Corte di Cassazione Ordinanza n. 6837/2022 – Cartelle esattoriali - Impugnabilità dell’estratto ruolo esattoriale – 02.03.2022 .

La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza in esame, nonostante la recente normativa introdotta, che prevede la non impugnabilità dell’estratto ruolo esattoriale, in attesa della decisione della Corte Costituzionale, ha ritenuto l’estratto ruolo esattoriale impugnabile, in particolare, ha ribadito: “L'estratto di ruolo è atto interno all'Amministrazione da impugnare unitamente all'atto impositivo, notificato di regola con la cartella di pagamento, perché solo da quel momento sorge l'interesse ad instaurare la lite ex art. 100 c.p.c., salvo il caso in cui il ruolo e la cartella non siano stati notificati: ipotesi in cui, non potendo essere compresso o ritardato l'esercizio del diritto alla…

Corte di Cassazione Ordinanza n. 24632/2020 – ritardo o cancellazione volo aereo – richiesta pagamento compensazione pecuniaria e risarcimento del danno -competenza del giudice adito – 05.11.2020 –

Importante Ordinanza della Corte di Cassazione, relativa alla competenza e alla giurisdizione del giudice adito, in materia di compensazione pecuniaria e risarcimento danni subiti a causa del ritardo e/o della cancellazione dei voli aerei. In particolare, la Suprema Corte, richiamando una importante sentenza della Corte di Giustizia Europea, ha precisato che le due domande sono soggette ciascuna alla competenza di un giudice diverso. La domanda di pagamento dell'indennizzo previsto dal Regolamento 261/04 è soggetta alle regole di giurisdizione e di competenza "ordinarie", stabilite dal Regolamento 1215/12. Mentre la domanda di risarcimento del danno da inadempimento contrattuale è soggetta,…

Corte di Cassazione Ordinanza n. 40627/2021 – verbale di contestazione -tutor -in caso di contestazione la prova dell’omologazione spetta all’amministrazione -17.12.2021 -

Con l’Ordinanza in esame la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un automobilista, ribadendo il principio enunciato dalla Corte costituzionale: “con il principio di diritto più volte enunciato da questa Corte, la quale ha chiarito che in presenza di contestazione da parte del soggetto sanzionato spetta all'Amministrazione la prova positiva dell'iniziale omologazione e della periodica taratura dello strumento”. CORTE DI CASSAZIONE II SEZIONE CIVILE ORDINANZA N. 40627 Anno 2021 Presidente: ORILIA LORENZO Relatore: GRASSO GIUSEPPE Data pubblicazione: 17/12/2021 la seguente ORDINANZA sul ricorso 31922-2018 proposto da: B. M., rappresentato e difeso dall'avvocato D. S., giusta delega in…

Corte di Cassazione Sezioni Unite Civili Sentenza n. 10012/2021 – validità notifica in caso di irreperibilità temporanea – non basta la prova della spedizione - è necessaria la prova dell’avviso di…

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza in esame ha, finalmente, risolto il contrasto interpretativo esistente sulla questione all’interno della giurisprudenza di legittimità, che vedeva contrapposte due diversi indirizzi sulla procedura notificatoria degli atti impositivi, in particolare sull’applicazione dell art. 8, legge 890/1982. Il massimo Collegio di legittimità ha “ cestinato” l’orientamento che afferma che ai fini della prova del perfezionamento della notifica postale diretta in caso di assenza temporanea del destinatario, è sufficiente che l’Ente impositore notificante produca in giudizio l’avviso di ricevimento della raccomandata contenente l’atto notificando, con…

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Ipoteca ex art. 77 DPR 602/73 – mancata notifica delle cartelle esattoriali - illegittimità – 15.02.08.

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Images: gestline.jpgIl Giudice di Pace di Napoli, con la sentenza in esame, ha accolto una opposizione avverso una iscrizione ipotecaria su un immobile effettuata dalla società di riscossione. In particolare, il giudicante, dopo aver confermato la propria giurisdizione, escludendo quella tributaria, perché le cartelle esattoriali impugnate avevano ad oggetto sanzioni amministrative relative a violazioni del Codice della Strada,  ha dichiarato l’illegittimità dell’iscrizione ipotecaria, in quanto la società di riscossione non ha fornito la prova della notifica delle cartelle esattoriali prodromiche all’esecuzione.     




                                                            REPUBBLICA ITALIANA

                                                     IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
  

IL Giudice di pace di Napoli, IX sez., dott. Romano Tommaso

ha pronunciata la seguente
 SENTENZA 

iscritta al n.° …/2007 - R.G. e vertente
 TRA T. A., CF. ….., rapp.to e difeso dall'avv. Carlo Claps ed elett. te domiciliato presso il di lui studio in Napoli, al Viale Gramsci 21, per mandato a margine dell'atto di citazione, attore
GEST LINE SPA, in qualità di concessionario del servizio riscossione tributi per la provincia di Napoli, in persona del suo legale rap. te p.t, elett. te dom.ta in Napoli ………. presso lo studio dell'avv. F. F. che la rapp.ta e difende per procura generali alle liti Opposta 
CONCLUSIONI : come da udienza del 09.01.2008 

                                                    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
 

Con atto di citazione e successivo atto di rinotifica della citazione l'opponente proponeva opposizione al provvedimento di iscrizione ipotecaria del 11. 05.2007, prot. …/071 per il mancato pagamento della somma di euro 2.315,49 (di cui euro 1.324,85 per cartelle esattoriali, euro 607,49 per interessi di mora, euro 73,27 per compensi e diritti tabellari, euro 309,88 per spese di iscrizione ipotecaria) su di un immobile di proprietà dell'opponente Cod. … Catasto Urbano Sez. …, Foglio … Part. …., sub …, natura …. nel Comune di Napoli presso l'Agenzia del Territorio Competente- Servizio di Pubblicità Immobiliare.
 
L'opponente rilevava.
1) preliminarmente l'illegittimità del provvedimento in violazione della normativa in materia per la mancanza di qualsivoglia titolo esecutivo;
2) la mancanza di regolare notifica delle cartelle esattoriali;
3) la nullità della procedura esperita, trattandosi di credito inferiore agli 8.000,00;
4) sproporzione enorme tra il presunto importo dovuto ed il danno derivante dalla iscrizione ipotecaria; 
5) gravi danni patrimoniali e non patrimoniali.
Chiedeva dichiararsi la illegittimità, la nullità e la inefficacia della procedura di iscrizione ipotecaria a spese dalla Concessionaria e la condanna della Gest Line spa al risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, da liquidarsi in via equitativa.
Instauratosi il contraddittorio si costituiva la Gest Line spa che impugnava la domanda rilevando la diversa posizione tra l'ente ed il concessionario; eccepiva che l'iscrizione ipotecaria è un atto della procedura di riscossione nel mentre l'esecuzione inizia con pignoramento e non con la iscrizione ipotecaria che è una misura posta a discrezione del Concessionario; rilevava la mancanza di legittimazione passiva e la incompetenza del giudice adito; rilevava il valore probatorio della documentazione prodottaParte opponente reiterava le sue eccezioni, rilevava che agli atti la mancanza di qualsiasi cartella esattoriale, disconoscendo formalmente ed in prima udienza la documentazione prodotta dalla Gest Line spa in fotocopia; rinviata la causa ex art. 320 cpc, la causa, matura per la decisione, sulle conclusioni delle parti, veniva introitata a sentenza 

