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Corte di Cassazione Ordinanza n. 24632/2020 – ritardo o cancellazione volo aereo – richiesta pagamento compensazione pecuniaria e risarcimento del danno -competenza del giudice adito – 05.11.2020 –

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Ipoteca ex art. 76 L. 602/73 – cartelle esattoriali aventi ad oggetto sanzioni amministrative C.d.S. – competenza Giudice di Pace – 22.10.07. -

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Images: gestline.jpgInteressante sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Grosseto, la quale, aderendo alla “ migliore giurisprudenza”, dichiara inammissibile il ricorso avverso una iscrizione ipotecaria azionata dalla società di riscossione, relativamente alle cartelle esattoriali aventi ad oggetto sanzioni del Codice della Strada, ritenendo competente il Giudice ordinario. “Sent. n. 95 del 13 marzo 2007 (dep. il 18 aprile 2007)Il combinato disposto degli artt. 2, nella formulazione di cui alla novella del 2001, e 19 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, stabilisce che la controversia devoluta alla cognizione del giudice tributario è quella avente ad oggetto tributi di ogni genere e specie. Conseguentemente, ai fini della riconducibilità del provvedimento di fermo notificato al ricorrente fra gli atti impugnabili dinnanzi alle Commissioni tributarie, deve aversi esclusivo riguardo alla natura della somma iscritta a ruolo”  



                                                    

                                     La COMMISSIONE  TRIBUTARIA PROVINCIALE DI  GROSSETO SEZIONE III  

Ha emesso la seguente   sentenza   -sul ricorso n.  -depositato il 27\07\2007 -avverso ALTRO n. xxxxxx SANZIONE AMMINISTRATIVA 2005   
Proposto dal ricorrente xxxxxxxxxxxxxxxxxxx Difeso da Avv. xxxxxxxxxxxxxx  
contro   Soc. XXXXXXX SPA, AGENTE PER LA RISCOSSIONE PER LA PROVINCIA DI XXX  
Oggetto:  Iscrizione ipoteca. Provvedimento eseguito da XXX SPA, agente della riscossione per la Provincia di xxxxxx. 
Atto comunicato dal concessionario a mezzo raccomandata, con riferimento al fascicolo  n. xx\07xxxx\xxxx del 11\05\07. 
Previa notifica di cartelle esattoriali, inerenti ad infrazione del Codice della Strada ed ulteriore mancato pagamento di tassa automobilistica, come segue:  
a)--n. 51\05 31881373- 000 notificata il 05\11\05 Codice della Strada; 
b)--n. 51\06 878085- 000 notificata il 03\02\06 Codice della Strada; 
c)-- n. 51\06 8128146- 000 notificata il 08\06\06 Codice della Strada; 
d)-- n. 51\06 2659241- 000 notificata il 14\03\06 tassa automobilistica. 
Con totale di € 2.159,32, spese comprese.  
Documenti meglio riportati in atti e da aversi qui per integralmente trascritti.  
Con ricorso inoltrato, xxxxxxxxx, con gli avvocati xxxxxxx e xxxxxx, ricorreva  contro il provvedimento di iscrizione di ipoteca, eseguito dalla XXXX SPA, con causale infrazioni al Codice della Strada ed omesso pagamento di tassa automobilistica. 
Eccepiva, chiedendo: 
1. la sospensione dell’atto impugnato; 
2. ulteriormente, l’annullamento del provvedimento d’iscrizione di ipoteca. 
Si costituiva la XXXX SPA, in persona del legale rappresentante, che adduceva la carenza di giurisdizione in materia della Commissione Tributaria Provinciale, chiedendo- da parte sua- l’inammissibilità del ricorso. 

                                                                            Motivi della decisione. 

Il ricorso è parzialmente inammissibile per carenza di giurisdizione della Commissione Tributaria Provinciale di Grosseto. 
Invero, l’ art. 35, comma 26-quinquies, d.l. 223/2006, come convertito nella legge n. 248/2006, detta testualmente: “26-quinquies.
All’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, dopo la lettera e) sono inserite le seguenti:
 “e-bis) l’iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all’articolo 77 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni”; e-ter) il fermo di beni mobili registrati di cui all’articolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni”. 
Avviene così che, tra gli atti impugnabili avanti al giudice tributario, rientrino, ulteriormente: --l’iscrizione di ipoteca; --nonché il fermo amministrativo.  
Tale legislazione ha portato sovvertimenti in dottrina e diviso anche la giurisprudenza. 
Quanto alla dottrina, gli studiosi lamentano che in seguito ad una cotale legislazione (legge Bersani): “I contrasti sorti in materia di giurisdizione sul fermo amministrativo (ed anche sull’iscrizione ipotecaria). trovano indubbiamente origine nelle ambiguità di ordine sostanziale e nelle conseguenti incertezze interpretative afferenti alla natura e alla qualificazione giuridica del provvedimento impositivo delle ganasce fiscali” E’ infatti notorio tra gli operatori del diritto che, a seconda della posizione soggettiva lesa che s’intende far valere in giudizio – segnatamente, diritto soggettivo o interesse legittimo -, sarà possibile individuare il giudice competente ad emettere la statuizione”. (S. Pane da Altalex). 
Ulteriormente, persiste tale difficoltà di “ricerca del giudice” ove il fermo e l’ipoteca assumano la veste di: --atti punitivi autonomi- per il mancato pagamento del debito- estranei quindi all’esecuzione; --atti che si connotino invece quali elementi precedenti l’esecuzione, quasi provvedimenti cautelari tesi e strutturati al fine del buon esito dell’esecuzione. 
Gli istituti variano si pongono dunque, in differenti piani sostanziali e procedurali, a seconda dell’interesse protetto e la loro ontologia sostanziale.  
Sul punto, il Collegio sostiene che in realtà, sia il fermo che l’ipoteca, tutelino diritti soggettivi e si atteggino inoltre ad atti di garanzia reale, presidianti il buon esito dell’esecuzione, come intrapresa dalla P.A., in ambito fiscale od infrattivo. (Cass SS.UU., 875\07). 
Ulteriormente, assume che fermo ed ipoteca siano meri strumenti generali. Tali, da poter essere utilizzati nelle diverse evenienze e fenomenologie dai vari giudici, cui- di volta in volta- ineriscono, in modo funzionale, per competenza e materia. 
Quanto ai soggetti passivi, gli stessi possono attivare una difesa limitata, in presenza di atti cautelari amministrativi ricorribili solo per vizi propri, ex art. 19\3° del DTL 546\92. La giurisprudenza migliore, recita: Sent. n. 95 del 13 marzo 2007 (dep. il 18 aprile 2007)  Il combinato disposto degli artt. 2, nella formulazione di cui alla novella del 2001, e 19 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, stabilisce che la controversia devoluta alla cognizione del giudice tributario è quella avente ad oggetto tributi di ogni genere e specie.
Conseguentemente, ai fini della riconducibilità del provvedimento di fermo notificato al ricorrente fra gli atti impugnabili dinnanzi alle Commissioni tributarie, deve aversi esclusivo riguardo alla natura della somma iscritta a ruolo. 
  
Deve pertanto dichiararsi inammissibile il ricorso proposto avverso tale provvedimento la cui pretesa giustificatrice sia devoluta alla cognizione del giudice ordinario (nella specie, sanzioni amministrative irrogate per violazioni accertate alle disposizioni del codice della strada)  (Sent n. 242 del 18 maggio 2007 Comm. trib. prov. di Roma, Sez. VII ) 
Ciò detto, la Commissione Tributaria Provinciale di Grosseto, 

                                                                                      P.Q.M. 

così decide: 
A)-Dichiara inammissibile il ricorso per carenza di giurisdizione, in ordine al provvedimento d’iscrizione di ipoteca, fondantesi sulle cartelle esattoriali di cui alle lettere a)- b)- c), fondate su infrazioni al Codice della Strada; 
B)Dichiara atto non impugnabile, nel merito, il provvedimento di iscrizione di ipoteca legale fondato sulla cartella esattoriale, di cui alla lettera d) inerente a tassa di circolazione, perché provvedimento di garanzia ricorribile solo per vizi propri o per restrizione d’ipoteca, oltre il doppio. 
C)Spese compensate. 
Grosseto, 22\10\2007 
Il Presidente relatore 
(Dott. Filippo Iannitelli) 
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Ipoteca ex art. 76 L. 602/73 – competenza del Giudice ordinario – 22.05.07. -

