Corte di Cassazione Ordinanza n. 6837/2022 – Cartelle esattoriali - Impugnabilità dell’estratto ruolo esattoriale – 02.03.2022 .

La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza in esame, nonostante la recente normativa introdotta, che prevede la non impugnabilità dell’estratto ruolo esattoriale, in attesa della decisione della Corte Costituzionale, ha ritenuto l’estratto ruolo esattoriale impugnabile, in particolare, ha ribadito: “L'estratto di ruolo è atto interno all'Amministrazione da impugnare unitamente all'atto impositivo, notificato di regola con la cartella di pagamento, perché solo da quel momento sorge l'interesse ad instaurare la lite ex art. 100 c.p.c., salvo il caso in cui il ruolo e la cartella non siano stati notificati: ipotesi in cui, non potendo essere compresso o ritardato l'esercizio del diritto alla…

Corte di Cassazione Ordinanza n. 24632/2020 – ritardo o cancellazione volo aereo – richiesta pagamento compensazione pecuniaria e risarcimento del danno -competenza del giudice adito – 05.11.2020 –

Importante Ordinanza della Corte di Cassazione, relativa alla competenza e alla giurisdizione del giudice adito, in materia di compensazione pecuniaria e risarcimento danni subiti a causa del ritardo e/o della cancellazione dei voli aerei. In particolare, la Suprema Corte, richiamando una importante sentenza della Corte di Giustizia Europea, ha precisato che le due domande sono soggette ciascuna alla competenza di un giudice diverso. La domanda di pagamento dell'indennizzo previsto dal Regolamento 261/04 è soggetta alle regole di giurisdizione e di competenza "ordinarie", stabilite dal Regolamento 1215/12. Mentre la domanda di risarcimento del danno da inadempimento contrattuale è soggetta,…

Corte di Cassazione Ordinanza n. 40627/2021 – verbale di contestazione -tutor -in caso di contestazione la prova dell’omologazione spetta all’amministrazione -17.12.2021 -

Con l’Ordinanza in esame la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un automobilista, ribadendo il principio enunciato dalla Corte costituzionale: “con il principio di diritto più volte enunciato da questa Corte, la quale ha chiarito che in presenza di contestazione da parte del soggetto sanzionato spetta all'Amministrazione la prova positiva dell'iniziale omologazione e della periodica taratura dello strumento”. CORTE DI CASSAZIONE II SEZIONE CIVILE ORDINANZA N. 40627 Anno 2021 Presidente: ORILIA LORENZO Relatore: GRASSO GIUSEPPE Data pubblicazione: 17/12/2021 la seguente ORDINANZA sul ricorso 31922-2018 proposto da: B. M., rappresentato e difeso dall'avvocato D. S., giusta delega in…

Corte di Cassazione Sezioni Unite Civili Sentenza n. 10012/2021 – validità notifica in caso di irreperibilità temporanea – non basta la prova della spedizione - è necessaria la prova dell’avviso di…

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza in esame ha, finalmente, risolto il contrasto interpretativo esistente sulla questione all’interno della giurisprudenza di legittimità, che vedeva contrapposte due diversi indirizzi sulla procedura notificatoria degli atti impositivi, in particolare sull’applicazione dell art. 8, legge 890/1982. Il massimo Collegio di legittimità ha “ cestinato” l’orientamento che afferma che ai fini della prova del perfezionamento della notifica postale diretta in caso di assenza temporanea del destinatario, è sufficiente che l’Ente impositore notificante produca in giudizio l’avviso di ricevimento della raccomandata contenente l’atto notificando, con…

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Ipoteca ex art. 77 D.p.R. n° 602/73 – illegittima se non è stato notificato preventivamente l’avviso di pagamento e se iscritta per un importo inferiore ad € 8.000,00.- 20.04.09.

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Images: gestline.jpgLa Commissione Tributaria Provinciale di Milano ha stabilito che il concessionario della riscossione, prima di iscrivere ipoteca su un immobile deve notificare al contribuente l'atto di intimazione di pagamento. Nel caso di specie, la Commissione Tributaria ha accolto il ricorso di un contribuente che si è visto iscrivere l’ipoteca sul proprio immobile per presunti crediti relativi a cartelle esattoriali, presumibilmente notificate molti anni prima. Inoltre, i Giudici tributari, con la sentenza in oggetto, hanno ribadito che per procedere alla iscrizione ipotecaria su un immobile, bisogna rispettare il limite minimo stabilito dall’art. 76 del DPR 602/73 di €uro 8.000,00.   