                                                         MOTIVI DELLA DECISIONE 

Va
preliminarmente osservato che la giurisprudenza più recente ed unanime ha attribuito la giurisdizione in relazione al fermo di veicolo di cui all'ari 86 dpr n. 602 del 1973 al giudice ordinario. " ..la controversia relativa al fermo.....ha nel  giudice ordinario l'autorità giurisdizionale deputata a conoscere delle relative controversie" ( Consiglio di Stato sez V 13.09.2005 n. 4689) ; "....la tutela giudiziaria esperibile nei confronti del fermo amministrativo si deve realizzare davanti al giudice ordinario con le forme dell'opposizione all'esecuzione o agli atti esecutivi..." ( Ordinanza Cass.. Sezioni Unite, 31.01.2006 n° 2053).
Va esclusa in tale modo sia la giurisdizione tributaria ( l'art. 2 d.lgs 31.12.1992 n. 546 esclude le controversie riguardanti gli atti della esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica delle cartelle di pagamento) sia la giurisdizione del giudice amministrativo in quanto con la "..richiesta di registrazione nei registri immobiliari il concessionario non esercita alcun potere di supremazia in materia di pubblici servizi ( Cass. Sez Unite 31.01.2006 n° 2053).
Si rileva la persistenza della competenza del giudice ordinario anche a seguito del decreto legge 04.07.2006 n° 223, convertito dalla legge 04.08.2006 n° 153 che prevede l'impugnabilità dell'iscrizione ipotecaria innanzi alle Commissioni tributarie, non essendo stata instaurata una controversia tributaria né essendo l'iscrizione ipotecaria un atto della esecuzione tributaria.
Ma, nella fattispecie, comunque, la domanda ha ad oggetto l'iscrizione ipotecaria effettata in base a cartelle di pagamento che si riferiscono esclusivamente a crediti derivanti da sanzioni per contravvenzioni al C.d.S.
Nel merito a fronte della eccezione della mancata notifica delle cartelle opposte e del disconoscimento della documentazione in fotocopia , tale concessionaria non ha provato di avere regolarmente notificato gli atti opposti e di cui al "dettagli debito".Infatti la cartella di pagamento n° 0………… non risulta notificata per irreperibilità e depositata presso la casa Comunale non avendo però la Concessionaria provato l'invio della successiva raccomandata; la cartella n° …………… non risulta notificata non essendo gli atti neppure in fotocopia; la cartella n :…… risulta non notificata per irreperibilità in un domicilio diverso da quello reale dell'opponente.
Va rimarcato che trattasi di cartelle esattoriali, presuntivamente notificate nell'anno 2000-2001 e che la Gest Line ha provveduto alla iscrizione ipotecaria senza ulteriori comunicazione nell'anno 2007!Va, pertanto, accolta la domanda, rilevato la irritualità e la illegittimità delle presunte notifiche esattoriali su cui si fonde la iscrizione ipotecaria impugnata. Va disattesa la domanda del ricorrente di risarcimento danni, a causa della illegittima iscrizione ipotecaria, non provata, e tenuto conto che la controversia si è prontamente risolta; gli va riconosciuto, però, il rimborso delle spese legali che si liquidano, a carico della concessionaria convenuta, come in dispositivo, con attribuzione al procuratore dichiaratosi anticipatario. 

                                                                      P.Q.M
 

Il Giudice di Pace, definitivamente pronunciando, così provvede:

1.      Dichiara nulla la procedura di iscrizione ipotecaria del 11.05.2007 effettuata su richiesta della convenuta Gest Line spa presso l'Agenzia del territorio di Napoli-Servizio di Pubblicità Immobiliare sull’ immobile di proprietà del T. A. con la conseguente cancellazione a carico della medesima convenuta
2.      Condanna la Gest Line spa, in persona del legale rapp. te p.t., al pagamento in favore dell'attore delle competenze del presente giudizio che si liquidano in euro 35,00 per spese, euro 390,00 per diritti euro 370,00 per onorario, oltre IVA CPA, rimborso 12.50 su spese generali.
3.      Sentenza esecutiva per legge. 

Napoli li 15.02.2008
 
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Ipoteca ex art. 77 DPR 602/73 – mancata notifica delle cartelle esattoriali – iscrizione illegittimità – 01.04.08.

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Images: gestline.jpgIl Giudice di Pace di Napoli, con la sentenza in esame, ha accolto una opposizione avverso una iscrizione ipotecaria su un immobile effettuata dall’ Agente della Riscossione. In particolare, il giudicante, dopo aver confermato la propria giurisdizione, richiamando la giurisprudenza della Suprema Corte e dopo aver rigettato l’eccezione relativa alla carenza di legittimazione passiva, sollevata dalla società Agente della Riscossione,  ha dichiarato l’illegittimità dell’iscrizione ipotecaria, in quanto quest'ultima non ha fornito la prova della notifica delle cartelle esattoriali prodromiche all’esecuzione.   



                          

                                                            REPUBBLICA ITALIANA
 

                                                   Ufficio del Giudice di Pace dì Napoli

                                                       IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

II Giudice di Pace, Dott.ssa. Rita Santarpia,
6A Sezione Civileha emesso la seguenteSENTENZA

Nella causa iscritta al numero di R.G. 94436/06 ,
TRA S. A. elett.te domiciliato in Napoli alla via …, .. presso lo studio dell'avvocato S. Di Palma che la rappresenta e difende in virtù di mandato a margine dell'atto introduttivo; 
CONTROLa GEST LINE S.P.A. Commissario governativo concessionario per la riscossione dei tributi per la Provincia di Napoli in persona del suo legale rapp. te dom.to in Napoli presso Prof. Avv, F. F. alla Via …. dal quale è rapp.ta e difesa. 
CONCLUSIONI: come da verbali di causa. 

                                                      SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
 

Con atto di citazione l’attore conveniva in giudizio la Gest Line s.p.a. al fine di accertare e la nullità delle cartelle esattoriali da cui traeva origine la comunicazione di iscrizione di ipoteca a lui pervenuta;
 esteso atto: Deduceva, infatti, che il credito vantato dalla P.A. e precettato dal Concessionario era prescritto; concludeva, infine, per la condanna della convenuta alle spese, diritti ed onorari di causa. Si costituiva la Gest Line s.p.a. la quale eccepiva:la differente posizione del Concessionario rispetto all'Ente impositore; che l'ipoteca era un atto precedente all'esecuzione forzata; il difetto di giurisdizione;l'infondatezza dell'eccezione di mancata notifica delle cartelle di pagamentola legittimità dell'operato della Gest Linela mancata prescrizione dei diritti vantaticoncludendo perché il giudice dichiarasse il difetto di giurisdizione, la carenza di legittimazione passiva, affinché rigettasse la domanda, e / verificata la prescrizione dei crediti dichiarasse cessata la materia del contendere.
Rassegnate le conclusioni il Giudice di Pace assegnava la causa a sentenza. 

                                                           MOTIVI DELLA DECISIONI
 

Preliminarmente deve essere affermata la Giurisdizione del Giudice di Pace quale giudice ordinario.
Secondo la più recente giurisprudenza la Suprema Corte di Cassazione ha confermato, che il provvedimento di iscrizione di ipoteca è un atto funzionale e prodromico dell'espropriazione forzata e, quindi, è un mezzo di realizzazione del credito dell'amministrazione, e, pertanto, !a tutela giurisdizionale nei confronti dello stesso non può che realizzarsi avanti al Giudice Ordinario, con le forme consentite dal vigente articolo 57 del D.P.R. n. 602/73, dell'opposizione all'esecuzione o agli atti esecutivi. (Cfr. Cass. S.U. ord. 31 gennaio 2006 n. 2053, 23 giugno 2006 n. 14701 e 17 gennaio 2007 n. 875)
Per tali considerazioni ritenuta la questione sufficientemente trattata va affermata la giurisdizione del giudice ordinario.
Passando, poi, all'esame della sollevata eccezione della Gest Line di carenza di legittimazione passiva va, altresì osservato, secondo un ragionamento articolato, che se è stato ritenuto (nella Sentenza della Suprema Corte del 14/2/2007 n°3242) che il Concessionario nel processo tributario prima di emettere l'avviso di mora deve accertarsi della ritualità della notifica della cartella esattoriale perché in mancanza il medesimo avviso risulterebbe illegittimo per quanto attiene la richiesta di interessi di mora e degli accessori, ne risulta per conseguenza che la legittimazione passiva del concessionario sussiste allorquando si tratti di atti di riscossione dallo stesso emessi.
I giudici di legittimità hanno ritenuto, infatti, che il concessionario della riscossione è parte del processo tributario (per analogia, quindi, anche nel processo ordinario) quando oggetto della controversia sia l'impugnazione dei vizi propri della cartella dì pagamento e dell'avviso di mora. (cfr Cass. N° 1667 del 2001).
Dunque deve essere affermata altresì la legittimazione passiva dell'ente concessionario.
Per quanto riguarda, infine, il merito la domanda è accoglibile. 
E’ stato provato con l'esibizione agli atti del giudizio che il credito vantato dalla P.A. risulta irrimediabilmente prescritto.Ma v'è di più.L’ente impostore e il concessionario non hanno dato prova dell'avvenuta notifica del titolo da cui trae origine l'illegittimo provvedimento adottato, infatti dagli atti versati nel presente giudizio dalla Gest Line S.p. A. si leva che la notifica della cartella esattoriale è avvenuta in maniera irrituale.Orbene questo Giudicante condivide e fa proprie le argomentazioni prospettate nella Sentenza n°346/98 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato la illegittimità di alcuni commi degli arti. 7 e 8 della legge 1890/82 laddove non prevedevano che della notifica fatta a persona diversa destinatario doveva essere data notizia a quest' ultimo con la spedizione  di una raccomandata con avviso di ricevimento (ulteriore conferma in Cass. 776/99).
Le spese di causa come da dispositivo. 

                                                                       P.Q.M.
 