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Il Giudice di Pace di Carinola, nella sentenza in oggetto, tra l’altro ha stabilito: “ Si osserva che non vi è spazio per una pronuncia dichiarativa del difetto di Giurisdizione. Se è vero infatti che, a norma del recente intervento normativo (C.D. Decreto Bersani) , si è ritenuto di attribuire le azioni in tema di revoca di fermo e/o ipoteca giudiziale alla Giurisdizione esclusiva della Commissione tributaria, è altrettanto vero che l'odierna decisione non può non passare per una valutazione di carattere preliminare circa la natura giuridica della richiesta introdotta dall'attore; sul punto va detto che, dall'esame degli atti, egli ha  impostato la propria azione non già sulla (eventuale) revoca della ipoteca giudiziale che pure sarebbe stata preavvertita (ed in concreto attuata) attraverso la comunicazione GESTLINE in atti, quanto, più generalmente, in una azione diretta alla richiesta di una statuizione negativa da parte del Giudicante circa la possibilità per l'ente concessionario di procedere ad ulteriori azioni esecutive in rapporto ai crediti sottostanti. Tale genere di valutazione, come è evidente, prescinde da ogni aspetto in ordine alla legittimità o meno della misura cautelare volta alla tutela del credito”.     



                                          UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI CARINOLA
  

                                                           REPUBBLICA ITALIANA
  

                                                       In nome del Popolo Italiano  

Il Giudice di Pace avv. Pietro Tudino ha pronunciato la seguente
  Sentenza   

Nella causa proposta da : P. L. , rapp. to dall'avv. M I… e dom.to in C… alla via ..
  

CONTRO
  Servizio di Riscossione Tributi -Concessionario GESTLINE s.p.a. in persona del suo legale rappresentante p.t.- el.te dom.to in Napoli presso lo studio dell'avv. …   

E
  Prefettura di Caserta in plrpt e Polizia Municipale di Napoli in p del Sindaco Pt chiamati in causa ---contumaci   

UFFICIO delle entrate -sede di Teano chiamata in causa ,costituita in giudizio a mezzo funzionario
  Oggetto:accertamento negativo del diritto alla riscossione   

                                                      SVOGLIMENTO DEL PROCESSO
  

Con atto di citazione, ritualmente notificato C. N. conveniva in giudizio innanzi al Giudice di Pace di Cerinola, il Servizio di Riscossione Tributi -Concessionario Gestline s.p.a. in persona del legale rapp.te p.t., al fine di ottenere una declaratoria di inesigibilità della riscossione in riferimento ad una somma pari ad € 2426,12 richiesta dell'ente concessionario in riferimento a tributi elevati da Comune di Napoli e Teano e contravvenzioni elevate da P.M. di Napoli.
Deduceva l'attore che era stato adottato un preavviso di iscrizione ipotecaria da parte della GESTLINE, fortemente viziato, in quanto mancante di ogni riferimento al credito per il quale si procedeva, ciò comportava la impossibilità del destinatario a conoscere con esattezza il genere di credito, il suo ammontare e la stessa riferibilità ad un preciso ente impositore, stante la contemporanea indicazione di piu' soggetti giuridici titolari di una pretesa sanzionatoria nei propri confronti .
In particolare evidenziava che i carichi impositivi richiesti non erano stati preceduti da alcun precedente atto ritualmente notificato, cosi' che devono essere ritenuti prescritti o, comunque, non dovuti.
Evidenziava inoltre che, per quanto attiene a due cartelle esattoriali ricevute dall'attore era intervenuta sentenza di annullamento dei carichi impositivi da parte del Giudice di pace di Capua L'attore chiedeva pertanto dichiararsi l'illegittimità della procedura di riscossione a mezzo ruolo come operato, con conseguente nullità degli atti successivi, con vittoria di spese diritti ed onorari, Si costituiva ritualmente la convenuta GESTLINE , e a mezzo di atto depositato in cancelleria con il quale si eccepiva in via preliminare la carenza di giurisdizione dell'adìto Giudice in forza della recente normativa di cui al D.L. 223-06 con in legge 248.06 che, all'art. 35/26 quinquies attribuisce le azioni in materia di fermo amministrativo e di ipoteca giudiziale alla giurisdizione esclusiva della Commissione tributaria.
Richiedeva l'estensione del contraddittorio nei confronti degli Enti impositori sul presupposto della propria carenza di legittimazione passiva per essere soggetto terzo rispetto alla pretese Ente/contribuente.  
Alla udienza del 08/3/2007 il GDP in via preliminare autorizzava la chiamata in causa degli enti impositori come individuati dall'avviso di mora, i quali, malgrado l'effettività della notifica dell'atto di integrazione, non comparivano , sicchè devono in questa sede esser dichiarati contumaci. Quanto infatti alla posizione dell'ufficio delle entrate -sede di Sessa Aurunca/Teano si deduce come la relativa comparsa di risposta pur allegata al fascicolo sia di fatto improduttiva di ogni effetto processuale ,stante la mancata costituzione di un procuratore legale all'uopo legittimato.
Risulta in atti una comparsa di risposta a firma del funzionario dell'ufficio che non gli consente di patrocinare nell'attuale giudizio ,stante il contenuto della causa ,superiore ai limiti per i quali è ammessa la difesa e costituzione personali nel Giudizio. la causa,infine, fondata su elementi documentali e risolvibile attraverso questioni in diritto, veniva assegnata a sentenza sulla scorta delle richieste rassegnate dalle parti a verbale. 
    

                                                            MOTIVI DELLA DECISIONE
   

Preliminarmente questo GDP ritiene che le odierne questioni ,relative ad eccezioni in rito sulla giurisdizione, debbano essere risolte a mezzo di sentenza. 
 
In primo luogo si osserva che non vi è spazio per una pronuncia dichiarativa del difetto di Giurisdizione. Se è vero infatti che, a norma del recente intervento normativo (C.D. Decreto Bersani), si è ritenuto di attribuire le azioni in tema di revoca di fermo e/o ipoteca giudiziale alla Giurisdizione esclusiva della Commissione tributaria, è altrettanto vero che l'odierna decisione non può non passare per una valutazione di carattere preliminare circa la natura giuridica della richiesta introdotta dall'attore; sul punto va detto che, dall'esame degli atti, egli ha  impostato la propria azione non già sulla (eventuale) revoca della ipoteca giudiziale che pure sarebbe stata preavvertita (ed in concreto attuata) attraverso la comunicazione GESTLINE in atti, quanto, più generalmente, in una azione diretta alla richiesta di una statuizione negativa da parte del Giudicante circa la possibilità per l'ente concessionario di procedere ad ulteriori azioni esecutive in rapporto ai crediti sottostanti.
Tale genere di valutazione, come è evidente, prescinde da ogni aspetto in ordine alla legittimità o meno della misura cautelare volta alla tutela del credito (come tale correttamente al di fuori della cognizione del Giudice di Pace alla luce dei più recenti interventi normativi) essendo piuttosto incentrata su una indagine complessiva circa la debenza dei carichi descritti nello scarno provvedimento di preavviso notificatogli dalla GESTLINE.
Tale genere di indagine non solo non è in contrasto con le recenti modifiche normative in subiecta materia, ma piuttosto è rafforzata da un autorevole intervento Giurisprudenziale della Corte di Cassazione la quale, con la nota sentenza a sezioni unite, n.2053-06, ha riconosciuto la competenza del Giudice ordinario in casi analoghi ,secondo la consueta ripartizione per valore, stabilita all'art. 7 c.p.c. e quindi , anche quella del Giudice di Pace nell'ambito della competenza fino ad €2582,31 (tale carico ammonta ad € 2426.12).
Ed ancora la Suprema Corte, con chiara Sentenza n.10151-99 , ha ribadito che la competenza del G.O. si configura nelle opposizioni ad intimazioni provenienti dal Concessionario ,per la riscossione di somme di danaro richieste a titolo di sanzioni amministrative (quale è il caso di specie). Diversamente opinando, attraverso il riconoscimento di un difetto di giurisdizione tout court in favore delle Commissioni tributarie, anche in ipotesi di sanzioni amministrative riconducibili a contravvenzioni stradali (quale è il caso in esame) seguite da una misura a tutela del credito nella fase esecutiva, si determinerebbe il concreto svuotamento della norma di cui all'art. 7 cod cit. in comb. Disp. Con gli artt22 e SS l.689-81 posto che tali disposizioni attribuiscono la giurisdizione esclusiva del Giudice di Pace in materia concernente le contravvenzioni al Codice della Strada.
Deve pertanto affermarsi la competenza generale del Giudice ordinario a conoscere delle controversie inerenti alla debenza dei tributi ,contenuti in cartelle esattoriali oppure in avvisi di mora, purchè la somma individuata nell'atto impugnato rientri nella generale competenza per valore del Magistrato adito cosi' come la stessa Suprema Corte (n.2053.06) aveva inequivocabilmente ritenuto ,seppure nell'ambito di (diversa) richiesta di accertamento negativo del credito garantito da fermo amministrativo .
Si ribadisce che tale genere di valutazione, passando necessariamente per l'esame dei titoli posti a fondamento della pretesa creditoria da parte degli Enti impositori, riguarderà la mera regolarità formale delle notificazioni dei verbali originari e della conseguente procedura di iscrizione a ruolo, senza che il Magistrato adito possa pronunciarsi in ordine alla legittimità o meno delle misure cautelari preavvertite e/o in concreto attuate a tutela del credito disposte dal Concessionario (siano esse relative a fermo amministrativo oppure ad ipoteca giudiziale), essendo tale valutazione a lui preclusa giusta disposizione di cui all'art. 35 comma 26 legge 248-06. 
  