                                                            REPUBBLICA ITALIANA
   

                                                     IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
   

                               LA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI MILANO, SEZ. 3
   

riunita con l'intervento dei signori:
 ...omissis... ha emesso la seguente SENTENZA sul ricorso n° 601/09 depositato il 20/01/2009 avverso ISCRIZ. IPOT. n° 104899 
contro AGENZIA ENTRATE UFFICIO MILANO 5
 proposto dal ricorrente: .... altre parti coinvolte: CONC. EQUITALIA ESATRI SPA VIALE DELL'INNOVAZIONE, 7 20126 MILANO MI R.G.R. 601/09 
Ricorso contro iscrizione ipotecaria (P.I. ...) eseguita, per la somma di €. 68.011,56 = da Equitalia Esatri S.p.A, a seguito del mancato pagamento del carico scaduto alla data del 30 luglio 2008 di complessivi €. 34.005,78.=. 
Con ricorso depositato tempestivamente la ricorrente contestava l'operato dell'ente per la riscossione Equitalia Esatri S.p.A., e dell'Agenzia delle Entrate, Ufficio di Milano 5.
La contestazione riguardava l'iscrizione ipotecaria sopra citata, notificata il 23 dicembre 2008 da Equitalia Esatri, a seguito del mancato pagamento di varie imposte tra cui ILOR e IRPEF per l'armo 1996.
 Lo stesso ente riscossore aveva infatti emesso e notificato più cartelle di pagamento nei confronti della contribuente.
Tali cartelle non erano tuttavia state pagate in quanto ritenute illegittime.
 In particolare la ricorrente riconosceva dovute alcune imposte, ma contestava integralmente le cartelle n. 068 2003 ... (ILOR anno 1996, €. 21.112,64=) e la n. 068 2003 ... (IRPEF anno 1996, €. 7.210,54.=). 
L'iscrizione ipotecaria impugnata dalla ricorrente riguardava il mancato pagamento di parecchie cartelle esattoriali, tra cui anche le due sopra citate, per un totale di €. 34.005,78.=. 
Tale iscrizione di ipoteca, effettuata a'sensi dell'art. 77 del D.P.R. 602/73, veniva effettuata per la somma di €. 68.011,56= pari al doppio del carico tributario scaduto e non pagato, e aveva per oggetto l'immobile, di proprietà della contribuente, situato nel Comune di "Prezzano sul Naviglio, iscritto al Catasto al foglio ...., vani 5,5. La ricorrente contestava l'iscrizione ipotecaria di cui sopra, poiché giudicava inesistente la notifica, dal momento che mancava il nome dell'agente notificatore. 
Sosteneva poi la nullità dell'iscrizione ipotecaria per mancanza dei requisiti fondamentali, ed in particolare della motivazione. 
La stessa contribuente lamentava inoltre la mancata notifica dell'intimazione di pagamento. Considerava illegittime le due cartelle esattoriali sopra citate, per il fatto che, relativamente all'ILOR, mancava il presupposto impositivo, e sottolineava come per quegli anni di imposta (1996) avesse presentato la dichiarazione dei redditi congiunta con il marito, che aveva provveduto al pagamento di tale imposta. R.G.R. 601/09. La ricorrente, pertanto, contestava l'importo richiesto dalle due cartelle sopra menzionate, pari ad €. 28.323,18.= (€. 21.112,64 + 7.210,54), mentre riconosceva dovute le altre imposte, per un valore di€. 5.682,60- (34.005,78 - 28.323,18). 
Dichiarava che in riferimento all'importo residuo di €. 5.682,60.= all'ente Equitalia non sarebbe permesso di iscrivere ipoteca in quanto l'art. 76 del D.P.R. 602/73 prevedeva un importo minimo di €.8.000,00.=. Chiedeva per questi motivi la cancellazione dell'ipoteca.
L'ufficio si costituiva in giudizio il 23 marzo 2009.
 
Dichiarava la propria carenza di legittimazione passiva, dal momento che le doglianze della ricorrente riguardavano esclusivamente aspetti di natura formale, imputabili all'attività dell'ente riscossore Equitalia Esatri. 
Sottolineava, inoltre, il fatto che il ricorso doveva essere dichiarato ammissibile per intervenuta definitività della pretesa impositiva, cioè le cartelle di pagamento non pagate e non tempestivamente impugnate da controparte. 
Chiedeva, pertanto la dichiarazione della propria carenza di legittimazione passiva e la dichiarazione di inammissibilità del ricorso per mancata impugnazione delle cartelle relative all'iscrizione ipotecaria di cui sopra. 
Presenti all'udienza le parti che hanno insistito nelle proprie richieste ed eccezioni. 
La Sezione Giudicante così decide
Il ricorso viene accolto alla stregua delle seguenti motivazioni ed argomentazioni.
L'ufficio si difende sostenendo che le cartelle esattoriali qui in contestazione, risultano non pagate e non tempestivamente impugnate da parte ricorrente.
 Ciò che ha asserito l'ufficio non è stato documentato, seppur in minima parte, e quindi non può essere preso in considerazione nel presente contesto. Le argomentazioni portate a difesa da parte ricorrente trovano invece accoglimento. 
Parte delle cartelle indicate nel ricorso risultano essere state pagate e quindi il debito da parte della ricorrente non risulta essere dell'importo che l'ufficio sostiene di pretendere. Tenuto conto del debito tributario che rimaneva da saldare da parte della ricorrente (cartelle esattoriali non pagate) secondo il Collegio, per l'ufficio Equitalia Esatri SpA non sussisteva il minimo imponibile per poter iscrivere l'ipoteca, ai sensi dell'art. 77 D.P.R 602/73 sull'immobile di proprietà della ricorrente, ubicato a "Prezzano sul Naviglio, iscritto al Catasto, al foglio particella ..., vani 5,5. 
L'altra argomentazione che viene accolta dalla Sezione è quella che riguarda il fatto che alla ricorrente non sia mai stata notificata intimazione di pagamento, aspetto molto importante da seguire prima di procedere all'iscrizione di ipoteca. Su tale punto l'ufficio nulla ha sostenuto e documentato in merito. La Sezione giudicante stante agli atti e alla documentazione allegata al fascicolo processuale, non può che accogliere i motivi della richiesta di cancellazione dell'ipoteca, così come richiesto dalla ricorrente, sull'immobile di sua proprietà, come meglio sopra descritto. 
L'operato dell'ufficio decade "tout court" e le spese di giudizio vengono compensate fra le parti. 
Il Collegio giudicante   

                                                                        P.Q.M.
 

accoglie il ricorso. Spese compensate.
 Milano, 20 aprile 2009
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Ipoteca ex art. 77 DPR 602/73 - per atti della P.A. è sempre necessario indicare il responsabile del procedimento – 28.11.07. -