Definitivamente pronunciando ed in accoglimento della domanda così provvede:
Accerta che il credito vantato dalla Pubblica Amministrazione, da cui trae origine l'illegittimo provvedimento di iscrizione di ipoteca è prescrittoaccerta in ogni caso che le cartelle esattoriali da cui trae origine l’illegittimo provvedimento di iscrizione di ipoteca sono state notificate mente e pertanto dichiara illegittima la notifica delle stesse.
Condanna la Gest Line s.p.a. al pagamento delle spese processuali in favore  dell’avv.to  Sonia Di Palma che liquida in euro 440,00 di cui 40,00 per  spese, 300,00 per diritti e 100,00 per onorari, oltre spese generali, I.V.A. e  C.P.A.come per legge, con attribuzione.  
Dichiara la presente sentenza esecutiva come per legge.
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Ipoteca ex art. 77 DPR 602/73 – possibile iscrivere ipoteca solo per carichi tributari e non per le sanzioni amministrative – illegittima iscrizione per importo inferiore € 8000,00 - 08.11.07. –

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Images: gestline.jpgIl Giudice di Pace di Roma, richiamando una recente sentenza della Cassazione, n.2214 del 01/02/2007, in materia di sanzioni amministrative, tra l’altro,   precisa, : “Il  fermo ed ipoteca sono previsti come mezzi speciali di esecuzione forzata ad iniziativa dell’ Esattore  solo ed esclusivamente per l’imposte sui redditi e per gli altri tributi, tasse od imposte, dovuti allo Stato o agli altri Enti Pubblici. Nessuna norma è reperibile nel nostro ordinamento che autorizzi il Concessionario a disporre il fermo amministrativo degli autoveicoli, e l’ipoteca sugli immobili, di proprietà del debitore, per le sanzioni amministrative.” … “il campo di applicazione di questi speciali provvedimenti è dunque strettamente limitato ai carichi tributari, nulla del genere essendo previsto per le sanzioni amministrative vere e proprie, in particolare per quelle relative alle violazioni del Codice della Strada. Ne deriva che l’assenza di una norma rende illegittimo di per sé il provvedimento di iscrizione ipotecaria per le sanzioni amministrative”  



                                                                           REPUBBLICA ITALIANA

                                                             UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI ROMA

                                                                   IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace Roma, Avv. Massimo Catarinella,ha pronunciato la seguente SENTENZA
Nella causa iscritta al n. … R.G. contenzioso dell’anno 2007
TRA
Tizio, rappresentato e difeso dall’Avv. …, presso il cui studio elettivamente domicilia in Roma ….. -attore-
CONTRO
Gerit Equitalia Spa, rappresentata e difesa dall'Avv …., elettivamente domiciliata in Roma -convenuta-
E
CONTRO
Comune di XXXX, con l’Avv. …, elettivamente domiciliato … Roma –convenuto-
OGGETTO: Opposizione all’esecuzione in materia di ipoteca esattoriale. 

                                                                     SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Il Sig. Tizio con atto di citazione in opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., citava in giudizio la Gerit Equitalia Spa e il Comune di XXXX per sentir dichiarare l’inefficacia di una cartella esattoriale (n.- ……) che il ricorrente asserisce non essergli mai stata notificata, così come ritiene estinta per prescrizione per mancata notifica dei verbali prodromici la sanzione irrogatagli per violazioni al CdS, sanzione per la quale la Concessionaria aveva provveduto a iscrivere presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Roma ipoteca, ai sensi dell’art. 77 DPR 602/1973.
L’opponente sostiene che l’iscrizione dell’ipoteca relativamente alla sanzione amministrativa, è illegittima e che comunque l’importo del credito complessivo (l’iscrizione ipotecaria comprendeva anche tributi iscritti al ruolo con altre cartelle), è al di sotto del minimo di legge (€ 8.000,00), quale limite per la Concessionaria della Riscossione ai fini dell’iscrizione del vincolo ipotecario su beni immobili di proprietà del presunto debitore.
L’opponente sarebbe venuto a conoscenza della suddetta ipoteca sui beni di sua proprietà in occasione di un’operazione di mutuo intrattenuta presso il proprio Istituto di Credito.
L’opponente chiede, previa sospensiva, nel merito dichiararsi la nullità o l’inefficacia della cartella stessa e la cancellazione dell’iscrizione ipotecaria. Si sono costituiti sia il Comune di XXXX che la Gerit Equitalia Spa.
Il Comune di XXXX eccepisce l’incompetenza del GdP essendo la materia dell’esecuzione forzata immobiliare di competenza del Tribunale.
In via subordinata, il Comune di XXXX eccepisce la ritualità della notifica della cartella e dei verbali iscritti al ruolo.
La Gerit Equitalia Spa, in via pregiudiziale, eccepisce anche essa l’incompetenza per materia del Giudice adito, trattandosi di esecuzione immobiliare, la cui competenza è riservata al Tribunale e non al Giudice di Pace.
Per quanto riguarda la notificazione della cartella impugnata, la Gerit fornisce la prova della sua rituale notificazione. Infine la Gerit eccepisce il proprio difetto di legittimazione passiva circa l’eccezione di prescrizione sollevata dal Tizio in quanto la titolarità del rapporto sostanziale di credito farebbe sempre capo all’Ente che ha disposto l’iscrizione al ruolo, con la conseguenza che la legittimazione passiva nelle controversie che abbiano ad oggetto l’accertamento negativo dell’esistenza e validità della pretesa creditoria apparterebbe esclusivamente all’Ente impositore. In sede di prima udienza le parti precisavano le proprie conclusioni e all’udienza di rinvio del 25/10/2007, depositate le note conclusive finali autorizzate dal Giudice, il fascicolo, su concorde richiesta delle parti, veniva trattenuto per la decisione.