Infine, ribadita la generale attribuibilità della questione a questo GDP, si deduce come non esista neppure in concreto un problema di competenza territoriale, pur astrattamente sussistente in ragione dei criteri di cui all'art. 38 cpc (le obbligazioni sarebbero state accertate in Comuni di Capua, Teano e Napoli , mentre la convenuta GESTLINE ha sede legale in Caserta ) dal momento che il procuratore di parte convenuta nulla ha eccepito al riguardo in sede di comparsa di risposta né appare produttiva di effetti la (diversa) eccezione di incompetenza ratione materiae sollevata dall'ente chiamato in causa (Ufficio delle Entrate di Teano ) in quanto sollevata da soggetto privato, non titolare di poteri di assistenza e rappresentanza legali, privo pertanto della legitimatio ad processum.   
Venendo al merito della vicenda, occorre dire che -a fronte di in equivoca eccezione di parte attorea che assume di non avere avuto alcuna previa contezza di atti e/o verbali in precedenza notificati - gli enti impositori ,che pure sono stati citati per ordinanza di questo GDP, nulla hanno prodotto o documentato. Inoltre il procuratore di parte attorea asserisce che l'odierna iscrizione a ruolo sarebbe stata intrapresa in violazione delle norme di cui all'art. 19 comma 2 D.lgs. 112-99 , non risultando agli atti alcuna prova circa la notifica della cartella esattoriale entro i 5 mesi dalla data della consegna del ruolo da parte degli enti impositori, con la conseguenza dell'intervenuta decadenza dal diritto a pretendere i carichi impositivi descritti in atti; tali valutazioni, che riguardano la complessiva indagine circa la regolarità delle procedure di notifiche sia dei verbali che degli atti successivi, non possono essere svolte per la mancanza di idonea documentazione; in particolare, per quanto attiene alla posizione della GESTLINE, risultano versate in atti delle fotocopie di relate di notifica, non conformi ad atti originali (non puo' ritenersi rituale l'apposizione di un timbro “atto conforme all'originale” riconducibile alla GESTLINE, società di diritto privato ,come tale inadeguata a conferire valore di conformità alla copia versata ,trattandosi di dichiarazione unilaterale proposta da una parte del procedimento piuttosto che da un Pubblico ufficiale oppure da un incaricato di Pubblico servizio), di contenuto parziale e non univocamente riconducibili all'odierno attore, che non consentono alcuna indagine in chiave di effettività circa la asserita regolarità delle procedure di notifica degli atti .
Tale discorso vale anche per le “schermate” telematiche fornite da parte chiamata in causa che non appaiono di alcuna utilità in chiave di ricostruzione dei fatti. Peraltro, a conferma della illegittimità dei carichi impositivi già individuati nelle cartelle esattoriali nn. …… e ……..si deduce come esse risultino annullate giusta sentenza del GDP di Capua (in atti ) e che, seguendo il percorso giuridico-argomentativo del primo Giudice, si rileva come il disposto annullamento sia da riferirsi sia alla prima che alla seconda cartella, riscontrata l'identità della questione e lo stesso contenuto del ricorso introduttivo, asseverato da idonea documentazione a sostegno della carenza di responsabilità quanto alle contravvenzioni elevate.
 
Tale stato di cose non puo' non determinare una statuizione negativa di questo GDP circa la possibilità di richiedere ulteriormente all'odierno attore il carico impositivo pari ad € 2013,55, meglio descritto nella allegata comunicazione della GESTLINE dal momento che le parti convenute non hanno inteso fornire prove idonee a consentire la valutazione circa la legittimità dell'iter amministrativo diretto alla esecuzione delle somme indicate.
Tale statuizione è in linea con le stesse conclusioni dell'attore che ha limitato la propria richiesta solo nell'ambito del credito sottostante alla comunicazione della GESTLINE e pertanto non puo' essere estesa alla debenza delle somme richieste a titolo di iscrizione ipotecaria (€309.88) per una serie di ragioni logiche e formali; in primo luogo appare corretta la procedura di attivazione dell'ipoteca alla luce del contenuto del credito superiore ad €1500 e della circostanza che la GESTLINE - soggetto terzo rispetto alla posizione degli enti impositori - ha elevato il mezzo di garanzia sulla scorta dei documenti forniti che rendevano ,seppur genericamente, conto della sussistenza dei crediti; inoltre un' eventuale statuizione sul punto si esporrebbe a duplice censura sul piano giuridico: in primo luogo sarebbe affetta da vizio da ultrapetizione (non avendo il procuratore richiesto alcuna valutazione in materia ) e peraltro sarebbe in violazione delle stesse norme introdotte dal legislatore ex D.L 223.06 dal momento che l'indagine sul piano della debenza di tali somme determinerebbe una inevitabile (ed inammissibile) valutazione in tema di ipoteca, indagine questa preclusa alla luce dei recenti interventi normativi. 
  
Si deve pertanto accogliere solo parzialmente la richiesta attorea precisando che non è dovuta la somma pari ad € 2116,24 , attinente ai verbali ed ai tributi di cui alle cartelle delle quali vi è palese violazione delle norme sottostanti, mentre nulla puo' decidersi circa la restante somma di € 309,88 a titolo di spese per iscrizione ipotecaria.
Per l'effetto, atteso il contenuto della decisione, nulla puo' assegnarsi per risarcimento danni (della cui esistenza non esiste agli atti alcuna prova) mentre anche per quanto attiene alle spese, atteso il contenuto di accoglimento parziale e la stessa mancata costituzione degli enti impositori astrattamente soccombenti, si reputa equo provvedere alla compensazione tra le parti 
    

                                                                           P.Q.M
  

Il Giudice di Pace di Carinola, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da P. L. , in parziale accoglimento , così decide:
  Dichiara la propria competenza per materia, per valore e per territorio limitatamente all'indagine circa la debenza dei tributi dedotti.   
Dichiara la contumacia degli enti impositori Comune di Napoli e Comune di Teano in p. dei l.r.p.t  Dichiara non dovuta da parte GESTLINE la somma pari ad € 2116,24 di cui all'allegata comunicazione ;   
Rigetta la richiesta di risarcimento danni;   
Compensa tra le parti le spese di lite.    
Carinola 22\5\2007

             Il Giudice di Pace 
         

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Ipoteca ex art. 76 L.602/73 - sanzioni amministrative codice della strada - competenza del Giudice di Pace -

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Il Giudice di Pace di Napoli, nella ordinanza in oggetto, ha aderito al recente costante orientamento giurisprudenziale, in materia di competenza sui ricorsi contro il fermo amministrativo di beni mobili o ipoteca sugli immobili, azionati per somme diverse da tributi. In tal senso si sono espresse diverse Commissioni Tributarie Provinciali, le quali, smentendo un primo orientamento formatosi a seguito della L. 248/06, hanno stabilito che il ricorso contro il fermo amministrativo di beni mobili e/o contro l’iscrizione di ipoteca sugli immobili, per somme diverse dai tributi, non sono di competenza delle Commissioni Tributarie. A tal uopo, si veda la sentenza n° 535/6/06, emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Catania, sesta sezione, depositata il 28.12.06, avente ad oggetto un ricorso contro un fermo amministrativo emesso dal concessionario della riscossione, azionato per somme dovute per contravvenzioni al codice della strada.  