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Images: gestline.jpg“Ha affermato, al riguardo, la Corte Cost, ord 5.11.2007 n. 377, che l’obbligo imposto ai concessionari di indicare nelle cartelle di pagamento il responsabile del procedimento, lungi dall’essere un inutile adempimento, ha lo scopo di assicurare la trasparenza dell’attività amministrativa, la piena informazione del cittadino  e la garanzia del diritto di difesa, che sono altrettanti aspetti del buon andamento e dell’imparzialità della pubblica amministrazione predicati dall’art. 97, primo comma, Cost. L’importante dictum, tra l’altro, contenuto in un’ordinanza di manifesta infondatezza della questione di legittimità,  che ne accentua ancor di più l’effetto, per così dire, retroattivo, seppure riferito alle cartelle di pagamento non può non riferirsi a tutti gli atti, e, quindi, anche all’iscrizione di ipoteca, del concessionario, ora agente, della riscossione”  




                                                    COMMISIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI COSENZA

                                                            sez. I Sent. n. 570/01/07 del 28.11.2007 
  

Con ricorso notificato  il 23.03.2007 all’Agenzia del Territorio di Cosenza e all’ETR spa di Cosenza e depositato presso la Segreteria di questa Commissione Tributaria Provinciale l’11.04.2007, il sig. ........., Cf ............., rappresentato e difeso dal dott. ........, presso il cui studio, sito ...... , CS, eleggeva anche domicilio, impugnava la comunicazione di avvenuta iscrizione ipotecaria, notificatagli il 31.01.2007Allegava parte ricorrente:
a) La violazione dell’art. 19, secondo comma , del DLGS 546/92, per la mancanza, nell’atto impugnato, delle indicazioni relative al termine di impugnativa e dell’autorità giurisdizionale da adire;
b)La inesistenza del titolo esecutivo, non essendo state mai notificate le cartelle di pagamento poste a presupposto dell’iscrizione ipotecaria;
c)La violazione della legge 214/90 e degli artt.7 e 8 della legge 212/2000, per la omessa indicazione dell’avvio del procedimento, dell’ufficio presso il quale ottenere informazioni e del responsabile del procedimento stesso;
d)L’abuso d’ufficio, per violazione delle norme sulla motivazione e del principio di proporzionalità;
e)La responsabilità dell’Agenzia del Territorio che avrebbe dovuto, prima di eseguire la trascrizione, verificare la regolarità e l’avvenuta notifica delle cartelle di pagamento, presupposto dell’iscrizione;
f)La insussistenza della pretesa creditoria, trattandosi di tributi la cui natura era sconosciuta al ricorrente.
Concludeva, pertanto, parte ricorrente chiedendo:
1)  in via preliminare, la mancanza di legittimazione attiva dell’ ETR spa ;
2) la declaratoria di inesistenza giuridica dell’atto impugnato;
3)la illegittimità dell’eseguita iscrizione ipotecaria;
4) la declaratoria di nullità di quest’ultima;
5) la condanna dell’ETR spa di Cosenza alla cancellazione,a proprie cure e spese, dell’iscrizione ipotecaria impugnata;
6) la condanna dell’Agenzia del Territorio di Cosenza alla cancellazione dell’ipoteca;
7) la condanna dell’ETR spa di Cosenza al pagamento delle spese di lite, da distrarsi a favore del difensore anticipatario, valutando anche l’ipotesi di lite temeraria; 
8) la sospensione ex art. 47 DLGS 546/92 dell’atto impugnato;
 
9) la trattazione in pubblica udienza della causa.
Si costituiva l’ETR spa, con memoria del 20.07.2007, ribadendo la piena correttezza e legittimità del proprio operato, depositando documentazione riguardante la notifica delle cartelle di pagamento presupposto dell’iscrizione ipotecaria e chiedendo il rigetto del ricorso, con vittoria di spese.
Brevi repliche venivano, poi, depositate dal parte ricorrente in data 30.10.2007.
All’esito della pubblica udienza del 28.11.2007, sentito il relatore ed il difensore del ricorrente, la causa veniva trattenuta per la decisione.