                                                                          MOTIVI DELLA DECISIONE

Come statuito dalla recente sentenza della Cassazione n.2214 del 01/02/2007, in tema di sanzioni amministrative, non è autonomamente impugnabile con l’opposizione ad ordinanza ingiunzione il provvedimento con il quale l’amministrazione finanziaria iscriva ipoteca su un immobile di proprietà dell’ingiunto, “a meno che il ricorrente, formalmente impugnando l’avviso di iscrizione ipotecaria, intenda in realtà recuperare l’esercizio del mezzo di tutela offerto dall’art. 23 della legge n. 689 del 1981, vanificato dalla omissione delle notifiche del verbale di accertamento della ordinanza ingiunzione , ove emessa, della cartella esattoriale. e dell’avviso di mora”.
Nel caso di specie, il Sig. Tizio ha impugnato sia la c. e. che l’iscrizione ipotecaria conseguente, effettuata dalla Gerit quale Concessionaria della Riscossione, sui beni immobili del (presunto) debitore. Ora, poiché la questione dibattuta è appunto la tutela offerta dall’art. 23 della legge 689/81, non vi è dubbio che in sede di opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. la competenza a giudicare sia quella appunto prevista per le opposizioni alle sanzioni amministrative, per le quali la cognizione della causa è riservata funzionalmente in via esclusiva al GdP e non al Tribunale, in astratto competente per le esecuzioni immobiliari.
Questo Giudice osserva ulteriormente che, dalle considerazioni che precedono, discende un corollario di carattere assolutamente assorbente anche sulla questione se in via generale il Concessionario abbia o meno il potere di iscrivere fermi ed ipoteche per sanzioni relative a violazioni amministrative in generale.
Il fermo e l’ipoteca hanno la loro normativa genetica nel D.P.R. 602/1973 (esattamente art. 77 per l’ipoteca e art. 86 per il fermo amministrativo nel testo novellato dall’art. 16 del DLGS 26/02/1996 n. 46 e 26/02/2001 n. 46). Dunque, fermo ed ipoteca sono previsti come mezzi speciali di esecuzione forzata ad iniziativa dell’ Esattore (o Agente della Riscossione o Concessionario che dir si voglia) solo ed esclusivamente per l’imposte sui redditi e per gli altri tributi, tasse od imposte, dovuti allo Stato o agli altri Enti Pubblici.
Nessuna norma è reperibile nel nostro ordinamento che autorizzi il Concessionario a disporre il fermo amministrativo degli autoveicoli, e l’ipoteca sugli immobili, di proprietà del debitore, per le sanzioni amministrative. Non certamente l’art. 27 della l. 689/81, secondo cui “l’autorità che ha emesso l’ordinanza-ingiunzione, procede alla riscossione delle somme dovute in base alle norme previste per l’esazione delle imposte dirette…”.
Questo, non tanto a seguito delle varie e profonde riforme che hanno interessato tutto il sistema tributario vigente all’epoca dell’emanazione della legge 689/81, per cui questa norma oggi non è più applicabile nella sua formulazione letterale, quanto perché secondo questo Giudice l’ articolo n. 27 della Legge 689/81 indicava solo le “forme” in cui l’Ente Pubblico creditore può procedere alla riscossione delle sanzioni amministrative, ma non anche i “mezzi” specifici di riscossione coattiva cui l’esattore può ricorrere per ottenere l’assolvimento dell’obbligazione sanzionatoria vera e propria, per infrazioni comportanti sanzioni amministrative consistenti nel pagamento di una somma di danaro a carico del contravventore o dell’obbligato in solido.
Concludendo, il campo di applicazione di questi speciali provvedimenti è dunque strettamente limitato ai carichi tributari, nulla del genere essendo previsto per le sanzioni amministrative vere e proprie, in particolare per quelle relative alle violazioni del Codice della Strada.
Ne deriva che l’assenza di una norma rende illegittimo di per sé il provvedimento di iscrizione ipotecaria per le sanzioni amministrative.
Circa l’eccezione di difetto di legittimazione passiva della Gerit Equitalia, và osservato che, pur essendo risultata la cartella esattoriale ritualmente notificata al contribuente secondo le prove portate in atti dalla stessa Gerit Equitalia, tuttavia manca la prova della rituale notificazione dei verbali prodromici.
Il Sig. Tizio aveva infatti eccepito anche la mancata notificazione dei verbali di accertamento, e quindi la prescrizione delle singole sanzioni iscritte al ruolo. Ora, il Comune di XXXX non ha fornito la prova documentale del contrario, assolutamente essenziale, in assenza della quale si deve ritenere che o detti verbali siano addirittura inesistenti oppure che non siano stati affatto notificati. Ne consegue ulteriormente la nullità della cartelle impugnata, per la quale, pur essendo stata dimostrata la sua notificazione, manca tuttavia la prova dell’avvenuta, tempestiva, quindi rituale, notificazione dei verbali prodromici di riferimento.
Per completezza di motivazione, il Giudicante osserva che nella fattispecie manca la prova della notificazione dell’avviso di iscrizione ipotecaria, formalità essenziale per procedere alla successiva formalità, onde un ulteriore motivo di nullità dell’iscrizione pregiudizievole, e comunque che l’importo in esazione, compresi i tributi di cui alle altre cartelle non impugnate, è certamente inferiore al minimo di legge (€ 8000,00) per procedere all’iscrizione di ipoteca su i beni immobili del presunto debitore. Concludendo, l’iscrizione ipotecaria effettuata dalla Gerit Equitalia Spa a carico del Sig. Tizio va annullata e la convenuta Gerit Italia Spa deve provvedere alla cancellazione del vincolo pregiudizievole dai Registri Immobiliari, la presente sentenza costituendo anche l’ ordine al Conservatore dei suddetti Registri Immobiliari di provvedere alla richiesta formalità.
Per quanto concerne poi la c.e. impugnata (n. ….), anche questa và annullata posto che il Comune di XXXX, cui indubbiamente incombeva l’onere della prova sul punto, ha omesso di produrre i verbali prodromici iscritti a ruolo e la certificazione della loro tempestiva e rituale notificazione all’opponente.
Nulla si deve decidere in relazione alle cartelle non impugnate, portanti apparentemente iscrizione a ruolo di tributi asseritamente non versati all’Erario.
Le spese legali seguono la soccombenza e vanno liquidate come da dispositivo.

                                                                                       PQM

Il GdP ritenuta la propria competenza a giudicare sulla proposta opposizione, definitivamente pronunciando, così provvede:
a) annulla l’impugnata c.e. n. …..;
b) annulla l’iscrizione ipotecaria impugnata dall’opponente Sig. Tizio, con ordine al Competente Conservatore dei Registri Immobiliari di provvedere alla cancellazione della formalità pregiudizievole a cura e spese di Gerit Equitalia Spa;
c) condanna il Comune di XXXX e Gerit Equitalia, in solido fra loro, alla rifusione delle spese di lite a favore del Sig. Tizio, spese che vengono liquidate in complessivi € 750,00, di cui € 50,00 per spese, 300,00 per diritti procuratori, € 400,00 per onorari di avvocato, più iva e cap e addizionale al 12,5% a norma di legge .
Così deciso in Roma il 08.11.2007
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Ipoteca ex art. 77 DPR 602/73 – sanzioni amministrative –competenza Giudice di Pace – risarcimento dei danni esistenziali – 29.10.07. -

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Images: gestline.jpgInteressante sentenza del Giudice di Pace di Frattamaggiore in materia di ipoteca ex art. art. 77, DPR 602/73, in cui il Giudice adito, dopo aver fatto una precisa e puntuale premessa relativa alla normativa applicabile al caso di specie, dopo avere precisato che l’opponente ha correttamente agito proponendo un atto di citazione in opposizione all’esecuzione e agli atti esecutivi, nonché dopo aver ribadito la competenza del G.O e funzionalmente quella del Giudice di Pace, entrando nel merito, ha accolto la domanda attorea, dichiarando illegittima l’iscrizione ipotecaria iscritta sull’immobile dell’opponente e condannando l’ente impositore al risarcimento dei danni esistenziali subiti, quantificandoli in via equitativa.     




                                                                          REPUBBLICA ITALIANA

                                                                   IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di pace di Frattamaggiore, nella persona del Dr. Sossio Caserta, ha pronunciato la seguenteSENTENZA
nella causa iscritta al nr. 4958 R.G. degli affari civili ordinari e non con­ten­ziosi dell'anno 2006, avene ad oggetto: opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c..
TRA......., nata a .............. ed ivi residente alla via ......., elettivamente domiciliata in .......  alla via ......., nello studio dell’avv. G. C., che la rappresenta e difende per procura a margine della citazione in opposizione                               OPPONENTE 
                                                               
E    
GEST LINE s.p.a. -Servizio Riscossione Tributi – Concessione della Provincia di Napoli – in persona del legale rapp.te pro tempore, con sede in Napoli via Bracco n. 20, rappresentata e difesa, per procura generale alle liti per notaio S. S. rep. ....... registrata il ......., dall’avv. F. F.i, presso il cui studio in Napoli alla via .............., elettivamente domiciliata.-                                                                                                                       OPPOSTA

NONCHE’ COMUNE DI ......., in persona del legale rapp.te pro tempore, sedente presso la Casa Comunale di ....... – Contumace -                                                                      OPPOSTO
CONCLUSIONI: come da verbale di udienza del 19/01/07 e nelle rispettive comparse conclusionali, da ritenersi qui integralmente riportate.                                           

