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Femminicidio e violenza di genere

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Il 25 ottobre 2018 è stata pubblicata in G.U. n. 249 la Delibera del Senato del 16 ottobre 2018 che prevede, nuovamente, l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere. (18A06907)

L'istituzione della Commissione, che opera nella stessa direzione di quella istituita nella precedente legislatura, testimonia la volontà del legislatore di rafforzare la lotta e il contrasto alla violenza sulle donne, vittime in costante aumento negli ultimi anni. Basti pensare che in Italia un quarto degli omicidi sono femminicidi, secondo i dati emersi dalla relazione conclusiva della precedente Commissione parlamentare sul femminicidio, approvata all'unanimità il 6 febbraio 2018.

La nuova Commissione, che durerà in carica un anno, come ha affermato la senatrice Vono, relatrice del provvedimento, ha l'obiettivo precipuo di “analizzare il femminicidio e la violenza di genere non solo con intento conoscitivo, ma per cercare nuove soluzioni di carattere legislativo e amministrativo, utili a realizzare adeguata prevenzione ed efficace contrasto di ogni forma di violenza di genere”.     

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Giudici di Pace ancora in sciopero dal 21 al 25 novembre 2017

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I Giudici di Pace e  tutta la magistratura onoraria di tribunale proseguono la protesta  contro la riforma Orlando. Infatti, dopo le astensioni degli scorsi mesi, le associazioni di categoria hanno proclamato una nuova astensione dalle udienze civili e penali per i giorni dal 21 al 25 novembre.

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Riforma della Magistratura Onoraria - Pubblicato in Gazzetta n. 177 del 31 luglio 2017 - Entrata in vigore 15 agosto 2017.

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Il 15 agosto è entrato in vigore il decreto che prevedeuna ampia riforma sui Giudici di Pace.

Il decreto, in attuazione della legge 29 aprile 2016, n. 57,  ha introdotto:

uno statuto unico della magistratura onoraria, applicabile ai giudici di pace, ai giudici onorari di tribunale e ai vice procuratori onorari, inserendo i primi due nell’ufficio del giudice di pace, a sua volta sottoposto ad un radicale ripensamento;

la previsione dell’intrinseca temporaneità dell’incarico;

la riorganizzazione dell’ufficio del giudice di pace;

la rideterminazione del ruolo e delle funzioni dei giudici onorari e dei vice procuratori onorari;

il riconoscimento della precipua natura formativa delle attività svolte presso le rispettive strutture organizzative;

l’individuazione dei compiti e delle attività delegabili dal magistrato professionale al magistrato onorario;

la regolamentazione dei compensi, in modo da delineare un quadro omogeneo;

l’articolazione di un regime previdenziale, assistenziale e assicurativo adeguato in ragione dell’onorarietà dell’incarico.

Si delinea dunque una disciplina omogenea relativamente alle modalità di conferimento dell’incarico; alla sua durata temporanea, limitata, a regime, a non più di due quadrienni e da svolgersi in modo da assicurare la piena compatibilità con lo svolgimento di altre attività; al tirocinio formativo; alla necessità di conferma dopo il primo quadriennio; alla modulazione delle funzioni con l’attribuzione ai magistrati onorari sia di compiti di supporto all’attività dei magistrati professionali, sia di funzioni propriamente giudiziarie; alla formazione e ai criteri di liquidazione dei compensi.

 

In particolare, si prevede che i giudici onorari di pace esercitino, presso l’ufficio del giudice di pace, la giurisdizione in materia civile e penale e la funzione conciliativa in materia civile, nel rispetto delle disposizioni dei codici di procedura civile e penale e delle leggi speciali.