                                                                                MOTIVAZIONE

Preliminarmente:eccepisce parte ricorrente la mancanza in testa alla Riscossione spa  - oggi Equitalia spa – e/o all’ETR spa della qualifica di agente della riscossione.
Il rilievo risulta infondato. 
Dall’esame dell’art. 3 del DL 203/2005, convertito nella legge 249/2006, sotto la rubrica “Disposizioni in materia di servizio nazionale della riscossione,  si evince:
1)    che la riscossione è passata, dal primo ottobre 2006, da una forma di gestione in concessione a enti privati ( i concessionari della riscossione, per noi l’ETR spa) ad una direttamente in mano pubblica, attraverso la creazione di una SPA ad hoc, la Riscossione spa ( ora Equitalia spa);
2)  che La Riscossione S.p.a., previa formulazione di apposita proposta diretta alle società concessionarie del servizio nazionale della riscossione, può acquistare una quota non inferiore al 51 per cento del capitale sociale di tali società ovvero il ramo d'azienda delle banche che hanno operato la gestione diretta dell'attività di riscossione, a condizione che il cedente, a sua volta, acquisti una partecipazione al capitale sociale della stessa Riscossione S.p.a.; il rapporto proporzionale tra i prezzi di acquisto determina le percentuali del capitale sociale della Riscossione S.p.a. da assegnare ai soggetti cedenti, ferma restando la partecipazione pubblica in misura non inferiore al 51 per cento; ciò vuol dire che Riscossione spa può, dunque, acquistare una quota , non inferiore a quella che le possa garantire un totale controllo - attraverso la detenzione della maggioranza assoluta delle azioni -, del capitale sociale delle società concessionarie del servizio di riscossione a condizione, evidentemente a fini di economicità dell’attività pubblica, che queste ultime acquistino azioni delle stessa Riscossione spa.
E che tale condizione sia posta unicamente a fini di economia, onde, cioè, evitare di far sborsare, da subito, somme di denaro a Riscossione spa si evince chiaramente dalle altre disposizioni che prevedono l’acquisto, entro il  31.10.2010,  del capitale sociale di Riscossione spa ceduto ai privati e dell’intero capitale sociale delle società partecipate. (Decorsi ventiquattro mesi dall'acquisto, le azioni della Riscossione S.p.a. così trasferite ai predetti soci privati possono essere alienate a terzi, con diritto di prelazione a favore dei soci pubblici. Entro il 31 dicembre 2010, i soci pubblici della Riscossione S.p.a. riacquistano le azioni cedute ai sensi del comma 7 a privati; entro lo stesso termine la Riscossione S.p.a. acquista le azioni eventualmente ancora detenute da privati nelle società da essa non interamente partecipate.).
Tale procedimento non ha alcuna influenza sull’attività, ed i connessi poteri, di riscossione svolta, nel frattempo, da Riscossione e dalle società, ex concessionarie da essa partecipate.
Il fatto, dunque, che Riscossione spa abbia “saltato” il passaggio intermedio della partecipazione al 51% delle società ex concessionarie e sia passata direttamente all’acquisto dell’intero pacchetto azionario di queste ultime risulta ininfluente ai fini dell’attività di riscossione.
Aggiunge, infatti, la legge ... Per lo svolgimento dell'attività di riscossione mediante ruolo, la Riscossione S.p.a. e le società dalla stessa acquistate ai sensi del comma 7 sono remunerate….
Le società partecipate dalla Riscossione S.p.a. ai sensi del comma 7 restano iscritte all'albo di cui all'articolo 53, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, se nei loro riguardi permangono i requisiti previsti per tale iscrizione…. A decorrere dal 1° ottobre 2006, i riferimenti contenuti in norme vigenti ai concessionari del servizio nazionale della riscossione si intendono riferiti alla Riscossione S.p.a. ed alle società dalla stessa partecipate ai sensi del comma 7… Ai fini di cui al capo II del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, la Riscossione S.p.a. e le società dalla stessa partecipate ai sensi del comma 7 sono equiparate ai soggetti pubblici; ad esse si applicano altresì le disposizioni previste dall'articolo 66 dello stesso decreto legislativo n. 196 del 2003.
Il legislatore, dunque, ha inteso riformare il servizio pubblico della riscossione, riportandolo nell’alveo della gestione diretta, salvaguardando i soggetti che avevano svolto tale funzione fino ad oggi; e così  da un lato ha previsto il controllo  di tutta l’attività di riscossione da parte di Riscossione spa, sia attraverso il diretto compimento di atti , sia attraverso la partecipazione maggioritaria , o totalitaria , al capitale sociale degli ex concessionari della riscossione,  e dall’altro ha conservato la soggettività giuridica e la capacità di agire di questi ultimi. Riscossione spa , dunque, è stata concepita, ed agisce ed opera, come una holding company.
Ne consegue che l’attività di riscossione, nel caso in esame, può continuare ad essere svolta dall’ETR spa , atteso che, con la riforma risulta essere cambiato solo il titolo giuridico che legittima tale attività e non anche i soggetti.
Prima l’ETR spa  svolgeva tale servizio in virtù di una concessione, ora quale agente della riscossione, in quanto partecipata di Riscossione spa.
Fondato risulta, invece, essere il motivo di ricorso di cui al punto c) della narrativa. Dispone l’art. 7, II comma, lett a) della legge 212/2000, che: Gli atti dell'amministrazione finanziaria e dei concessionari della riscossione ( oggi agenti, vedasi legge 248/2005) devono tassativamente indicare:a ) l'ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni complete in merito all'atto notificato o comunicato e il responsabile del procedimento;
Ha affermato al riguardo la Corte Cost, ord 5.11.2007 n. 377 che l’obbligo imposto ai concessionari di indicare nelle cartelle di pagamento il responsabile del procedimento, lungi dall’essere un inutile adempimento, ha lo scopo di assicurare la trasparenza dell’attività amministrativa, la piena informazione del cittadino (anche ai fini di eventuali azioni nei confronti del responsabile) e la garanzia del diritto di difesa, che sono altrettanti aspetti del buon andamento e dell’imparzialità della pubblica amministrazione predicati dall’art. 97, primo comma, Cost. (si veda, ora, l’art. 1, comma 1, della legge n. 241 del 1990, come modificato dalla legge 11 febbraio 2005, n. 15, recante «Modifiche ed integrazioni alla legge 7 agosto 1990, n. 241, concernenti norme generali sull’azione amministrativa»).
L’importante dictum, tra l’altro contenuto in un’ordinanza di manifesta infondatezza della questione di legittimità,  che ne accentua ancor di più l’effetto, per così dire, retroattivo, seppure riferito alle cartelle di pagamento non può non riferirsi a tutti gli atti, e, quindi, anche all’iscrizione di ipoteca, del concessionario, ora agente, della riscossione:
1)   in primo luogo perché la norma sulla quale si è appuntato il giudizio della Corte Cost. riguarda gli atti del concessionario;
2)  in secondo luogo perché se riguarda le cartelle di pagamento, le quali sono atti del concessionario che riproducono anche atti che non sono del concessionario – il ruolo- , a maggior ragione deve riguardare atti propri ed esclusivi del concessionario, quale il provvedimento di iscrizione ipotecaria.
In conclusione, non essendo indicato, nell’atto del concessionario,ora agente, della riscossione il responsabile del procedimento, l’atto impugnato deve ritenersi illegittimo.
Ciò non toglie, naturalmente che il concessionario, trattandosi di annullamento per vizio di legittimità, possa procedere alla riedizione dell’atto emendato da tale vizio, semprechè sia ancora nei termini.
Infine le spese; queste, attesa la complessità delle questioni trattate, si compensano integralmente tra le parti.Stando così le cose si provvede per come in dispositivo     

                                                                                      P.Q.M 

La Commissione Tributaria Provinciale di Cosenza, sezione prima, accoglie il ricorso e, per l’effetto, annulla l’impugnata iscrizione ipotecaria, ordinandone la cancellazione a cura e spese del concessionario.
Compensa le spese.
   