                                                                     SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione notificato il 19/07/06 , .............. proponeva opposizione avverso la iscrizione ipotecaria su beni immobili di essa istante eseguita dalla Gest Line s.p.a., chiedendone l’annullamento, previa declaratoria di inesistenza del titolo esecutivo posto a base della stessa.
A supporto dell’opposizione, deduceva di aver ricevuto in data 20/03/04 la notifica della cartella esattoriale nr. .............. recante un carico di euro ......., iscritto a ruolo dal Comune di ......., di cui euro ....... per canoni acqua potabile ed i restanti euro ....... per canoni acqua reflue, relativamente agli anni 1997 e 1998.
Aggiungeva che detta cartella veniva tempestivamente impugnata innanzi al G.d.P. di Frattamaggiore per il carico riguardante l’acqua potabile e davanti alla Commissione Tributaria Provinciale per il carico inerente le acque reflue; aggiungeva ancora che tali organi giudiziari con le rispettive sentenze annullavano l’iscrizione del carico iscritto a ruolo dal Comune di ....... e che ambedue le sentenze, portate a conoscenza del citato Ente, erano divenute cosa giudicata.
Aggiungeva, poi, che in data 11/07/06 era pervenuta ad essa istante una nota della Gest Line s.p.a., con cui le si comunicava che in forza della citata cartella esattoriale, il pubblico Concessionario Gest Line s.p.a. aveva iscritto ipoteca per complessivi euro ....... sui terreni di proprietà di essa istante, posti in ......., località ......., riportati rispettivamente in catasto al Fl. ....... P.lla ....... di are ....... e centiare .............. ed al Fl. .............. P.lla ....... di are .............. e centiare ...............
Aggiungeva ancora che tale iscrizione era palesemente arbitraria ed illegittima, oltre ad essere violativa del principio di proporzionalità -, per l’imposizione di un vincolo reale per una parva somma su di un consistente valore patrimoniale,- stante l’inesistenza del titolo esecutivo, in quanto la cartella esattoriale posta a base della iscrizione ipotecaria era stata annullata.
Aggiungeva, infine che l’iscrizione ipotecaria operata a mente dell’art. 77 del DPR 602/73 postulava un mezzo di garanzia prodromica alla vera e propria azione esecutiva, consentendo all’intimato anche in tal caso di poter esperire l’opposizione all’esecuzione innanzi al giudice ordinario competente per valore e territorio, così come chiarito dalla Cassazione a Sezione Unite con la sentenza n. 2053 del 31/01/06 , con l’affermazione della giurisdizione in capo al giudice ordinario sia in ordine al fermo amministrativo che in ordine alla iscrizione ipotecaria.     
Chiedeva, pertanto, previa sospensione dell’efficacia dell’intimata esecuzione forzata sui beni immobili di essa istante, accertarsi e dichiararsi la inesistenza del diritto ad iscrizione di ipoteca sugli immobili di essa .............. e ad agire per l’espropriazione forzata, in assenza di esistente e valido titolo esecutivo; condannarsi la Gest Line s.p.a. o il Comune di ....... a provvedere alla cancellazione immediata a proprie spese dell’ipoteca iscritta sui terreni di proprietà di ....... e posti in ......., ovvero ordinare all’Agenzia del Territorio di Napoli 2 di disporre la cancellazione ipso facto della predetta ipoteca; condannarsi, infine, essi convenuti, in solido,o per quanto di ragione, al risarcimento dei danni patrimoniali o non per i fatti dedotti nella domanda, da liquidarsi in via equitativa nella misura di euro 2.500,00 o nella maggiore o minore misura, entro il limite di euro 2.582, 28.
Il tutto con vittoria delle spese di giudizio.
Radicatasi la lite, si costituiva soltanto la Gest Line s.p.a., che impugnava la domanda, in quanto inammissibile, improponibile ed infondata; in via preliminare rilevava la differente posizione dell’Ente impositore rispetto a quella del Concessionario, precisando che il Concessionario era del tutto estraneo alla fase precedente la trasmissione del ruolo da parte dell’Ente impositore, che non era titolare del rapporto sostanziale tra Ente e contribuente e che era legittimato ad agire in executivis provvedendo preliminarmente alla formazione ed alla notifica della cartella esattoriale.
In ordine all’ipoteca legale, deduceva che nell’ambito della procedura di riscossione esattoriale l’art. 77 del DPR 602/73 consentiva al Concessionario di scrivere ipoteca sugli immobili del debitore sulla base del titolo esecutivo costituito dal ruolo, per un importo pari al doppio dell’ammontare complessivo del credito, dopo che fossero trascorsi inutilmente i 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale di pagamento, provvedendo in tal modo a costituire una garanzia reale in vista della fruttuosità dell’esecuzione e nel contempo garantendo il contribuente debitore del fatto che l’esecuzione non avrebbe avuto inizio se non trascorsi inutilmente sei mesi dalla comunicazione della iscrizione ipotecaria.
Precisava che comunque l’ipoteca non segnava l’inizio della esecuzione forzata, dipendendo quest’ultima dal pignoramento. Precisava, ancora che l’espropriazione immobiliare poteva iniziarsi soltanto qualora l’importo complessivo del credito superasse la somma di euro 8.000,00, già £. 3.000.000, limite, però, che non incideva assolutamente sul potere del concessionario di costituire una garanzia del credito mediante l’iscrizione ipotecaria.
Eccepiva, inoltre, l’inammissibilità e l’improponibilità della domanda, la quale non poteva essere rivolta a contrastare alcun pignoramento , non essendo ancora iniziata l’esecuzione, ma essenzialmente ad eccepire pretese irregolarità formali e vizi di notificazione del titolo esecutivo, trattandosi, nel caso di specie, di cartella di pagamento attinente ad entrate tributarie.
Deduceva ancora l’inammissibilità dell’ azione intrapresa dall’opponente, in quanto le uniche rimostranze che la stessa avrebbe potuto muovere erano quelle attinenti alla regolarità formale della formazione della cartella, della sua notifica ed all’azione intrapresa per la realizzazione coattiva del credito; deduceva, poi, l’incompetenza territoriale del giudice adito, in quanto non avendo la Gest Line, nella cartella di pagamento eletto domicilio nel luogo in cui potrebbe iniziarsi ipoteticamente l’esecuzione , ovvero il Comune di .............., ove erano situati gli immobili, oggetto dell’iscrizione ipotecaria, l’opponente avrebbe dovuto adire il Tribunale di Frattamaggiore, in quanto competente ex art. 480, III comma c.p.c., in ragione del luogo in cui si era perfezionata la notifica della cartella – precetto di pagamento.
Concludeva, pertanto, in via preliminare che venisse disposta ex art. 107 c.p.c. la chiamata in causa degli Enti impositori come risultanti dagli estratti di ruolo prodotti, ovvero del Comune di S. Maria del Cedro, e di Napoli Volla; in via principale per il rigetto della domanda siccome improponibile, inammissibile ed infondata, confermando l’iscrizione ipotecaria effettuata.
Il tutto con vittoria delle spese di causa.
In via cautelare, il Giudice sospendeva provvisoriamente, sino all’esito del giudizio di merito, l’esecuzione del provvedimento impugnato. Indi, acquisita la documentazione prodotta,  ritenuta la causa matura per la decisione, su richiesta delle parti costituite, fissava l’udienza di precisazione della conclusioni; queste rassegnate come sopra detto,la causa veniva introitata a sentenza all’udienza del 19/01/07. Con ordinanza del 13/02/07, il Giudice, rilevata a nullità della notifica dell’atto di citazione al Comune di ......., non costituitosi, ritenuto che lo stesso andava rimesso nei termini per ogni attività difensiva, rimetteva la causa sul ruolo ordinando all’attrice di notificare al predetto Comune la copia della citazione, dei verbali di udienza e della Ordinanza stessa, fissando una nuova udienza per il 05/10/2007.
L’attrice provvedeva a notificare tutto quanto disposto dal giudice, al Comune di ....... in data 28/06/2007.
Tale Ente, ritualmente evocato in giudizio, non si costituiva; pertanto,  sulla scorta delle conclusioni già precedentemente formulate dalle parti, la causa veniva nuovamente introitata a sentenza all’udienza del 05/10/07.
                                              