                                                            
Il Giudice di Pace di Napoli
                                                                     V Sez.Giudice
                                                              Dott.ssa Liliana Avallone
 

Il Giudice di Pace letti gli atti, sciogliendo la riserva, si ritiene incompetente solo per quanto riguarda le tasse di smaltimento rifiuti solidi urbani, concedendo termini di legge per la riassunzione dinanzi all’Autorità competente.
Dichiara l’ammissibilità dell’azione spiegata dall’attore in merito all’illegittimità della procedura di iscrizione ipotecaria esplicata dalla convenuta G.L. S.p.A. ed all’uopo ordina alla Gestline S.p.A. l’esibizione dei titoli a fondamento dell’iscrizione ipotecaria esperita, fissando l’udienza del …/../2007, per il prosieguo del giudizio. Napoli                                                                                                                     
Napoli lì, 13.11.06
Il Giudice di Pace 
                                                                                                                      
   L. Avallone
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Ipoteca ex art. 76 L.602/73 - 26.11.2005

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Interessante sentenza in materia di ipoteca ex art. art. 77, DPR 602/73, in cui il Giudice adito, dopo aver fatto una precisa e puntuale premessa relativa alla normativa applicabile al caso di specie, dichiara illegittima la procedura di iscrizione di ipoteca effettuata dalla società di riscossione e condanna quest’ultima al risarcimento danni in favore degli istanti, che quantifica in via equitativa.  
              