Così deciso in Cosenza il 28.11.2007  
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Ipoteca ex art. 77 DPR 602/73 – illegittima se effettuata per un credito inferiore agli ottomila euro – 11.03.08 -

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Images: gestline.jpgImportante sentenza emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Salerno, la quale, aderendo all’orientamento giurisprudenziale che ha avuto origine dalla sentenza n° 4279/07  del 29.03.07, emessa dal Tribunale di Napoli, ha ribadito  che l'iscrizione ipotecaria effettuata dalla società di riscossione  è illegittima quando effettuata in virtù di un credito inferiore all'importo di ottomila euro. “Secondo la giurisprudenza, se il legislatore, in materia di esecuzione esattoriale consente il ricorso all’espropriazione forzata immobiliare soltanto quando il credito per cui si procede supera gli ottomila euro, tale limitazione non può che riguardare anche l’ipoteca che precede il pignoramento.      




                                                              REPUBBLICA ITALIANA

                                                      IN NOME DEL POPOLO ITALIAN0

                         LA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI SALERNO – SEZIONE 01

Riunita con l’intervento dei Signori
Di Luccia Giovanni                               Presidente
Battista Vincenziana                           Relatore
Fragomeno Vincenza Cinzia                Giudice

Ha emesso la seguente SENTENZA

Sul ricorso n. 5726/07Depositato il 03/09/07Avverso iscriz. Ipotec n. PI17465/100 assente  contro Concessionario Equitalia E.TR. S.p.A 
Proposto dal ricorrente:
P.M.Via R…. – 8404
Difeso da:Avv. Claps Carlo V.le Gramsci 21 – 80100 Napoli (NA)  


                                           Svolgimento del processo e motivi della decisione

Ricorre la signora P. M.  avverso l’iscrizione di ipoteca su immobili di proprietà per mancato pagamento di cartella esattoriali eccependo:
1.- violazione art 76 c.1 DPR 602/73 come modificato dalla Legge 248/2005 essendo il credito vantato inferiore alla somma di ottomila euro;
2.- infondatezza e prescrizione del diritto di credito vantato dall’E.T.R. per omessa notifica delle cartelle esattoriali;
3.- decadenza per la notifica delle cartelle ove l’ETR non dimostri di aver notificato le cartelle nei termini di Legge;
4.- violazione dell’art. 50 comma I° II° DPR 602/73 in quanto il Concessionario procede alla espropriazione forzata entro 60 giorni dalla notifica della cartella non intervenuta nello specifico
5.- violazione dello statuto del contribuente per mancanza nell’atto impugnato di ogni notizia utile per la difesa;
6.- violazione art. 47 DPR 602 per indebita richiesta di somme relative all’iscrizione ipotecaria;
Si costituisce l’Equitalia E.T.R. S.p.A. in ritardo, ma difendendo la ammissibilità della costituzione in virtù dell’art. 24 della Costituzione eccepisce di aver proceduto all’iscrizione ipotecaria ai sensi dell’art. 77 D.P.R. 602/73 legittimamente; la infondatezza della domanda sia per la regolare notifica delle cartelle sia per il limite degli ottomila euro.
La Commissione osserva: l’art. 76, comma 1, D.P.R. 602/1973 prescrive che il Concessionario può procedere all’espropriazione immobiliare se l’importo complessivo del credito per cui si procede supera complessivamente euro 8.000,00.Secondo la giurisprudenza, se il legislatore, in materia di esecuzione esattoriale consente il ricorso all’espropriazione forzata immobiliare soltanto quando il credito per cui si procede supera gli ottomila euro, tale limitazione non può che riguardare anche l’ipoteca che precede il pignoramento (Tribunale di Napoli, 29/03/2007).
Trattasi, infatti, di rimedio che si inserisce nel processo di espropriazione immobiliare quale mezzo di realizzazione del credito e che, quale “atto funzionale all’espropriazione forzata e, quindi, mezzo di realizzazione del credito” (CAss. SS.UU. n. 2053/2006), non può che essere regolato dagli stessi principi.
Il ricorso, dunque, è meritevole di accoglimento.
Il carattere assorbente di tale eccezione della ricorrente esonera da ogni ulteriore esame dei motivi del ricorso;la natura delle questioni trattate è giusto motivo per la compensazione delle spese.

                                                                         P.Q.M.

La Commissione accoglie il ricorso; spese compensate

Salerno, 11/12/2007
Il Relatore                              
Il Presidente 
 
Depositata 11.03.08

Fonte: www.aidacon.it
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Ipoteca ex art. 77 DPR 602/73 – illegittima se effettuata per un credito inferiore agli ottomila euro – 28.01.08. -

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Images: gestline.jpgImportante sentenza del Giudice di Pace di Napoli il quale ha accolto una opposizione avverso una iscrizione ipotecaria su un immobile effettuata dalla società di riscossione. In particolare, il giudicante, dopo aver confermato la propria giurisdizione, ha dichiarato l’illegittimità dell’iscrizione ipotecaria, in quanto effettuata per un crediti inferiore agli ottomila euro, in dispregio dell'art 76 comma  1  D.P.R. 602/73 come modificato  dal    D.L   203/2005,   convertito   in   L   248/2005,  che  recita testualmente: " il concessionario può procedere all'espropriazione immobiliare se le somme iscritte a ruolo nei confronti del debitore superano complessivamente ottomila euro”.    