                                                                         MOTIVI DELLA DECISIONE

In via preliminare, appare opportuno procedere ad un analisi normativa della procedura di espropriazione immobiliare da parte del Concessionario della riscossione dei tributi.
Tale procedura è disciplinata dal titolo II del DPR 602/73, intitolato riscossione coattiva, e successive modifiche intervenute con il D.lgvo 26/2/1999 n. 46 e con quello del 27/4/2001 n. 193. In particolare, l’art. 50comma 1 prevede che il Concessionario del servizio nazionale della riscossione, decorso il termine stabilito per il pagamento ( 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento), possa procedere ad espropriazione forzata dei beni del contribuente inadempiente. Ai sensi del successivo comma 2 si rileva che se l’espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l’espropriazione stessa deve essere preceduta dalla notifica di un avviso che contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni. Il successivo at. 76 nel capo II intitolato “ disposizioni particolari in materia di espropriazione di beni immobili “ stabilisce che il concessionario può procedere all’espropriazione immobiliare se l’importo complessivo del credito per cui si procede superi complessivamente l’importo attuale di euro 8.000,00.
L’art. 77 comma 1 DPR 602/73 dispone che, decorso inutilmente il termine di gg. 60 dalla notifica della cartella esattoriale, il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore per un importo pari al doppio dell’importo complessivo del credito per cui si procede.
Il secondo comma del citato art. 77 dispone, poi, che, se l’importo complessivo del credito per cui si procede non supera il cinque per cento del valore dell’immobile da sottopore ad espropriazione, determinato a norma dell’art. 79 del DPR 602/73, il Concessionario, prima di procedere all’esecuzione, deve iscrivere ipoteca e solo dopo che siano decorsi sei mesi dall’iscrizione senza che il debito sia stato estinto, può procedere all’espropriazione. Altre successive norme disciplinano poi le fasi successive e relative alla vendita ed all’assegnazione.
A questo punto si inserisce la problematica della opponibilità dell’espropriazione immobiliare da parte del soggetto debitore: ai sensi dell’art. 57 DPR 603/73, la possibilità da parte del debitore di procedere ad opposizione all’esecuzione ed agli atti esecutivi sarebbe assolutamente preclusa, salvo l’opposizione del terzo, o l’azione di risarcimento da esperirsi al termine della fase di esproprio e di vendita. Ciò non corrisponde al vero, in quanto con il D.Lgs. nr. 16/1999, art. 29 n. 2, è stata introdotta una garanzia giurisdizionale per richiedere la sospensione dell’esecuzione e/o di opporsi all’esecuzione dinanzi al Giudice ordinario per le somme oggetto di riscossione coattiva che non abbiano carattere tributario, come ad esempio sanzioni pecuniarie relative alla circolazione stradale, canoni di acqua etc.. Per completezza di esposizione, si evidenzia l’infondatezza della tesi, spesso adombrata dalla convenuta Gest Line s.p.a., secondo la quale, per effetto dell’entrata in vigore della L. 248/06 nr. 248 del 04/08/2006 (conversione del c.d. Decreto Bersani), sussisterebbe la giurisdizione delle Commissioni Tributarie in relazione all’ iscrizione ipotecaria fondata su qualsiasi tipo di cartella, ovvero quale che sia la natura della pretesa posta in riscossione.Orbene l’asserita portata espansiva del comma 26 quinquies dell’art. 35 l.cit., introduttivo della giurisdizione delle Commissioni Tributarie in tema di iscrizione ipotecaria, è limitata unicamente alle pretese tributarie che formano oggetto della sua giurisdizione (art. 19 d.leg.vo 546/92 in relazione all’art. 2 dello stesso d. leg.vo, che non ha subito modifiche quanto alle materie attribuite alla cognizione delle C.T.).
Pertanto, restano escluse dalla giurisdizione esclusiva delle C.T. tutte quelle pretese non aventi carattere tributario, come, ad esempio, sanzioni pecuniarie da circolazione auto, pagamento canoni di acqua etc.). ( Cfr. Tribunale di Napoli – 18/12/2006 - V sez. Civ. G.U. Dr. Lipani).
In definitiva, per le entrate tributarie diverse da quelle elencate dall’art. 2 del D. L.gvo 546/92 e per quelle non tributaria, il giudice competente a conoscere le controversie concernenti il ruolo può sospendere la riscossione se ricorrono gravi motivi e le opposizioni all’esecuzione ed agli atti esecutivi si propongono nelle forme ordinarie di cui agli artt. 615 o 617 c.p.c.
Questo Giudice non ignora l’orientamento espresso dalla Cassazione S.U. nella sentenza nr. 2053 del 31/01/2006, specificamente in tema di fermo amministrativo e, analogicamente, per l’iscrizione ipotecaria, secondo il quale l’atto “ de quo”, ossia l’iscrizione ipotecaria, essendo propedeutico all’esecuzione, sarebbe impugnabile con i mezzi e nelle forme di cui agli artt. 615 e 617 c.p.c..
Tale orientamento ritiene questo Giudice di poter condividere in quanto sia il fermo amministrativo, come pure l’iscrizione ipotecaria, si pongono come prodromici e propedeutici dell’esecuzione, ed, in quanto tali, rientranti negli atti tipici del procedimento esecutivo e, pertanto, suscettibili di opposizione all’esecuzione ed agli atti esecutivi.
Del resto, lo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Agenzia delle Entrate, parti nel giudizio sulla questione di giurisdizione, di cui alla surrichiamata sentenza della Cassazione a S.U., hanno sostenuto che la competenza nella materia di fermo amministrativo e, analogicamente, della iscrizione di ipoteca, spettasse all’autorità giudiziaria ordinaria e non al giudice amministrativo, sul presupposto che il provvedimento di fermo amministrativo, ed analogicamente della iscrizione ipotecaria, si caratterizzava come misura cautelare diretta a creare le condizioni per l’utile seguito di una procedura esecutiva e non poteva essere inquadrato come provvedimento amministrativo.
Precisavano, quindi, che allorquando il fermo era disposto e, analogicamente, l’ipoteca iscritta, si considerava iniziata la procedura esattoriale, in deroga alle disposizioni sull’espropriazione forzata disciplinata dal codice di procedura civile, le quali presuppongono il pignoramento come atto di inizio dell’esecuzione forzata.
Ciò posto, si osserva che nel caso di specie, le somme iscritte a ruolo dal Comune di ....... e portate dalla Cartella n. ....................., notificata il 20/03/04,  sono di carattere non tributario, trattandosi di canoni di acqua per gli anni 1997 e 1998.
Pertanto e opportunamente l’opponente ha provveduto ad incardinare azione ex art. 615 c.p.c., dinanzi al Giudice di pace di Frattamaggiore, competente per valore e per territorio.
Su quest’ultimo punto, si rileva la palese infondatezza dell’eccezione di incompetenza per territorio del giudice adito, determinata dall’erroneo presupposto che l’immobile ipotecato si trovasse in S. Anastasia, anziché in ........
Pertanto l’ azione esperita è da ritenersi quindi ammissibile e proponibile.
In via preliminare, sulla scorta della normativa sopra illustrata, l’iscrizione ipotecaria risulta eseguita agli inizi del mese di luglio 2006 e, quindi, a distanza di oltre due anni dalla notifica della cartella esattoriale (20/03/04). In tal caso, quindi, ai sensi dell’art. 50, comma 2 del DPR 602/73, l’iscrizione ipotecaria doveva essere preceduta dalla notifica di un avviso contenente l’intimazione ad adempiere l’ obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni.
La mancata ottemperanza a tale disposizione di legge da parte del Concessionario Gest Line s.p.a., comporta l’ illegittimità della iscrizione ipotecaria eseguita.
Ma vi è di più : per tabulas è emersa, alla data della iscrizione ipotecaria, la insussistenza del titolo esecutivo posto a base della stessa. Infatti il carico iscritto a ruolo dal Comune di ....... e portato dalla citata cartella esattoriale notificata il 20/03/04, contenente un importo di euro 520,17 per canoni per fornitura di acqua potabile e di euro 462,95 per canoni acque reflue, risulta annullato rispettivamente dal Giudice di Pace di Frattamaggiore, Dr. Nespoli, con la sentenza nr. 31/05, del 07/01/ - 31/01/2005, emessa in contraddittorio con la Gest Line s.p.a. e dalla Commissione Tributaria Provinciale di Napoli – Sezione 28 – nr. 67 del 10/03 – 07/04/2005.
Emerge, pertanto, in tutta la sua evidenza, l’illegittimità della iscrizione ipotecaria eseguita e l’evidente inesattezza dell’affermazione, contenuta nella comparsa di costituzione e di risposta da parte della Gest Line s.p.a., che la sua attività sia stata svolta in maniera ineccepibile. La Gest Line s.p.a. era certamente a conoscenza dell’impugnativa della cartella esattoriale notificata il 20/03/04 dinanzi al Giudice di Pace di Frattamaggiore, avendo preso parte al relativo giudizio, ancorché sia stata dichiarata la sua estromissione in sentenza, avendone comunque ricevuta la notifica del suo dispositivo; pertanto, agendo con la dovuta diligenza, non poteva e non doveva più utilizzare la citata cartella esattoriale per procedere ad una indebita iscrizione esattoriale, sulla base dell’art. 77 DPR 602/73 ed, in ogni caso, per quanto sopra rilevato, era obbligata a notificare l’avviso contenente l’intimazione di pagamento alla presunta debitrice A. M., così’ come statuito dall’art. 50 comma 2 del citato DPR..
Da quanto sopra esposto, contrariamente a quanto affermato dalla Gest Line  nei suoi scritti difensivi, sono emersi comportamenti della stessa contrari alla legge, alla buona fede, alla correttezza ed alla trasparenza, ragion per cui scaturiscono, talvolta, le aspre critiche, dalla stessa lamentate, e che appaiono condivisibili alla luce di quanto sopra illustrato, finché lo stesso Concessionario non adoperi l’istituto messogli a disposizione dal legislatore di cui all’art. 77 DPR 602/73 nell’ osservanza scrupolosa anche delle disposizioni contenute nello statuto del contribuente.  
Appare condivisibile, invece, l’argomentazione dedotta dalla Gest Line s.p.a. per illustrare la differente posizione dell’Ente impositore rispetto a quella del Concessionario.
Nel caso in esame emerge, poi, con tutta la sua evidenza, la palese negligenza del Comune di ......., quale Ente impositore, il quale venuto a conoscenza dell’ annullamento del carico iscritto a ruolo in forza delle decisioni emesse dal Giudice di pace di Frattamaggiore e dalla Commissione Tributaria Provinciale di Napoli, doveva provvedere urgentemente ad emettere e comunicare al Concessionario il provvedimento di sgravio del carico portato dalla Cartella esattoriale impugnata. Il suo comportamento processuale nel presente giudizio, rimasto contumace, conferma l’omissione di cui sopra, altrimenti si sarebbe costituito in giudizio per far valere le sue ragioni.
Alla luce di tutto quanto sopra illustrato, va detto che nel merito l’opposizione risulta fondata e va accolta per quanto di ragione nei confronti delle rispettive parti convenute.
Pertanto, va dichiarata l’inesistenza del diritto a iscrivere ipoteca sugli immobili di .............., in difetto di valido titolo esecutivo e, per l’effetto, appare giusto e legittimo ordinare alla Gest Line s.p.a., in considerazione dell’attività illegittima posta in essere e come sopra esposta, di provvedere immediatamente, a propria cura e spese, alla cancellazione dell’ipoteca iscritta a carico di ....... sugli appezzamenti di terreno di sua proprietà, così come descritti nella premessa della citazione.Merita di essere accolta anche  la richiesta di risarcimento per danni, ma limitatamente a quelli non patrimoniali ed, in particolare a quelli definiti  esistenziali.
A tal proposito va detto che qualora la domanda dei danni sia basata su comportamenti illeciti tenuti dall’Amministrazione finanziaria o di altri enti impositori, la controversia, avendo ad oggetto una posizione sostanziale di diritto soggettivo del tutto indipendente dal rapporto tributario, è devoluta alla cognizione dell’autorità giudiziaria ordinaria; infatti, anche nel campo tributario l’attività della P.A. deve svolgersi nei limiti posti non solo dalla legge, ma dalla norma primaria del neminem laedere, per cui è consentito al giudice ordinario accertare se vi sia stato da parte dell’Amministrazione   un comportamento colposo tale che, in violazione della suindicata norma, primaria, abbia determinato la violazione di un diritto soggettivo (Cf. Cass. – Sez. Unite civili – 30/11/2006 – 4 gennaio 2007 n. 15). Va aggiunto che il comportamento dell’amministrazione finanziaria e/o di altro ente impositore contrario alla buona fede e correttezza, nonché al principi costituzionale  di buon andamento e imparzialità, lede gli interessi dei contribuenti, che pertanto sono legittimati a chiedere il risarcimento del danno morale (Cf. Tribunale di Venezia – III Sezione civile – sentenza 30/11/2006 -1903/2007). Ciò posto, nella vicenda sopra illustrata emerge in modo palmare il comportamento poco corretto, permeato anche di negligente omissione, da parte del Comune di .......,  per non aver provveduto ad emettere tempestivamente la comunicazione di sgravio del carico portato dalla cartella esattoriale tempestivamente impugnata ed annullata rispettivamente, per quanto di competenza, dal Giudice di pace di Frattamaggiore e dalla Commissione tributaria provinciale di Napoli, le cui decisioni venivano portate a conoscenza di esso Ente impositore.
La condotta negligente del Comune di ....... ha determinato un evento illegittimo, come quello della iscrizione ipotecaria eseguita dal Concessionario, cui non era stato comunicato lo sgravio dal ruolo del carico annullato.Tale comportamento ha determinato a carico dell’opponente certamente un danno economico in ragione delle spese sostenute per l’assistenza legale, cui è stata costretta a ricorrere. Ma siffatto danno patrimoniale ha trovato il suo ristoro nella condanna alle spese da parte del G.d.P. di Frattamaggiore a carico del Comune di ......., così come pure statuito all’esito del presente giudizio. Invece all’opponente non può essere riconosciuto il danno cd. biologico, né il danno morale, in quanto del tutto sforniti di prova.Nel caso in esame va riconosciuto il c.d. danno esistenziale: la ricezione dell’avviso di iscrizione ipotecaria, palesemente illegittimo e scaturente da una colpevole omissione del Comune di ......., ha certamente prodotto una turbativa psichica con relativa sofferenza, come una forma di stillicidio che ha influito negativamente sulla vita quotidiana e nei rapporti sociali di essa opponente, nell’aver appreso che i propri terreni erano stati ingiustamente assoggettati ad ipoteca e minacciati di espropriazione senza giusta causa.  
Emerge in tutta la sua evidenza nella vicenda che la condotta del convenuto Comune abbia calpestato i principi di sana e buona amministrazione. Secondo l’art. 97 della Costituzione Repubblicana, il cittadino non è suddito, bensì utente ( Cfr. citata sentenza del Tribunale di Venezia).Ciò posto, occorre determinare se ed in quale misura la colpevole inerzia del Comune di ....... abbia determinato un danno c.d. esistenziale a carico di essa ......., danno che secondo la prevalente giurisprudenza è garantito dalla Costituzione, in quanto danno alla salute. Vi è stata,a seguito della illegittima iscrizione ipotecaria, un evidente abbassamento della qualità di vita di essa opponente, concretandosi nel c.d. danno esistenziale, che merita risarcimento. E’ notorio che subire una illegittima iscrizione ipotecaria sui propri beni, comporta un’ alterazione in senso negativo dell’organizzazione di vita quotidiana della vittima, comportando anche un’alterazione alla serenità personale e familiare di essa attrice.In ordine al quantum, considerata l’impossibilità pratica della determinazione di un concreto e preciso ammontare  di siffatto danno, certamente sussistente, impone al giudicante di procedere alla sua liquidazione in via equitativa, a norma dell’art. 1226 c.c.Pertanto, sulla scorta di quanto sopra illustrato, si ritiene giusti ed equo fissare il detto danno in euro 1.500,00, da porre a carico esclusivo del convenuto Comune di ......., tenuto anche al pagamento delle spese in favore dell’opponente, liquidate come da dispositivo.
Tenuto conto dell’andamento complessivo del giudizio e della diversa posizione del Concessionario, sussistono giusti motivi per una compensazione integrale delle spese di causa tra lo stesso e le altre parti.                                                           