                           REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace di Napoli, 1^ sezione civile, nella persona del giudice dott. Renato Marzano, ha pronunziato la seguente sentenza, riservata all’udienza del 12/10/2005, nella causa iscritta al n°33571/05 R.G..
TRAXXXXXXXX,  elettivamente domiciliata in ………….  presso lo studio degli  avv.ti ……………. che lo rappresentano e difendono come da mandato a margine dell’atto introduttivoAttore
e……… S.p.A., in persona del sig. ………. cui l’amministratore delegato dott. …….. ha conferito i poteri con scrittura privata autenticata per notaio ………. del 05/08/2004, Rep. …. Racc. …., elettivamente domiciliata in …..alla via ……… n° .. presso lo studio dell’avv. …… che la rappresentata e difesa come da procura speciale in calce alla comparsa di costituzione e risposta.                                                                                                              Convenuta NonchéXXXXXXXX, elettivamente domiciliata in …. alla ……. n° ..  presso lo studio degli  avv.ti …………. che la rappresentano e difendono come da mandato a margine dell’atto di intervento volontario.Interventrice
NonchéXXXXXXXX, elettivamente domiciliato in ……… alla ……………. n° ..  presso lo studio dall’avv. …… che lo rappresenta e difende come da mandato a margine dell’atto di intervento volontario.Interventore
NonchéXXXXXXX, elettivamente domiciliato in ….. alla ……….. n° ..  presso lo studio dall’avv. ………….. che lo rappresenta e difende come da mandato a margine dell’atto di intervento volontario.Interventore
Oggetto: Azione di accertamento.Conclusioni:  Per l’attore come da atto di citazione e comparsa conclusionale.
Per la convenuta ……… S.p.A. come da comparsa di costituzione e verbali di causa.Per gi interventori come da comparsa di intervento e verbali di causa.
                                          Svolgimento del processo
Con atto di citazione  notificato in data 11/04/2005, l’istante conveniva in giudizio la ……… S.p.A., esponendo: che detto ente aveva proceduto,  senza alcun avviso ed illegittimamente all’iscrizione di ipoteca sugli immobili di proprietà, per il presunto mancato pagamento di alcune cartelle esattoriali per la somma di € 949,65=, comprensiva di interessi e varie e ingiustificate spese, onerosi accessori e pretese; il Concessionario per La Riscossione Tributi, arbitrariamente, imputava il presunto ed imprecisato debito a: € 632,04= per tributi ed entrate, € 124,63= a titolo di interessi di mora, € 38,04= per compensi, diritti tabellari e spese di notifica, € 154,94= per spese di iscrizione ipotecaria; oltre tali generiche indicazioni, nel documento non era riportato il numero della cartella esattoriale da cui si potesse dedurre e rinvenire la natura del credito vantato, nonché l’Ente impositore; in tal modo veniva iscritta ipoteca sull’immobile di proprietà dell’attore e sito in …….. alla ……… …………. n° ….1 , Cod. Q1AA Catasto Urbano Sez. Foglio … Part. … Sub .., come indicato nel provvedimento. Inconfutabilmente per fatto, colpa, inadempimento e violazione di norme sulla trasparenza, correttezza e buona fede, addebitabili alla convenuta, l’istante ha subito gravi danni personali e patrimoniali, da stress, ansia, danno esistenziale e turbamento della qualità della vita, per cui come stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione con sentenza 500/99 ha pieno diritto al risarcimento di ogni danno e pregiudizio subiti e di vedersi tutelato dall’adita Giustizia; il provvedimento impugnato e tutti gli altri ad esso collegati, sono illegittimi, ed il comportamento della Gest Line S.p.A. risulta arbitrario, ingiusto con conseguente nullità del provvedimento notificato e dell’iscrizione a danno dell’istante avvenuta in spregio di ogni canone di correttezza, trasparenza e buona fede, con seri e gravi danni patrimoniali e non patrimoniali per l’attore, privato della libera disponibilità di tutto il suo patrimonio immobiliare in virtù di un presunto credito assolutamente carente e sfornito di prova, legittimità e certezza. In base al documento impugnato, l’iscrizione ipotecaria deve intendersi nulla i9nnanzitutto per la carenza di ogni riferimento od indicazione della notifica di un valido titolo esecutivo, nonché per l’omissione dell’indicazione delle presunte date di notifica degli atti di accertamento, titoli e degli elementi necessari alla loro individuazione. La Gest Line S.p.A. ha palesemente violato i principi di correttezza, trasparenza, legalità, imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione di cui all’art. 97 Cost, e la normativa a tutela dei diritti del contribuente in merito alla chiarezza e motivazione degli atti dell’Amministrazione Finanziaria e dei concessionari della riscossione, nonché il diritto di difesa dell’istante, poichè l’atto di comunicazione del 28/03/2003 è privo dei requisiti minimi per rendere edotto il debitore del motivo del drastico provvedimento. L’istante non avendo mai ricevuto regolare notifica di alcun avviso di mora, impugna e contesta quanto riportato nella impugnata comunicazione poiché non rispondente ai fatti e chiede ordinarsi ai sensi dell’art. 210 c.p.c. alla … S.p.A. di esibire la presunta notifica in originale degli avvisi di mora e titoli di credito che giustificherebbero l’azione. Altro motivo di nullità del citato provvedimento è la violazione dell’art. 24 Cost. a tutela dell’esercizio di difesa, per l’omessa indicazione delle modalità e termini nonché dell’autorità cui è possibile ricorrere. Peraltro, qualora il credito per cui si agisce risultasse pagato o prescritto, qualora dovesse accertarsi che la somma eventualmente dovuta è inferiore a £ .3.000.000= ovvero € 1.500,00=, allora la procedura sarebbe nulla anche ex art. 76 DPR 603/73, che vieta espressamente di utilizzare come mezzo di riscossione l’espropriazione immobiliare e gli atti ad esso preliminari quando il credito per cui si agisce è inferiore agli € 1.500,00=. La ……. S.p.A. dovrà dare prova di aver notificato all’istante entro il termine di decadenza del quinto mese della consegna del ruolo come disposto dall’art. 19, comma 2° lett. A Dlg 112/99. L’inosservanza di detto termine ha effetti caducanti di tutte le pretese di pagamento nei confronti del contribuente, il quale non può essere sposto indefinitamente alla pretese del fisco, come stabilito dalla Corte Costituzionale con Ordinanza 01/04/2003 n° 107.  L’intera attività posta in essere dalla …… S.p.A. è palesemente illegittima sotto il profilo della esigibilità ed attuale sussistenza del credito del quale si eccepisce lo sgravio, il pagamento, la mancata notifica e/o la prescrizione per l’inutile decorrenza del termine quinquennale dalla data di costituzione della relativa obbligazione. Fuor di dubbio è che per colpa, fatto, inadempimento e gravi violazioni, anche di norme sulla privacy e sulla trasparenza, l’istante ha subito gravi danni personali e patrimoniali da stress, ansia, danno esistenziale e turbamento della qualità della vita, di cui si chiede l’integrale risarcimento. La responsabilità delle lesioni subite è determinata dalla ingiustizia del danno subito dall’istante in conseguenza dell’impugnato provvedimento ai sensi dell’art. 2043 c.c. configura una responsabilità aquiliana a carico dell’esercente un pubblico servizio quale il concessionario della riscossione dei tributi. Peraltro, l’istante veniva richiamato anche dal personale del proprio istituto bancario, dove risultava pubblicizzata l’ipoteca iscritta a suo carico, per cui appariva soggetto in difficoltà ed insolvente, tanto da doversi scusare per subire la revoca dei fidi e favor creditizio, comunque bloccati a causa del provvedimento emesso da parte della convenuta, che ha provocato seri e gravi danni al buon nome, immagine ed onore dell’attore irrimediabilmente danneggiato e pregiudicato nel mondo finanziario ed immobiliare. Concludeva: disattesa e rigettata ogni contraria istanza, deduzione, difesa ed eccezione avversa, accertato le pretese, crediti ed i consequenziali provvedimenti esecutivi e persecutori in danno dell’istante sono nulli poiché ex art. 76 DPR 602/73 è vietato utilizzare come mezzo di riscossione l’espropriazione immobiliare e gli atti ad esso preliminari (come l’opposta iscrizione ipotecaria) quando il credito per cui si agisce è inferiore ad € 1.500,00 = 3 Milioni di lire, oltre che infondati, inammissibili ed ingiusti, oltre che non dovuti, visti gi atti e la documentazione esibita dall’istante, risultando, anche ipso iure, legittime, provate e fondate l’azione spiegata e le richieste di cancellazione dell’ingiusta ipoteca, come quella di risarcimento danni in virtù di quanto esposto in premessa, per l’effetto, al fine di non veder compromessa la tutela dei diritti soggettivi ed assoluti relativi alla persona ed alla proprietà dell’istante, assunte, ove ritenuto, ulteriori informazioni e mezzi istruttori oltre quelli documentali e per titoli allegati al fascicolo, oltre a CTU medico legale per danni alla salute dell’istante; Ordinare alla ….. S.p.A. a provvedere senza ulteriore ritardo: alla immediata cancellazione a sue spese di ogni provvedimento di iscrizione d’ipoteca per cui è causa a danno dell’istante, e , quindi, alla comunicazione di ogni dato, informazione o notizia, relativi al nominativo della parte ricorrente, trattati ed inseriti in archivi o banche dati, con indicazione della loro esatta origine, tempi e del soggetto che abbia effettuato la segnalazione e per quale scopo, non risultando, in realtà, l’istante inadempiente, né tardivo pagatore per sua responsabilità o colpa; alla cancellazione definitiva dell’ipoteca, nonché del nominativo e di ogni altro dato ed operazione finanziaria o contrattuale relativi all’istante da elenchi, archivi e banche dati informatiche ed alla eliminazione definitiva dell’inspiegabile ed illegittima segnalazione di ogni altra informazione passata e recente riguardante lo stesso, perché infondata illegittima, ingiustificata, pericolosa e dannosa; alla consegna di ampia e formale certificazione della reale e legittima qualificazione del nominativo e della posizione dell’attore, fin’ora mai rilasciata e relativo attestato liberatorio affinché la stessa possa accedere normalmente a richiesta di mutuo, finanziamento e credito presso le società prescelte, senza subire ulteriori mortificazioni, discriminazioni e danni personali e patrimoniali oltre quelli già provocatigli; al risarcimento di tutti i danni personali e patrimoniali, nessuno escluso, da calcolarsi nella somma equitativamente decisa dalla Giustizia adita, sempre e comunque, nei limiti di 2.500,00 euro, oppure nella somma minore o maggiore ritenuta equa e di giustizia, importo da valutarsi anche tramite disponendo CTU contabile e medica per danni materiali – patrimoniali e lesioni personali, nonché all’attività professionale e da perdita di chance, provocati all’attore, riconoscere dunque, la sussistenza dei diritti personali e patrimoniali vantati dall’istante e la necessità di eliminare e cancellare false, inutili, inopportune, pericolose e dannose iscrizioni ipotecarie, ed informazioni pregiudizievoli relativi alla sua persona e nome contenuti, trattati e diffusi ancora principalmente da ….. S.p.A.; condannare la convenuta, per quanto di ragione, all’immediata cancellazione dell’iscrizione ipotecaria eseguita a danno dell’istante, nonché al risarcimento di tutti i danni patrimoniali e personali, esistenziali e morali, anche per violazione alla privacy, senza contare la fatica e lo stress subito dall’istante, per le lunghe ed interminabili code subite agli sportelli per ottenere informazioni e chiarimenti, dovutigli, sulla triste e amara persecuzione subita e sull’intera vicenda de quo, nella misura e limiti di € 2.500,00= ritenuta di giustizia, anche secondo valutazione equitativa e nei limiti di competenza per valore del Giudice adito; condannare la convenuta al pagamento delle spese di giudizio anche ai sensi dell’art. 96 c.p.c. per la temerarietà ed illegittimità della pretesa e relativa azione esecutiva operata con clausola di attribuzione in favore dei procuratori anticipatari. All’udienza del 24/06/2005 si costituiva la convenuta ……..S.p.A., la quale a mezzo del proprio difensore, contestava la domanda, chiedeva accogliersi le seguenti conclusioni: in via preliminare  rilevata la propria incompetenza per materia dichiarare l’inammissibilità della domanda attorea; in ogni caso rigettare la domanda attorea, perché infondata e non provata; condannare l’istante alla refusione delle spese, diritti ed onorario di causa in favore del procuratore con l’aggravante di cui all’art. 96 c.p.c. per temerarietà dell’azione proposta. All’udienza del 19/09/2005 si costituivano gli interventori che, per la medesima ragione dell’attore, spiegavano domande autonome nei confronti della …….. S.p.A.. Veniva richiesto ex art. 210 c.p.c. il deposito in atti da parte della ……. S.p.A. della documentazione relativa all’iscrizione ipotecaria. Acquisita la documentazione, ricostruito il fascicolo di ufficio ed i fascicoli di parte, la causa all’udienza del 12/10/2005 era riservata per la decisione.
                                           Motivi della decisione