                                                                         REPUBBLICA ITALIANA

                                                                 IN NOME  DEL POPOLO ITALIANO

                                                                   GIUDICE DI PACE DI   NAPOLI

                                                                Sez. V
  Dr. Massimo Ivan NOVIELLO


ha pronunciato la seguente
 SENTENZA 
Nel procedimento civile n. 73835/07 Cont., vertente 
TRA M. G., elett.te dom.ta in Napoli, Viale Gramsci, 21,  presso lo studio dell'Avv. Carlo CLAPS, dal quale è rappr. e difesa giusta procura a margine della citazione;ATTRICE
CONTRO
GEST LINE (ora EQUITALIA POLIS) S.P.A., in persona legale rappr. p. t., elett.te dom.ta in Napoli, Via …., …, presso lo studio dell'Aw. F. F., dal quale è rappr. e difesa, giusta procura a margine alla comparsa dì costituzione e risposta;CONVENUTA  
CONCLUSIONI UDIENZA  DEL  21/12/2007.
PER L'ATTRICE: integrale accoglimento della domanda, con vittoria delle spese di lite da attribuirsi al procuratore antistatario.
PER LA CONVENUTA: rigetto della domanda con vittoria delle spese di lite. 

                                                                    SVOLGIMENTO DEL PROCESSOG.

M., con citazione, ritualmente notificata, esponeva:
1) Che la convenuta con comunicazione n.127644/071 le aveva comunicato l'avvenuta iscrizione ipotecaria presso l'Agenzia del Territorio di Cosenza -Servizio di Pubblicità Immobiliare, sull'immobile dì sua proprietà, sito in S… (CS), Via L.., Cod …, Catasto Urbano, .., P.lla …, sub. .., Natura A3, in relazione ad un presunto credito per € 2.956,37, in relazione a cartelle esattoriali, a dire della convenuta notificate, e mai pagate;
2)  Che   ella   intendeva   opporsi   alla   citata   comunicazione   della convenuta,  negando di  aver  mai  avuto  notificata  le  cartelle esattoriali n. 071-2005-…-000 e n. 071-…330-91- 000 citate nell'iscrizione ipotecaria;
3)  Che, anche stante la palese avvenuta prescrizione del presunto credito,e per essere viziato da eccesso di potere, il provvedimento era illegittimo;In conformità a tale narrativa, conveniva innanzi al Giudice di Pace dì Napoli la convenuta, per sentir dichiarare nullo ed illegittimo il provvedimento comunicalo dalla convenuta ed opposto, e sentirla condannare al ristoro delle spese di lite, da attribuirsi al procuratore antistatario.All'udienza di comparizione del giudizio, fissata d'ufficio al 26/11/2007, compariva il procuratore attoreo, che insisteva nella domanda, di cui la convenuta, costituita in Cancelleria il 20/11/2007 con comparsa, ne chiedeva il rigetto.
All'udienza del 21/12/2007, il Giudice di Pace di Napoli, sulle conclusioni riportate in epigrafe, assegnava la causa a sentenza.

                                                                          MOTIVI DELLA DECISIONE

1)Legittimazione delle parti
La legittimazione delle parti è pacifica e non contestata.
2)  Giurisdizione e competenza del Giudice di Pace. An debeatur.
La giurisdizione a conoscere della controversia è quella del Giudice ordinario.
S'osserva che l'iscrizione ipotecaria, così come il pignoramento ed il fermo amministrativo di veicoli, sono da considerarsi atti successivi alla cartella dì pagamento, per le cui controversie, ai sensi del D.P.R 602/73, si ha la possibilità d'adire l'Autorità Giudiziaria Ordinaria. Nel caso che qui ci occupa, poiché il credito della P. A., su cui si fonda l'opposta iscrizione, è relativo a contravvenzioni al C. d. S., la competenza è quella del Giudice di Pace, rientrando peraltro la somma delle originarie contravvenzioni ampiamente nei limiti della sua competenza per valore.
S'osserva innanzi tutto che è illegittima l'iscrizione ipotecaria per un credito inferiore a € 8.000,00. L'art 76 comma  1  D.P.R. 602/73 come modificato   dal    D.L   203/2005,   convertito   in   L   248/2005,   recita testualmente: " il concessionario può procedere all'espropriazione immobiliare se le somme iscritte a ruolo nei confronti del debitore superano complessivamente ottomila euro  ". 
Nel caso de quo  il presunto credito è ben inferiore: ragione per la quale l'iscrizione appare non solo illegittima, quanto un'odiosa forma di pressione anche psicologica in un momento storico in cui i cittadini onesti sono già quotidianamente angustiati dal diminuito potere d'acquisto, a seguito dell'entrata dell' Euro e del notevole aumento dei prezzi.
S'osserva inoltre che, alla stregua d'ogni atto idoneo ad incidere sfavorevolmente nella sfera patrimoniale d'un soggetto giuridico, l'iscrizione ipotecaria deve fondarsi su un titolo esecutivo, ritualmente notificato e valido; cioè su un titolo che si fondi su un credito non prescritto.
Poiché il credito di cui al preavviso comunicato all'attrice, si fonda su contravvenzioni al C. d. S., esso cade in prescrizione se è decorso un periodo di anni 5, senza che sia stato comunicato all'interessato alcun atto idoneo all'interruzione della prescrizione. Le contravvenzioni, così come s'evince dagli estratti di ruolo agli atti, risalgono all'anno 2001.
Dagli estratti di ruolo risulta che le cartella esattoriali sarebbero state notificata nel 2005. Tale risultanza non è prova dell'avvenuta rituale notifica, essendo onere della parte che procede al recupero del credito in forma esecutiva produrre l'originale del titolo - la cartella esattoriale - e l'originale della relata di notifica del titolo al debitore. Si osserva che il Concessionario convenuto non ha prodotto prova dell'esistenza delle cartelle esattoriali, limitandosi a produrre un estratto di ruolo, su supporto cartaceo, proveniente dai suoi archivi informatici. Non ha neanche prodotto la prova della notifica delle cartelle esattoriali. Sul punto lo stesso procuratore della convenuta afferma che i documenti sono stati inviati al macero, essendo decorso un tempo superiore ad anni 5.
Conforta tale affermazione con riferimento normativo e legislativo - Art. 26 D.P.R. 602/73.
E' onere della parte che intende insistere negli atti esecutivi conservare il titolo su cui si fonda il suo diritto potestativo d'incidere sul patrimonio d'un soggetto giuridico. Se il Legislatore ha previsto la j distruzione delle cartelle esattoriali e relative relate di notifica, dopo i cinque anni, è perché tale periodo, se non interrotto, è idoneo al maturarsi della prescrizione, determinando la perdita del valore esecutivo del titolo medesimo.
L'estratto di ruolo non è equipollente alla cartella esattoriale, essendo mero atto interno del Concessionario: non è quindi titolo esecutivo, idoneo né al fermo amministrativo, né al pignoramento, né all'iscrizione ipotecaria.
Il Concessionario per la riscossione, se ha provveduto alla distruzione delle cartelle e pedisseque notifiche, commette evidente ed illegittimo abuso nel procedere all'iscrizione ipotecaria, già di per sé illegittima e viziata da abuso di potere, per essere il presunto debito ampiamente inferiore agli ottomila euro.Il contribuente in tale ipotesi è legittimato a chiedere anche il risarcimento del danno patrimoniale emergente ed esistenziale.
La domanda attorea è dunque fondata è va accolta.
3)  Le spese di lite.Le spese seguono la soccombenza, ex art. 91 C.P.C.. Esse vanno liquidate secondo il valore della causa e le questioni giuridiche trattate, applicando la tariffa prevista dalle vigenti leggi e vanno attribuite al procuratore attoreo costituito, che ne ha fatto espressa richiesta d'attribuzione,La sentenza è immediatamente esecutiva, ope legis. 