                                                                                       P.Q.M.

Il Giudice di pace di Frattamaggiore, definitivamente pronunciando nella causa in epigrafe indicata, così provvede, nella contumacia del Comune di .......:
Accoglie la domanda e, previa conferma del provvedimento cautelare emesso, dichiara l’inesistenza del diritto a iscrivere ipoteca sugli immobili di .......;
Ordina al Concessionario della Riscossione dei Tributi Gest Line s.p.a., in persona del l.r.p.t., di annullare immediatamente, a sua cura e spese, l’eseguita iscrizione di ipoteca sui beni immobili di ......., così come descritti e precisati nella premessa della citazione;
Condanna il Comune di ....... al pagamento, in favore dell’attrice, a titolo di risarcimento danni non patrimoniali, dell’importo di euro 1.500,00=, oltre interessi legali dalla domanda;
Condanna il medesimo Comune al pagamento delle spese di causa, in favore dell’attrice, che liquida in euro ......., di cui euro .............. per spese ed i restanti euro .............. per diritti ed onorari, oltre spese generali, IVA e C.P.A., da attribuirsi all’avv. G. C. per il dichiarato anticipo.
Compensa per intero le spese di causa tra la Gest Line s.p.a. e le altre parti in causa.
Così deciso in Frattamaggiore il 29/10/07  

          
                                                                      
Il Giudice di pace
                                                                      Dr. Sossio Caserta    
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Iscrizione di ipoteca ex art. 77 DPR n. 602/73 – giurisdizione del Giudice Tributario – 14.11.07.

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Images: gestline.jpgNella sentenza in oggetto, la Commissione Tributaria Provinciale di Milano dichiara di non condividere l’orientamento dottrinale o giurisprudenziale  secondo cui  il giudice tributario avrebbe giurisdizione per le iscrizioni ipotecarie e per il fermo amministrativo (e quindi una giurisdizione limitata) soltanto se il "rapporto sottostante" e quindi il credito  in relazione al quale  viene iscritta ipoteca o disposto il fermo amministrativo siano di "natura tributaria", ritenendo, invece, che al giudice tributario e soltanto al giudice tributario spetti la giurisdizione, ossia il potere di decidere, sulle iscrizioni di ipoteca e sui provvedimenti di fermo amministrativo disposti dall'Agente della riscossione ai sensi degli artt. 77 e 86 del DPR n. 602/73 e successive modifiche, ovviamente sempre nei limiti dei vizi propri degli atti anzidetti. Inoltre, precisa che non sussiste alcun termine di decadenza per la proposizione del ricorso.    



                                                    COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE  DI  MILANO
 
                                                                     Sez. VIII, Sent. 14 nov. 2007.
 


                                                                    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
   

..........................in data 19 gennaio 2007 proponeva ricorso contro un'iscrizione ipotecaria eseguita su domanda del Concessionario del servizio di riscossione dei tributi per la provincia di Milano, ora Agente della riscossione,  Esatri spa (ora Equitalia Esatri): Immobile di .........................sito in .................... (MI),  Nota del 19/06/2006, Reg. Part. 3195 Reg. Gen. 15350, Ipoteca legale  a norma dell'art. 77 DPR 29/09/1973 n. 602.
 