In via del tutto preliminare appare opportuno procedere ad un’analisi normativa  della procedura di vendita all’incanto degli immobili da parte del concessionario. La detta procedura è disciplinata nel Titolo II del DPR n° 602 del 1973, intitolato Riscossione Coattiva, in particolare: a) L'art. 50 comma 1° prevede che il concessionario del servizio nazionale della riscossione, decorso il termine stabilito per il pagamento (60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento), possa procedere ad espropriazione forzata dei beni del contribuente inadempiente. Ai sensi del successivo comma 2° si rileva che se l'espropriazione non e' iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l'espropriazione stessa deve essere preceduta dalla notifica di un avviso che contiene l'intimazione ad adempiere l'obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni; b) Il successivo art. 76,contenuto nel capo II, intitolato Disposizioni particolari in materia di espropriazione di beni immobili, stabilisce che, il concessionario può procedere all'espropriazione immobiliare se l'importo complessivo del credito per cui si procede supera complessivamente tre milioni di lire oggi € 1.500,00= (tale limite può essere aggiornato con decreto del Ministero delle Finanze); c) L'articolo 77, comma 1, del d.P.R. n. 602 del 1973 dispone che, decorso inutilmente il termine di cui all'articolo 50, comma 1, dello stesso D.P.R. n. 602 del 1973, il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore e dei coobbligati per un importo pari al doppio dell'importo complessivo del credito per cui si procede. Il secondo comma del citato articolo 77 dispone poi che, se l'importo complessivo del credito per cui si procede non supera il cinque per cento del valore dell'immobile da sottoporre ad espropriazione, determinato a norma dell'articolo 79 del d.P.R. n. 602 del 1973, il Concessionario, prima di procedere all'esecuzione, deve iscrivere ipoteca e solo dopo che siano decorsi sei mesi dall'iscrizione senza che il debito sia stato estinto, può procedere all'espropriazione; d) L’art. 79 che indica le modalità di determinazione del prezzo di vendita dell’immobile all’incanto. Altre successive norme disciplinano, poi, le fasi successive e relative alla vendita ed all’assegnazione del bene immobile. A questo punto si inserisce la problematica della opponibilità dell’espropriazione immobiliare da parte del soggetto debitore. Si osserva che ai sensi dell’art 57 DPR 603/73 la possibilità da parte del debitore di procedere ad opposizione all’esecuzione od agli atti esecutivi sarebbe assolutamente preclusa, salvo l’opposizione del terzo, o l’azione di risarcimento da esperirsi al termine della fase di esproprio e di vendita. Ciò non corrisponde al vero, in quanto con il Dlgt 46/99 art. 29 n° 2, e stata introdotta una garanzia giurisdizionale per richiedere la sospensione dell’esecuzione, e/o di opporsi all’esecuzione  dinanzi al giudice ordinario per le somme oggetto di riscossione coattiva  che non abbiano carattere tributario.  Difatti, l’art. 29  Dlgt 46/99 così testualmente recita “Garanzie giurisdizionali per entrate non devolute alle commissioni tributarie. 1) Per le entrate tributarie diverse da quelle elencate dall'articolo 2 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e per quelle non tributarie, il giudice competente a conoscere le controversie concernenti il ruolo può sospendere la riscossione se ricorrono gravi motivi. 2) Alle entrate indicate nel comma 1 non si applica la disposizione del comma 1 dell'articolo 57 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, come sostituito dall'articolo 16 del presente decreto e le opposizioni all'esecuzione ed agli atti esecutivi si propongono nelle forme ordinarie. 3) Ad esecuzione iniziata il giudice può sospendere la riscossione solo in presenza dei presupposti di cui all'art. 60 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, come sostituito dall'articolo 16 del presente decreto”. La  specifica dizione legislativa  si riferisce alle controversie in cui si dibatta in ordine alla debenza o meno di una determinata entrata, non tributaria, e quindi  anche ai giudizi di opposizione all’esecuzione in cui si contesti il titolo esecutivo.  Nel caso di specie, quindi, opportunamente l’attore ha provveduto ad incardinare azione di accertamento in ordine alla legittimità dell’intervenuta iscrizione ipotecaria sulla base di ruoli presuntivamente notificati in cartelle esattoriali.Invero,  nel caso di specie dall’esame del documento, con il quale la …..S.p.A. ha comunicato all’attore la iscrizione di ipoteca sull’immobile di sua proprietà, si rileva che le somme richieste  sono portate dalle cartelle n° ………… per € 498,49=, notificata il 29/12/2001,  e n° ………. per € 133,55=, notificata il 26/07/2004,  il tutto per complessivi € 794,71=, comprensivi di interessi di mora e spese di notifica e successive, ma da esse non si è potuto esplicitare la natura del carattere tributario o non tributario della richiesta di pagamento. In ordine alla procedura di cui all’art. 50 DPR 602/73, si osserva che il concessionario, scaduto il termine di giorni sessanta previsto dal predetto articolo, deve provvedere a notificare l’avviso di cui al secondo comma (avviso di mora) diffidando il ricorrente ad adempiere al pagamento nei cinque giorni successivi. Orbene, nel caso che ci occupa, da un attento esame del documento inviato all’attore, non è stato possibile rilevare l’avvenuta ed esatta notifica della cartella di pagamento ne, tanto meno,  dell’avviso di mora. Pertanto, vista anche la richiesta attorea contenuta nell’atto introduttivo, si ordinava ex art. 210 c.p.c. alla Gest Line di depositare in atti i titoli e la documentazione attestante la notifica dei predetti titoli nei termini e nei modi previsti dal DPR 602/73, ed dalle norme da esso richiamate e comunque richiamabili. Il Concessionario vi provvedeva, ed all’esame della documentazione depositata si poteva agevolmente rilevare che le menzionate cartelle esattoriali erano relative ad infrazioni al codice della strada. Quanto alla notifica delle cartelle esattoriali si evinceva che non erano state regolarmente eseguite; ovvero per quanto riguarda la prima cartella esattoriale, quella del 2001, risultava una dicitura “preso visione rifiuta l’atto”, quanto a quella del 2004 “nipote convivente – rifiuta di firmare”. Giova osservare che, nella documentazione depositata dalla Gest Line, si nota una dichiarazione dell’ufficiale esattoriale con la quale definisce l’attore “irreperibile” alla data del 26/07/2004.  A parere di questo  Giudicante, le notifiche così come eseguite sono nulle, invero l’ufficiale esattoriale addetto alla notificazione ben poteva procedere  al deposito presso la casa comunale ex art. 140 c.p.c., in osservanza del disposto di cui all’art. 60 del DPR 600/73. Stante la palese nullità della notificazione delle cartelle esattoriali poste a fondamento dell’iscrizione ipotecaria impugnata, ne discende la nullità della predetta iscrizione. Peraltro, il Concessionario non ha prodotto in atti gli avvisi di mora notificati, in forza dei quali l’attore avrebbe potuto procedere alla loro impugnazione ai sensi della L. 689/81. Si osserva, ancora, che il Concessionario ha proceduto alla iscrizione dell’ipoteca sull’immobile di proprietà dell’attore in totale dispregio della normativa in materia, ovvero dell’art. 76 del DPR 603/73, il quale espressamente dispone che l’azione di esecuzione immobiliare, della quale l’iscrizione ipotecaria è il necessario presupposto, non può essere esperita laddove il credito sia inferiore ad € 1.500,00= (già £.3.000.000=), nel caso di specie il presunto debito ammonta ad € 949,65= comprensivo di interessi e spese. Da quanto sin qui detto, la domanda così come proposta è fondata e merita accoglimento. Invero, il Concessionario ha provveduto all’iscrizione di ipoteca sull’immobile di proprietà del ricorrente, come si evince dall’avviso impugnato e prodotto in atti, sulla base di titoli mai notificati nei modi e nelle forme previste dalla normativa vigente in materia, ed in contrasto con il dettato dell’art. 76 del DPR 602/73. Il comportamento del Concessionario nella fattispecie  è senz’altro censurabile e lesivo dei diritti e degli interessi dell’attore, denota, peraltro, una estrema superficialità nell’applicazione dei mezzi di riscossione che appaiono assolutamente coercitivi nei confronti del cittadino.   Passando alle altre domande risarcitorie proposte dal ricorrente , va osservato che le doglianze proposte sono riconducibili ad una azione che nella sostanza, e dunque, indipendentemente dalla formale prospettazione di essa, va qualificata quale domanda di accertamento della illiceità del comportamento posto in essere dalla …….. S.p.A. attraverso la adozione del provvedimento di  iscrizione di ipoteca sull’immobile. Domanda che, avendo ad oggetto una attività materiale lesiva di diritti soggettivi, rientra come tale nella giurisdizione ordinaria. Indiscutibile è che laddove la Pubblica Amministrazione, ed in particolare la……. S.p.A. che è una società per azioni concessionaria di pubblico servizio, va ad incidere su una posizione giuridica avente consistenza di diritto soggettivo, può essere convenuta come un qualsiasi altro soggetto davanti al G.O. (art. 2 legge n. 2248/1865 All. E ). Sul punto è bene osservare che è fuori di ogni logica giuridica ritenere che l’ordinamento affidi ad un organo la competenza per l’esercizio di un potere e preveda o consideri fisiologico che dall’attività di tale organo possano conseguire abusi di potere e disparità di trattamento,  senza che sia riconosciuto al cittadino la facoltà di ricorrere all’organo giurisdizionale dinanzi al quale, prospettata la antigiuridicità del procedimento e/o dei singoli atti di esso, poter richiedere contestualmente il risarcimento dei danni. Un ordinamento così concepito, prevedendo una sostanziale immunità della P.A., pur in presenza di un esercizio illegittimo della funzione pubblica che essa determina, si proporrebbe come negazione dei fondamentali canoni di giustizia ed equità cui esso deve ispirarsi e peraltro non troverebbe alcuna giustificazione in questo particolare momento storico caratterizzato dall’abbandono di concezioni arcaiche, implicanti una posizione di supremazia della P.A. nei confronti dei cittadini. Orbene, assunto che l’ambito della potestà autoritativa non è libero,  bensì soggetto a limiti ben precisi che consentono di verificare le modalità dell’esercizio del potere, non v’è chi non veda come la violazione di detti limiti non possa non comportare anche una responsabilità risarcitoria in funzione del pregiudizio arrecato. La Suprema Corte,  con la storica pronunzia a Sezioni Unite n. 500 del 22 luglio 1999,  ha scardinato il pietrificato orientamento giurisprudenziale precedente che negava la configurabilità della responsabilità civile della P.A. ex art. 2043 cc. per il risarcimento dei danni cagionati ai privati da provvedimenti e atti amministrativi illegittimi, lesivi di interessi legittimi. Con detta sentenza, le Sezioni Unite, recependo il dissenso manifestato in dottrina e giurisprudenza, rispetto alla teoria tradizionale della irrisarcibilità degli interessi legittimi, hanno rivisitato la interpretazione dell’art. 2043 cc, qualificando danno ingiusto, e come tale risarcibile, non solo quello riveniente dalla lesione di un diritto soggettivo, ma anche quello arrecato senza una valida causa di giustificazione e che si risolve nella lesione di un interesse rilevante per l’ordinamento giuridico. Sicché, ai fini della configurabilità della responsabilità aquiliana, non assume più rilievo decisivo la qualificazione formale della posizione giuridica vantata dal soggetto, posto che la tutela risarcitoria è attualmente correlata alla "ingiustizia del danno", costituente fattispecie autonoma, caratterizzata dalla lesione di un interesse giuridicamente rilevante. Nel caso di specie appare evidente che l’attore abbia dovuto dedicare tempo alla vicenda chiedendo spiegazioni alla convenuta Gest Line S.p.A., senza apparente esito, e dovendosi rivolgere ad un legale per la tutela dei propri interessi.  Pertanto, in accoglimento della domanda attrice consegue il risarcimento del danno esistenziale e morale, nella misura equitativa di € 1.500,00=. Le spese del giudizio seguono la soccombenza della convenuta …….. S.p.A., e si  liquidano in dispositivo.Quanto alle posizioni degli interventori è opportuno, preliminarmente, dichiarare la procedibilità delle loro rispettive domande ai sensi dell’art. 105 c.p.c., e successivamente procedere all’analisi delle singole posizioni giuridiche.In ordine alla posizione della sig.ra …….. si osserva che per le cartelle esattoriali nn°……………. le notifiche appaiono regolarmente eseguite rispettivamente in data 18/07/2001 e 19/02/2001, mentre per quelle …………. e …….. non è stata fornita alcuna prova relativamente alle notifiche. In ordine alla posizione del sig. ………. si osserva che le cartelle esattoriali sono state tutte regolarmente notificate a mano del coniuge. In ordine alla posizione del sig. …………… si osserva che solo la cartella ………. è stata regolarmente notificata, mentre per le altre non vi è traccia di notifica. Comunque, è opportuno rilevare che, anche nel caso di tutti gli interventori,  alcuna delle cartelle menzionate è stata preceduta dall’avviso di mora come prescritto dal DPR 602/73 art. 50.  Orbene, anche nel caso degli interventori  l’iscrizione ipotecaria perpetrata dalla ……. S.p.A. è del tutto illegittima. Sussistono per i citati interventori, per i motivi già esposti innanzi per l’attore principale, gli estremi per la condanna della convenuta ad un risarcimento danni di tipo esistenziale e morale nella misura di € 1.500,00= per ognuno di essi e conseguente condanna alle spese del giudizio che si liquidano come da dispositivo.  
                                                           P.Q.M.
Il  Giudice di Pace di Napoli, definitivamente pronunziando nella causa promossa come in narrativa, così provvede :a)     Accoglie la domanda e per l’effetto dichiara illegittima la procedura di iscrizione ipotecaria disposta dalla ……. S.p.A. sull’immobile di proprietà del sig. Benvenuto Alberto poichè contraria al dettato di cui all’art. 76 DPR 602/73;b)     condanna, la ……… S.p.A., in persona del suo legale rappresentante pro tempore,  al risarcimento del danno in favore del sig. ……… che liquida in via equitativa, in complessivi €.1.500,00=, oltre interessi dalla pubblicazione della sentenza;d)     Condanna la ………… S.p..A., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, al pagamento in favore del sig. ……………….. delle competenze del presente giudizio che si liquidano in € 120,00= per spese vive,  € 650,00== per diritti ed € 850,00= per onorario, oltre IVA, CPA e rimborso spese forfettario, con attribuzione al difensore. e)     Accoglie le domande degli interventori e per l’effetto dichiara illegittima la procedura di iscrizione ipotecaria disposta dalla ……..S.p.A. sugli immobili di proprietà dei signori  …….., ……….. e ……. poichè contraria al dettato di cui all’art. 76 DPR 602/73;f)       Condanna, la ……… S.p.A., in persona del suo legale rappresentante pro tempore,  al risarcimento del danno in favore dei signori …………….. che liquida in via equitativa, in complessivi €.1.500,00=, per ognuno di essi, oltre interessi dalla pubblicazione della sentenza;g)     Condanna la ……. S.p..A., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, al pagamento in favore dei signori  ……………… delle competenze del presente giudizio che si liquidano, per ognuno di essi,  in € 60,00= per spese vive,  € 450,00== per diritti ed € 650,00= per onorario, oltre IVA, CPA e rimborso spese forfettario, con attribuzione al difensore.
Napoli 26\11\2005                                                                                         
       Il  Giudice
Dott. Renato Marzano
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Ipoteca ex art. 77 D.P.R 602/73 – illegittima se iscritta per un importo inferiore ad ottomila euro - 15.01.09-