                                                                                      P. Q. M.

Il Giudice di Pace di Napoli - Sez. V - Dr. Massimo Ivan NOVIELLO, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da G. M. nei confronti di GEST LINE (ora EQUITALIA POLIS) S.P.A., con citazione notificata ritualmente,
=> ACCOGLIE per quanto di ragione la domanda attorea;
=> DICHIARA la propria giurisdizione e competenza;=> DICHIARA prescritto il credito di € 2.374,44, di cui all'iscrizione ipotecaria, prot. 127644/071 eseguita presso l'Agenzia del Territorio di Cosenza - Servizio di Pubblicità Immobiliare, sull'immobile di proprietà dell'attrice, sito in ... (CS), Via L., Cod …, Catasto Urbano, ... .., P.lla …, sub. .., Natura A3, in riferimento a presunte cartelle esattoriale di pagamento n. 071-…-000 e n. 071-…..-000.
=> DICHIARA illegittima l'iscrizione ipotecaria, prot, …/071 eseguita presso l'Agenzia del Territorio di Cosenza - Servizio dì Pubblicità Immobiliare, sull'immobile di proprietà dell'attrice, sito in .. (CS), Via L., Cod …, Catasto Urbano, ... .. P.lla …, sub. …, Natura …, in riferimento a presunte cartelle esattoriale di pagamento n. 071-……..-000 e n. 071-……-000.
=> ORDINA alla convenuta di procedere, a sue spese, alla cancellazione dell'iscrizione ipotecaria, prot. 1…./071 eseguita presso l'Agenzia del Territorio di Cosenza - Servizio di Pubblicità Immobiliare, sull'immobile di proprietà dell'attrice, sito in .... (CS), Via L…, Cod …, Catasto Urbano, …. .., P.lla …, sub. .., Natura .., in riferimento a presunte cartelle esattoriale di pagamento n. 071-……000 e n. 071-…….-000.
=> CONDANNA GEST LINE S.P.A., al ristoro delle spese di lite,  liquidate ed attribuite a favore dei procuratore dell'attrice in € 950,00, di cui € 50,00 per spese, € 470,00 per onorar! d'avvocato ed € 430,00 per diritti di procuratore, oltre il rimborso del 12,50% calcolato sui diritti ed onorari, oltre infine I.V.A. e C.P.A. come per legge;
=> DICHIARA la sentenza immediatamente esecutiva.
Così deciso in Napoli il giorno 25 GENNAIO 2008.
IL CANCELLIERE

         
                                                                           IL GIUDICE DI PACE       
                                                                               Dott. Massimo Ivan Noviello

Fonte.    www.aidacon.it
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Ipoteca ex art. 77 DPR 602/73 – illegittima se iscritta per un credito inferiore ad ottomila euro – 21.12.07.

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Images: gestline.jpgLa Commissione Tributaria di Napoli, nella sentenza in oggetto ha ribadito: .. la specifica natura dell’iscrizione ipotecaria e la precisa collocazione normativa inducono necessariamente a far ritenere che essa sia inscindibilmente e funzionalmente collegata all’esecuzione dell’azione ipotecaria ovvero, nella fattispecie,  all’attivazione della procedura espropriativa immobiliare da parte del concessionario della riscossione, regolata appunto dagli art. 76 e segg. del DPR n. 602/73. Ne deriva, che nei casi in cui il credito tributario sia inferiore alla suddetta soglia limite di ottomila euro, se il concessionario non ha diritto di  procedere ad espropriazione immobiliare per effetto della espressa preclusione dalla legge, a maggior  ragione non sussiste neppure il diritto di iscrivere ipoteca che trova in detta causa  la sola giustificazione funzionale.  