Il ricorrente, dopo aver premesso di aver chiesto in data 20 novembre 2006 alla Conservatoria dei registri immobiliari di Milano certificazione attestante la mancanza di iscrizioni ipotecarie  sugli immobili di sua proprietà e di aver appreso nell'anzidetta occasione (ved. visura o ispezione allegata al ricorso) che su un immobile di sua proprietà sito in ................. (MI) era stata iscritta ipoteca legale a favore di ESATRI SpA, aggiungeva di aver successivamente ed "informalmente"  appreso dall'Esatri spa che l'iscrizione ipotecaria sarebbe stata eseguita per presunti debiti nei confronti dell'INPS. 
Il ricorrente chiedeva, previa sospensione, l'annullamento del "provvedimento impugnato" e la cancellazione dai pubblici registri e, a sostegno della sua domanda, adduceva diversi motivi (inesistenza o assoluta nullità degli atti prodromici al provvedimento impugnato; nullità della pretesa per mancata conoscenza dell'organo, delle modalità e dei termini relativi alla tutela giurisdizionale; inesistenza della pretesa per avvenuto pagamento delle somme iscritte a ruolo;  illegittimità della pretesa per intervenuta prescrizione). 
Con vittoria di spese, competenze ed onorari. 
Il ricorso veniva inviato,  a mezzo posta con Racc. A.R, all'ESATRI spa di Milano e all'INPS di Milano. 
Questa Commissione con Ordinanza emessa il 16 maggio 2007 rigettava l'istanza di sospensione. 
In data 14 novembre 2007, poche ore prima dell'udienza pubblica fissata per la discussione  del ricorso, l'Agente della riscossione, Equitalia Esatri spa, depositava una sua comparsa di costituzione, ma né il ricorrente che pure aveva espressamente chiesto la trattazione del ricorso in udienza pubblica, né l'Agente della riscossione, partecipavano all'udienza. 

                                                                         MOTIVI DELLA DECISIONE 

Gli atti impugnabili davanti alle Commissioni tributarie  sono previsti dall'art. 19, comma 1,  del D.L.vo n. 546/92,  e, tra questi,  in seguito al D.L. n. 223/06, convertito nella L. n. 248/06, sono compresi anche "l'iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all'art. 77 del decreto del Presidente della repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni (e-bis) e il fermo di beni mobili registrati di cui all'art. 86 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni" (e-ter). 
Quindi deve pacificamente affermarsi che tra gli atti impugnabili davanti alle Commissioni tributarie rientrino anche l'iscrizione di ipoteca e il fermo amministrativo disposti per iniziativa dell'Agente della riscossione, ovviamente con il limite previsto dall'ultimo comma dell'art.19, D.L.vo n. 546/92,  in base alla quale "Ognuno degli atti autonomamente impugnabili -e l'iscrizione ipotecaria e il fermo amministrativo sono atti autonomamente impugnabili-  può essere impugnato solo per vizi propri.". 
In dottrina e in giurisprudenza, però, alcuni sostengono che il giudice tributario avrebbe giurisdizione per le iscrizioni ipotecarie e per il fermo amministrativo (e quindi una giurisdizione limitata) soltanto se il "rapporto sottostante" e quindi il credito  in relazione al quale  viene iscritta ipoteca o disposto il fermo amministrativo siano di "natura tributaria". 
Questo Collegio non condivide questo orientamento dottrinale o giurisprudenziale  e  ritiene invece che al giudice tributario e soltanto al giudice tributario spetti la giurisdizione, ossia il potere di decidere, sulle iscrizioni di ipoteca e sui provvedimenti di fermo amministrativo disposti dall'Agente della riscossione ai sensi degli artt. 77 e 86 del DPR n. 602/73 e successive modifiche, ovviamente sempre nei limiti dei vizi propri degli atti anzidetti. 
Non si può, infatti, ignorare o sottovalutare che,  ai sensi dell'art. 2 del D.L.vo n. 546/92 "Appartengono alla giurisdizione tributaria (non solo) tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie, compresi quelli regionali, provinciali e comunali.(ma anche quelle aventi per oggetto) le sanzioni amministrative, comunque irrogate da uffici finanziari.". 
E sia l'iscrizione di ipoteca sia il fermo amministrativo possono ritenersi "sanzioni amministrative" irrogate da Uffici finanziari (tra i quali, intesi in senso lato, possono essere compresi anche i Concessionari per la riscossione, oggi Agenti della riscossione). 
Sono sanzioni amministrative per l'inadempimento di un atto dovuto (il pagamento di somme iscritte a ruolo). E se l'iscrizione di ipoteca e il fermo amministrativo  sono "sanzioni amministrative" la norma che conferisce al giudice tributario la "giurisdizione" anche per le controversie aventi ad oggetto iscrizioni ipotecarie e fermo amministrativo  è  quella contenuta nel novellato art. 2 del D.L.vo n. 546/92. 
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, infatti, hanno chiaramente e forse definitivamente  affermato che "Chiamate ad interpretare ( l'art. 12, comma 2, della legge 28/11/2001, n. 448 che ha attribuito alle Commissioni tributarie anche la cognizione sulle liti aventi ad oggetto "le sanzioni amministrative, comunque irrogate da uffici finanziari"), queste Sezioni Unite  hanno stabilito che la predetta disposizione individua la giurisdizione delle Commissioni tributarie non con riferimento alla materia controversa, ma in relazione all'organo competente ad irrogare la sanzione, nel senso che l'applicazione di questa da parte di un ufficio finanziario vale a radicare la giurisdizione delle Commissioni tributarie anche nel caso in cui si tratti d'infrazione diversa da quelle più direttamente tributarie." (Sent.n. 13902/07). 
Inoltre la Corte di cassazione con la citata Sentenza ha messo in evidenza che "il Legislatore ha sempre più allargato i confini del magistero tributario, estendendolo dagli originari tributi ad ogni genere di imposte e tasse ed alle controversie in tema di canoni sulla pubblicità e le pubbliche affissioni, nonchè ai ricorsi in materia di ipoteca sui beni immobili e di fermo di beni mobili registrati ai sensi degli artt. 77 e 86 del DPR 29/9/1973, n. 602 e succ. mod. (art. 35, comma 26 quinquies, del D.L. 4/7/2006, n. 223, convertito in legge 4/8/2006, n. 148)". 
Tuttavia questo Collegio, affermata la giurisdizione del giudice tributario, non può non rilevare "l'anomalia" delle norme concernenti l'iscrizione di ipoteca -ma non anche  il fermo amministrativo-  (artt. 77 e 86 del DPR 29/9/1973, n. 602 e succ. mod) le quali non prevedono il dovere a carico dell'Agente della riscossione di dare tempestiva comunicazione all'interessato dell'avvenuta iscrizione, la quale, obiettivamente, non può non arrecare danno al proprietario del bene sul quale  è stata iscritta l'ipoteca. 
Trattasi di una "lacuna" in contrasto anche con le norme  che regolano il processo tributario in base alle quali "Il ricorso deve essere proposto a pena di inammissibilità entro sessanta giorni dalla data di notificazione dell'atto impugnato" (art. 21 D.L.vo n. 546/92). 
Nel caso oggetto d'esame l'iscrizione di ipoteca -in base a quanto affermato dal ricorrente- non è stata preceduta dalla notifica di alcuna cartella che avrebbe potuto legittimare l'iscrizione di ipoteca.  Sarebbe stato onere dell'Agente della riscossione- Equitalia Esatri spa- fornire la prova dell'avvenuta notifica della cartella di pagamento, ma l'Amministrazione opposta che, ai sensi dell'art. 23, comma 1, si sarebbe dovuta costituire "entro sessanta giorni dal giorno in cui il ricorso èstato notificato, consegnato o ricevuto a mezzo del servizio postale" (dall'A.R. della Raccomandata il ricorso risulta ricevuto dall'Esatri spa in data 29/01/2007) si è costituita il giorno stesso dell'udienza, alla  quale peraltro non ha partecipato. 
Pertanto questo Collegio non ha neanche preso in esame la comparsa dell'Agente della riscossione ed ha deciso  sulla base degli atti tempestivamente depositati. 
L'impugnata iscrizione deve essere dichiarata illegittima per non essere stata preceduta (o perché non risulta che sia stata preceduta da regolare notifica della cartella di pagamento) e all'Agente dellariscossione (Equitalia Esatri spa) spetta il dovere di chiedere tempestivamente, salva l'impugnazione della presente sentenza,  al Conservatore dei Registri immobiliari la cancellazione dell'ipoteca per cui è causa. 
L'accoglimento del primo motivo di ricorso (mancata notifica della cartella di pagamento) preclude ed assorbe l'esame degli altri.
 Sussistono giusti motivi (novità e complessità della questione e mancata partecipazione all'udienza della parte vittoriosa) per disporre la totale compensazione delle spese processuali. 

                                                                                      P.Q.M. 

La Commissione accoglie il ricorso, dichiara illegittima l'iscrizione ipotecaria e ordina a Equitalia Esatri spa, Agente della riscossione, di chiederne la cancellazione. Spese compensate. 
Milano, 14 novembre 2007

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