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Images: gestline.jpgInteressante sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Napoli, in materia di iscrizione ipotecaria su immobile ex D.P.R. 602/73. In particolare, la Commissione, che ha rigettato l’appello proposto dalla Società di Riscossione, in primo luogo ha precisato quali sono le modalità ed i termini delle notifiche ex art. 26 D.P.R. 602/73, con particolare riferimento al caso di cui all’ex art. 60 D.P.R. 600/73 ( affissione all’Albo Comunale),in secondo luogo ha ribadito, ancora una volta,  che l’ipoteca iscritta su un immobile per importo inferiore ad € 8.000,00 è assolutamente illegittima.   

                                                        REPUBBLICA ITALIANA

                                                 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

                                  LA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI NAPOLI

                                                                   SEZ. 39

Ha emesso la seguente sentenza
Sull’appello n°….
Depositato il 26.09.07.
Avverso sentenza n° 307/01/07Proposto dal Concessionario Equitalia Polis S.p.A. 
Controparte S.S. difeso dall’Avv. S. Sommella 

                                                    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

:
..... G., con ricorso depositato il 27.12.2006, regolarmente notificato sia all’Equitalia Polis che al Comune di Napoli in data 26.11.06, con cui il G..... veniva reso edotto che si era proceduto all’iscrizione di ipoteca immobiliare per € 1.405,39 complessivi sui 2/9 di comproprietà di un immobile sito in Napoli, Via E. S. n… a garanzia di una futura espropriazione immobiliare, stante il mancato pagamento di due cartelle esattoriali che si assumevano notificate in data 27.4.01 e 16.10.03 relative a tributi comunali (Tarsu e contributi di commercio).
Assumeva il ricorrente di non aver mai ricevuto alcuna notifica delle due menzionate cartelle con conseguente illegittimità ed inefficacia dell’iscrizione medesima.Mentre l’Equitalia Polis rimaneva contumace nonostante la regolare notifica del ricorso, si costituiva il Comune di Napoli deducendo la propria estraneità alla vicenda, trattandosi di atti compiuti dal concessionario su cui ricadeva ogni responsabilità in ordine ed eventuali vizi.Con sentenza n. 307 del 24-31.5.07 la CTP di Napoli accoglieva il ricorso compensando le spese, rilevando che, non essendo stato inviato al contribuente l’avviso di mora di cui all’art. 50 comma 2° del d.p.r. 27.9.1973 n. 602 e succ. modif., atto da considerarsi prodromico ed essenziale, l’iscrizione ipotecaria era ed andava annullata.
Avverso tale decisione appellava l’Equitalia Polis con atto regolarmente notificato al contribuente ed al Comune di Napoli, depositato il 26.09.2007, chiedendo la riforma dell’impugnata sentenza o la conferma dell’iscrizione dell’ipotea immobiliare con vittoria di spese.
Rilevava che l’avviso di mora, nel caso di mancato inizio dell’espropriazione immobiliare entro il termine di un anno dalla notifica della cartella, era necessario soltanto per l’esperibilità della suddetta espropriazione che inizia con l’effettuazione del pignoramento immobiliare ex artt. 555, c.p.c. e 76 del D.P.R.n. 602/1973 e non certo per l’iscrizione ipotecaria immobiliare che era precedente ed a garanzia dell’espropriazione stessa e bastava la precedente notifica, regolarmente avvenuta, della cartella esattoriale non pagata nei 60 giorni dalla notifica stessa.Replicava il contribuente di non aver mai avuto alcuna notifica delle suddette cartelle e che dagli atti esibiti dal Concessionario si evinceva la nullità della notifica stessa per, violazione dell’art. 140 c.p.c. A sua volta il Comune di Napoli ribadiva la sua mancanza di interesse al giudizio, trattandosi di eventuale nullità di atti compiuti esclusivamente dal Concessionario.
La causa veniva decisa in pubblica udienza.   