                                                           REPUBBLICA ITALIANA

                                                    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
  

                       LA COMMISSIONE TRIBUTARIA   PROVINCIALE
DI  NAPOLI   SEZIONE  35 


riunita con l'intervento dei Signori:
         
MILITERNI  DR. LUCIO                                                      Presidente
         
REGINA  Dott.ssa  ADELE                                                   Relatore
         
CASUSCELLI DR. RAFFAELE                                                Giudice
 

ha emesso la seguente
SENTENZAsul ricorso n. ../07depositato il 07/02,'20G7 - avverso ISCR. IPOTECARIARIA 187418/071 I.C.I.
contro CONCESSIONARIO GEST LINE S.P.A. proposto dal ricorrente: 
…… terzi chiamati in causa:G. ……. 80014 GIUGLIANO IN CAMPANIA  NA 

ASSENTE CODICE STRADA

 C. C. rappresentata e difesa dall’Avv. Sonia Di Palma ha proposto ricorso per l’annullamento dell’atto  di iscrizione ipotecaria n. …/071 per complessivi € 1395,68 comprensivi di interessi di mora ed oneri accessori, accesa sui  beni immobili di sua proprietà da parte della Gest Line S.p.a, concessionario del servizio riscossione tributi, ai sensi dell’art. 77 del D.P.R. 602/73 e successive modificazioni ed integrazioni relativamente al debito portato dalle cartelle n° 1997/.. per € 140,90 infrazioni del codice della strada ed € 677,53 per ICI notificate il 26/11/04 cartelle n. …..146/77/000.
Parte ricorrente ha eccepito carenza assoluta d’atto di accertamento e dell’avviso di cui all’art. 50 II c. DPR 602/73, inerente notifica delle cartelle di pagamento e prescrizione.
In ogni caso, il contribuente ha eccepito l’illegittimità dell’impugnata iscrizione ipotecaria per difetto del potere impositivo, in quanto l’art. 76 del citato DPR preclude al concessionario delle riscossioni la possibilità di procedere ad espropriazione immobiliare ove l’importo del credito tributario non superi la soglia di € 8000,00.
La Gest Line in giudizio eccepisce la costituzione effettuata in data 11/06/07 ric. .....2/07 e ne fornisce copia.
Assume: preliminarmente si osserva che dalle ricevute esibite dalla Gest Line il nominativo del ricorrente è inesistente. Sotto altro profilo, inoltre,  il Collegio osserva che nel caso di specie sussiste anche un’iniziale carenza di potere della Gest Line S.p.A. in ordine all’emissione delle iscrizioni ipotecarie in esame.
A  tal riguardo, va infatti rilevato come tale forma di ipoteca costituisca  un caso di ipoteca legale, trovando la sua fonte nell’art. 77 del DPR n. 602/73, che tuttavia esulando dal novero tassativo di cui all’art. 2817 c.c., rappresenta senz’altro una figura speciale prevista in favore di concessionario della riscossione ed espressamente collocato nella sez. IV intitolata “Disposizioni particolari in materia di espropriazione immobiliare”
Al n. 1 del citato art. 77 è previsto infatti che “….il ruolo costituisce titolo  per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore e dei coobbligati…” mentre nella parte finale del n. 2 è sancito che “decorsi sei mesi  dall’iscrizione senza che il debito sia stato saldato, il concessionario procede all’espropriazione”.
Il precedente art. 76, tuttavia,  espressamente prevede al I comma che “ il  concessionario può procedere all’espropriazione immobiliare se l’importo complessivo del credito per cui si procede supera complessivamente ottomila euro”.
Orbene, la specifica natura dell’iscrizione ipotecaria e la precisa collocazione normativa inducono necessariamente a far ritenere che essa sia in quanto tale inscindibilmente e funzionalmente collegata all’esecuzione dell’azione ipotecaria ovvero, nella fattispecie,  all’attivazione della procedura espropriativi immobiliare da parte del concessionario della riscossione, regolata appunto dagli art. 76 e segg. del DPR n. 602/73.
Ne deriva, di conseguenza, che nei casi in cui il credito tributario sia inferiore alla suddetta soglia limite di ottomila euro, se il concessionario non ha diritto di  procedere ad espropriazione immobiliare per effetto della espressa preclusione dalla legge sopra ricordata, a maggior  ragione non sussiste neppure il diritto di iscrivere ipoteca che trova in detta causa  la sola giustificazione funzionale.
In caso contrario, l’iscrizione di ipoteca in assenza del potere di procedere all’espropriazione, in …… del fine cui è unicamente preordinato, si tramuta in un comportamento  gravemente lesivo del diritto di proprietà del contribuente, come costituzionalmente garantito.
In conclusione, pertanto, alla luce delle considerazioni che precedono, nella fattispecie in esame l’iscrizione ipotecaria è insanabilmente inficiata nei presupposti ………..e va dunque annullata e cancellata a cura e a vspese del concessionario medesimo.
La Equitalia, già Gest Line, va condannata  al pagamento delle spese che liquida in € 1000,00 di cui € 100,00 per spese oltre IVA e CPA. 
 

La Commissione Tributaria Provinciale di Napoli
 

                                                                        PQM
 

Accoglie il ricorso e condanna alle spese la Equitalia ex Gest Line, che liquida in  € 1000,00 di cui € 100,00 per spese oltre IVA e CPA.
 
Napoli, 10-10-2007

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