 

Inoltre, i giudici onorari di pace sono assegnati alla struttura organizzativa denominata “ufficio per il processo”, costituita presso il tribunale del circondario nel cui territorio ha sede l’ufficio del giudice di pace cui sono assegnati. A questi si può delegare, nel settore civile, oltre che il compimento di atti istruttori civili di non particolare complessità, anche la pronuncia dei provvedimenti che definiscono i seguenti procedimenti:

 

a) procedimenti di volontaria giurisdizione, in materie diverse dalla famiglia, inclusi gli affari di competenza del giudice tutelare;

b) procedimenti in materia di previdenza e assistenza obbligatoria;

c) procedimenti di impugnazione o di opposizione avverso provvedimenti amministrativi;

d) cause relative a beni mobili di valore non superiore ad euro 50.000, nonché relative al pagamento a qualsiasi titolo di somme di denaro non eccedenti il medesimo valore;

e) cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, purché il valore della controversia non superi euro 100.000;

f) procedimenti di espropriazione presso terzi, purché il valore del credito pignorato non superi euro 50.000.

Si prevede poi un significativo ampliamento della competenza del giudice di pace attraendovi un insieme di cause e di procedimenti civili attualmente di competenza del tribunale, ritenuti di minore complessità. Tale spostamento di competenza opererà, per espressa previsione normativa, a decorrere dal 2021, cioè da quando i nuovi giudici onorari immessi secondo le disposizioni del presente decreto avranno terminato la fase formativa, comprendente il tirocinio e il primo biennio all’interno dell’ufficio per il processo.

 

Sul modello dell’ufficio per il processo in ogni procura della Repubblica presso i tribunali ordinari, è istituito l’ufficio di collaborazione del procuratore della Repubblica, che si avvale, secondo le determinazioni organizzative del Procuratore della Repubblica, dei vice procuratori onorari, del personale di segreteria, di coloro che svolgono lo stage o la formazione professionale presso gli uffici giudiziari.

 

Il coordinamento e la vigilanza delle attività dei vice procuratori onorari è affidato al procuratore della Repubblica.

 

Il decreto contiene poi uno specifico regime transitorio per i magistrati onorari in servizio alla data della riforma e per i procedimenti civili e penali assegnati e assegnabili ai giudici onorari di pace in servizio alla data di entrata in vigore del decreto. I magistrati onorari che ne facciano domanda potranno quindi essere confermati nell’incarico per un periodo massimo di quattro quadrienni, da computare a far data dal giugno 2016, purché confermati ad ogni scadenza quadriennale dal Consiglio superiore della magistratura. L’incarico cesserà comunque al compimento del sessantottesimo anno di età.

Fonte. Fisco e Tasse

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Nuovo sciopero per i Giudici di Pace, questa volta si fermeranno per un mese: dal 15 maggio all'11 giugno

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I Giudici di Pace hanno proclamato lo sciopero nazionale della categoria per quattro settimane consecutive, a partire dal 15 maggio e sino all'11 giugno 2017.

Saranno sospese tutte le attività giudiziarie ed amministrative degli uffici, ivi compresa la redazione ed il deposito di sentenze, decreti ingiuntivi e di qualsiasi altro atto di competenza del giudice.

Ecco il comunicato stampa dell’Associazione Uni.gi.pa. :

Malgrado la ferma posizione contraria della Commissione Europea, del Parlamento Europeo, dei capi del 90% circa degli uffici giudiziari sul territorio nazionale e, di recente, del Consiglio di Stato, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando intende portare a compimento una riforma che, di fatto, cancella la magistratura onoraria e di pace, ossia una forza lavoro che nel nostro Paese manda avanti la Giustizia,  trattando il 60% del contenzioso giudiziario civile e penale.

Il Ministro Orlando non ha alcuna intenzione di seguire la strada, pur sbandierata per mere motivazioni opportunistiche, della stabilizzazione dei magistrati di pace ed onorari in servizio, imposta dall'Europa ed indicata dal Consiglio di Stato; al contrario si profila come imminente la presentazione, da parte del Ministro Andrea Orlando al Consiglio dei Ministri, di un provvedimento legislativo che accentuerà tutte le violazioni contestate formalmente dalla Commissione Europea e dal Consiglio d'Europa all'Italia (trattamento economico e previdenziale discriminatorio, nonchè degradante per un magistrato dello Stato, carenza di tutele per la maternità, la salute, gli infortuni sul lavoro, disconoscimento dei diritti alle ferie ed al TFR, precarietà del rapporto…) e, di fatto, bloccherà completamente le attività degli uffici giudiziari per tutti gli anni a venire, con un impiego dei magistrati onorari e dei giudici di pace, oggi utilizzati a tempo pieno, addirittura ipotizzato dallo stesso Ministro Orlando, a parità delle dotazioni organiche, in un solo giorno a settimana.