                                                      MOTIVI DELLA DECISIONE

:
Rileva questa Commissione Regionale che la sentenza impugnata, sia pure con altra  e più pertinente motivazione, deve essere confermata, con il conseguente rigetto dell’appello proposto dal Concessionario esattoriale.La questione in esame riflette l’impugnativa di una iscrizione ipotecaria su immobili in comproprietà del contribuente effettuata in data 10.6.06, comunicata al G..... in data 6.11.06 a mezzo lettera racc. con r.r., a garanzia del pagamento di un credito esattoriale di € 1.405,39 comprensivo di penalità, interessi e spese di iscrizione, oggetto di due cartelle esattoriali n. 071/2000…. notificata il 7.4.2001 e n. 071…. notificata il 16.10.03; ipoteca, questa, prevista dall’art. 77 del d.p.r. 27.9.1973 n. 602 e succ. modifiche per il mancato pagamento della cartella esattoriale entro gg. 60 dalla notifica (art 50 comma 1° del citato decreto), a garanzia di una futura espropriazione immobiliare esperibile dopo mesi sei dall’iscrizione in caso di persistenza nel mancato pagamento del credito sempre che questo, nel suo complesso, superi la somma di € 8.000 (art. 76 comma 1° del citato decreto) e sempre che nel caso di espropriazione iniziata dopo il decorsodell’anno dalla notifica della cartella venga preceduta dalla notifica di invito ad adempiere (ex avviso di mora), a norma del comma 2° dell’art. 50 del suddetto decreto. Nella specie- e questo è l’errore dei primi giudici nella sentenza impugnata- non è ancora iniziata alcuna espropriazione immobiliare il cui primo atto è rappresentato dal pignoramento immobiliare (art. 76 del citato decreto e 555 c.p.c.).
Fatta questa premessa, deve essere rilevato che nel caso in esame il contribuente ha impugnato la suddetta iscrizione per l’asserita mancanza del primo necessario presupposto e cioè di non aver mai ricevuto la notifica delle due cartelle esattoriali innanzi citate al suo domicilio fiscale dell’epoca che era (dal 6.6.1981 e 26.5.2005) in Napoli, Via E. S. n. .., come emerso dal certificato di residenza storico esibito dal contribuente in questa fase di appello.
Dagli atti esibiti dal Concessionario in grado d’appello (in primo grado questi rimase contumace) emerge che effettivamente i tentativi di notifica avvennero nella suddetta località ma, in entrambi glia accessi (23.3.2001 per la prima e 8.10.2003 per la seconda), gli stessi non ebbero buon fine per il mancato rinvenimento del ..... definito come “irreperibile” dal messo esattoriale, per cui entrambe le cartelle vennero depositate in Comune con affissione all’albo comunale dell’avviso di deposito.
Ciò premesso, a norma dell’art. 26 del d.p.r. 29.9.1973 n. 602 e succ. modif. , la cartella esattoriale può essere notificata in due modi:
a) a mezzo messo esattoriale nei modi ordinari previsti dagli artt. 137 e segg, del cod. proc. Civ. b) a mezzo del servizio postale mediante posta raccomandata con avviso di ricevimento.
Nel caso di mancato rintraccio del soggetto destinatario della notifica presso la propria  abitazione od ufficio per sua momentanea assenza e di assenza o rifiuto di altri familiari o di portiere abilitato a riceversi l’atto, si applica l’art. 140 del c.p.c., ma gli effetti differiscono a, seconda se la notifica viene effettuata dal messo o a mezzo del servizio postale.
Tralasciando questa seconda ipotesi che non rileva nel caso in esame, si osserva che nel primo caso è prevista la semplice affissione della comunicazione di deposito dell’atto all’albo comunale a norma dell’art. 60 del d.p.r. 29.9.1973 n. 600 senza alcun avviso diretto all’abitazione del contribuente o nella cassetta della postale.
Ma tale modalità di procedura – come è stato chiarito da numerosissime sentenze della Suprema Corte di Cassazione (cfr. tra le tante, Cass.7.6.06 n. 13317; Cass. 2.3.07 n. 4925; Cass. 28.9.07 n. 20425)- appare illegittimo in quanto la procedura di cui all’art. 60 lettera e) del D.P.R. sopra citato è prevista espressamente soltanto nel caso che nel comune di notifica non vi sia una casa di notificazione nota od un ufficio nel quale possa rinvenirsi il contribuente, ed è prevista invece, nel caso che l’abitazione esista ma vi sia una temporanea assenza del contribuente e degli altri addetti alla ricezione, - la normale procedura di cui all’art. 140 c.p.c. con rilascio di avviso affisso alla porta di abitazione o nella cassetta postale e successivo invio della lettera raccomandata all’indirizzo, in modo tale che il contribuente – in caso di sua momentanea assenza- sia in grado di reperire presso il Comune l’atto che lo riguarda e far fronte alla propria obbligazione.
Andare in contrario avviso, significa attribuire all’art. 26 del d.p.r. 29.9.1973 n. 602 una interpretazione che appare incostituzionale specie dopo la nota sentenza n. 346/1998 della suddetta Corte in materia di notifica di atti a mezzo posta.  Nella specie, dai moduli di notifica prestampati e da segnare con una crocetta adoperati dal messo esattoriale, non risulta assolutamente che egli abbia effettuato precise indagini anagrafiche e che, da informazioni assunte dai vicini, sia emerso che il contribuente – pur risultando anagraficamente residente alla Via E. S. n. ..- si fosse di fatto allontanato per una ignota destinazione.
Nel caso di specie i movimenti di cambiamento dell’indirizzo anagrafico sono stati dal ..... sempre scrupolosamente trascritti al Comune, come emerge dal certificato di residenza storico, tanto vero che l’iscrizione ipotecaria del novembre 2006 è stata inviata a mezzo posta all’attuale indirizzo anagrafico di Via E. S. n. ...Andava applicato, pertanto, l’art. 140 nella sua formulazione prevista dal c.p.c. (momentanea assenza del destinatario) e non quella collegata con l’art. 60 lettera e) del d.p.r. 29.9.1973 n. 600 ( irreperibilità del destinatario) prevista per i soli ed esclusivi casi che nel Comune di notifica non vi sia né casa né ufficio della persona destinataria dell’atto.Devesi affermare pertanto la nullità delle esperite notifiche delle cartelle con conseguente illegittimità dell’iscrizione ipotecaria effettuata dal Concessionario a garanzia della futura espropriazione immobiliare, e che questa era già illegittima anche per un’altra grave mancanza (questa però non rilevata dal contribuente) di inesperibilità dell’espropriazione stessa per il modesto importo del credito (appena € 1.405,39) ben inferiore all’importo minimo di € 8.000,00.
L’appello deve essere, dunque, rigettato e la sentenza deve essere confermata con la nuova motivazione. Le spese devono seguire la soccombenza a carico dell’Equitalia Polis SpA.
Nulla può essere rilevato nei confronti del Comune di Napoli, né in rito né nel merito in ordine alla sussistenza o meno dei tributi iscritti  a ruolo, non essendovi stata alcuna impugnazione su tale punto da parte del contribuente.

                                                                     P.Q.M.

La Commissione Tributaria Regionale della Campania, definitivamente pronunziando, così decide:
 Rigetta l’appello del Concessionario all’esazione perché non fondato e conferma, sia pure con più ampia e diversa motivazione, la sentenza impugnata.
Condanna l’Equitalia Polis SpA al pagamento delle spese del giudizio della fase di appello liquidate in complessivi € 550 di cui € 50 per spese vive.
Così deciso in Napoli, addì 19 novembre 2008. 

Fonte:       www.aidacon.it

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