 giugno 2005,n. 115, recante “Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalita’di  settori  della  pubblica  amministrazione”,  nel testo risultante dalla  relativa  legge  di  conversione 17 agosto  2005, n. 168), del decreto  legislativo  30 aprile  1992,  n. 285  (Nuovo  codice  della strada);       
che  il  giudice  a quo, peraltro, si limita solo a dare atto
della  “violazione  del  precetto costituzionale dell’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, ex art. 3 della Costituzione” (cosi’,tutte  le  ordinanze  di  rimessione),  e di quella “del diritto alla proprieta’ privata, tutelato dall’art. 42″ (r.o. numeri 188, 189, 191e  314  del  2006)  e  dall’art. 23 della medesima Carta fondamentale(r.o.  n. 190  del  2006),  nonche’  “degli  artt, 24, 27 e 111 della Costituzione”  (r.o.  n. 188  del 2006), nulla precisando, invece, inordine alle singole fattispecie sottoposte al suo vaglio;       
che il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e
difeso  dall’Avvocatura generale dello Stato, e’ intervenuto in tuttii  giudizi  (salvo  in  quello  di  cui all’ordinanza r.o. n. 188 del2006),   eccependo,  in  via  preliminare,  l’inammissibilita’  della questione  “in  quanto priva di ogni motivazione sulla rilevanza e lanon  manifesta  infondatezza”,  nonche’ svolgendo, nel merito, talune considerazioni  tese  ad  evidenziare la non contrarieta’ delle norme impugnate rispetto agli evocati parametri costituzionali.    Considerato  il  Giudice di pace di Scicli, con sei ordinanze, ha sollevato  questione di legittimita’ costituzionale – in riferimento,nel  complesso, agli artt. 3, 23, 24, 27, 42 e 111 della Costituzione  degli  artt. 171,  commi 2  e  3,  e  213,  comma 2-sexies  (commaintrodotto  dall’art. 5-bis,  comma 1,  lettera  c),  numero  2,  del decreto-legge  30  giugno 2005, n. 115, recante “Disposizioni urgenti per   assicurare   la   funzionalita’   di   settori  della  pubblica amministrazione”,  nel  testo  risultante  dalla  relativa  legge  diconversione 17 agosto   2005,   n. 168),   del   decreto  legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada);       
che in ragione della connessione esistente tra i vari giudizi
se ne impone la riunione ai fini di un’unica pronuncia;       
che  il  rimettente  ha omesso completamente di descrivere la
fattispecie  oggetto di ciascuno dei giudizi a quibus, giacche’ si e’ lmitato  ad  enunciare un preteso contrasto fra le norme censurate egli   evocati   parametri   costituzionali,   senza   fornire  alcuna motivazione in proposito;       
che  le  descritte  omissioni,  giacche’  “si risolvono nella
radicale  carenza  di  motivazione  sulla  rilevanza  e non manifesta infondatezza”,  comportano,  secondo  la  costante  giurisprudenza di questa   Corte,   “la  manifesta  inammissibilita’  della  questione”sollevata  (cosi’,    con    riferimento   ad   un   incidente   dicostituzionalita’  pressoche’  identico  a  quello  presente,  sempresollevato dal Giudice di pace di Scicli, l’ordinanza n. 376 del 2006;
ma si vedano anche, ex plurimis, le ordinanze n. 459, n. 439 e n. 339del 2006).   
Visti  gli  artt. 26,  secondo  comma, della legge 11 marzo 1953,
n. 87,  e  9,  comma 2, delle norme integrative per i giudizi davantialla Corte costituzionale. 
 
Per questi motivi 
LA CORTE COSTITUZIONALE 
Riuniti i giudizi,   
Dichiara   la   manifesta  inammissibilita’  della  questione  di
legittimita’  costituzionale  degli  artt. 171,  commi 2  e 3, e 213,comma 2-sexies  (comma  introdotto  dall’art. 5-bis, comma 1, letterac),  numero  2,  del  decreto-legge  30  giugno 2005, n. 115, recante“Disposizioni  urgenti  per  assicurare  la  funzionalita’ di settori della  pubblica amministrazione”, nel testo risultante dalla relativa legge di conversione 17 agosto 2005, n. 168), del decreto legislativo 30 aprile  1992,  n. 285  (Nuovo  codice della strada), sollevate, inriferimento,  nel complesso, agli artt. 3, 23, 24, 27, 42 e 111 della Costituzione,  dal Giudice di pace di Scicli, con le ordinanze di cui in epigrafe.   
Cosi’  deciso  in  Roma,  nella  sede della Corte costituzionale,
Palazzo della Consulta, il 21 febbraio 2007.                       
Il Presidente: BileIl redattore: Quaranta
Il cancelliere:Di Paola
Depositata in cancelleria il 9 marzo 2007.
Il direttore della cancelleria: Di Paola

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