Una politica giudiziaria irresponsabile e demolitrice che metterà definitivamente in ginocchio la Giustizia, onerando i magistrati di carriera del doppio dei loro attuali carichi di lavoro, con relativa certezza del blocco dei processi civili e della prescrizione del 90% dei reati.

I giudici di pace hanno scritto alla Commissione Europea, sollecitando la messa in mora dell'Italia ed il suo immediato deferimento al giudizio della Corte di Giustizia Europea. A giugno si terrà, a tal uopo, una manifestazione dell'intera magistratura di pace ed onoraria a Bruxelles, davanti alle sedi del Parlamento Europeo e della Commissione Europea.

 

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Il Governo approva la riforma della Magistratura onoraria. Estesa la competenza dei Giudici di Pace

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in prima lettura, il decreto legislativo di riordino dell’intera magistratura onoraria. Un intervento che copre una buona parte della materia. Dalle competenze allo status.

La competenza per valore sulle cause che hanno per oggetto beni mobili viene estesa fino a 30mila euro, dai precedenti 5mila, che diventano 50mila per gli incidenti stradali al posto dei precedenti 20mila. Il giudice di pace avrà poi la possibilità di decidere secondo equità tutte le cause di valore fino a 2.500 euro. Estesa la competenza a tutte le controversie in materia condominiale che sono anche oggetto di mediazione, previsione fortemente contestata da Confedilizia.

Ma l’aumento delle competenze investe anche il penale, dove viene assegnata ai giudici di pace la giurisdizione sulle minacce aggravate, sulle contravvenzioni per il rifiuto di indicazione al pubblico ufficiale di informazioni sulla propria identità personale e quelle relative all’abbandono e uccisione di animali. Infine, al giudice di pace è attribuita competenza sulle contravvenzioni per la sicurezza alimentare.

 

Nella categoria del giudice onorario di pace vengono assorbiti sia i giudici di pace sia i giudici onorari di tribunale, mentre resta quella dei viceprocuratori onorari. Quanto allo status, l’incarico di magistrato onorario ha natura inderogabilmente temporanea, si svolge in modo da assicurare la compatibilità con lo svolgimento di attività lavorative o professionali e non determina in nessun caso un rapporto di pubblico impiego. Per assicurare questa compatibilità, a ciascun magistrato onorario non può essere richiesto un impegno superiore a due giorni a settimana. Una esposizione che produrrà effetti soltanto per i magistrati reclutati in servizio dopo la data di entrata in vigore del decreto.

 

Nel corso dei 4 anni di regime transitorio, osserva la relazione al decreto «dovranno dunque approntarsi interventi idonei ad assicurare la piena funzionalità degli uffici a fronte di un più contenuto utilizzo della magistratura onoraria, elaborando, in particolare, ulteriori misure di degiurisdizionalizzazione nel settore civile, e, nel settore penale, di depenalizzazione e di semplificazione delle modalità di partecipazione del pubblico ministero nei procedimenti penali di competenza del giudice di pace».

 

Ai magistrati onorari che esercitano funzioni giudiziarie è corrisposta, con cadenza trimestrale, un’indennità annuale lorda in misura fissa di 16.140 euro, comprensiva degli oneri previdenziali ed assistenziali. Il regime di tutela previdenziale e assistenziale è garantito ai magistrati onorari prevedendo la loro iscrizione obbligatoria alla Gestione separata dell’Inps. Il regime d’iscrizione obbligatoria non si applica ai magistrati onorari che risultino iscritti agli albi forensi.

 

Il decreto contiene poi uno specifico regime transitorio per i magistrati onorari in servizio alla data della riforma. I magistrati onorari che ne facciano domanda potranno essere confermati nell’incarico per un periodo massimo di quattro quadrienni, da computare a far data dal giugno 2016, purché confermati ad ogni scadenza quadriennale dal Consiglio superiore della magistratura. L’incarico cesserà comunque al compimento del sessantottesimo anno di età.

Il Sole 24 Ore