Corte di Cassazione 6395/2014 - estratto ruolo - impugnabilità - insussistenza - 19.03.2014. -

La Corte di Cassazione torna ad occuparsi dell’impugnabilità dell’estratto ruolo, contraddicendo quanto stabilito dalla recentissima sentenza 2248/14, del 03 febbraio 2014. In particolare, la Suprema Corte ha stabilito che: “l’estratto di ruolo, che e' atto interno all'Amministrazione, non puo' essere oggetto di autonoma impugnazione, ma deve essere impugnato unitamente all'atto impositivo, notificato di regola con la cartella nella quale il ruolo viene trasfuso, in difetto non sussistendo un interesse concreto e attuale del contribuente, ex art. 100 c.p.c., ad instaurare una lite tributaria, che non ammette azioni di accertamento negativo del tributo (Cass. 66010/13); e cio', perfino nel…

Corte di Cassazione n. 6784/2014 - consumatori – clausole vessatorie – inefficacia –validità della restante parte del contratto -21.03.2014. -

La Corte di Cassazione, con la sentenza in oggetto, ha precisato che le clausole vessatorie presenti in un contratto, in cui una delle parti è un consumatore, anche se sono state oggetto di trattativa, devono ritenersi inefficaci, mentre il resto del contratto rimane in vigore. L’inefficacia opera soltanto a vantaggio del consumatore e può essere rilevata d’ufficio dal giudice. SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II SENTENZA 21 MARZO 2014, N. 6784 Svolgimento del processo 1. Così la sentenza impugnata riassume lo svolgimento del processo. “Con preliminare datato …, la D. s.p.a., prometteva di vendere ad A.R. un immobile sito in (omissis) per la somma di L. 265.000.000… con espressa…

Corte di Cassazione n. 2248/2014 – riscossione esattoriale – estratto ruolo – impugnabilità – 03.02.2014. -

“L’estratto ruolo, ancorche' atto interno dell'Amministrazione, costituisce lo strumento fondamentale della riscossione, poiche' contiene l'indicazione del periodo d'imposta, cui l'iscrizione si riferisce, dell'imponibile, dei versamenti e dell'imposta effettivamente dovuta, oltre che degli interessi e delle sanzioni pecuniarie eventualmente irrogabili al contribuente; tale iscrizione costituisce, il valido e legittimo titolo per la riscossione del tributo, mentre la cartella esattoriale costituisce lo strumento mediante il quale la pretesa esattoriale viene portata a conoscenza del debitore d'imposta. Ne deriva che il momento determinante per l'instaurazione del rapporto giuridico di…

Corte di Cassazione Ordinanza n. 5056/2014 – risarcimento danni – danno biologico • risarcibilita - iure haereditario • 04.03.2014

"Osserva il collegio che, con la sentenza n. 1361 del 23 gennaio 2014, questa stessa sezione ha affermato il principio secondo il quale deve ritenersi risarcibile iure haereditario il danno da perdita della vita immediatamente conseguente alle lesioni riportate a seguito di un incidente stradale." CORTE DICassazione III SEZIONE civile ordinanza n. 5056 DEL 4 marzo 2014 Premesso in fatto - che M.F. , M. e G. , con A.A. , nel convenire in giudizio dinanzi al tribunale di Cuneo D.L. e la compagnia assicurativa Unipol, avevano chiesto il risarcimento del danno conseguente alla morte del proprio congiunto, M.A. , deceduto a seguito di un incidente stradale; - che il decesso (avvenuto a distanza…

Cartelle esattoriali – termine per impugnare di 60 giorni se non notificati gli atti pregressi – 15.05.09. -

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Interessante sentenza del Giudice di Pace di Palermo, il quale ha ribadito  che:”Ai sensi dell’art. 22 della Legge 689/81, contro l’ordinanza-ingiunzione di pagamento gli interessati possono proporre opposizione davanti al Giudice di Pace entro il termine perentorio di giorni trenta dalla notificazione del provvedimento, a pena di inammissibilita’ del ricorso. Del pari, è possibile proporre ricorso – sempre entro il termine perentorio di trenta giorni - avverso la cartella di pagamento, ma ove si eccepisca la mancata notificazione degli atti pregressi ( accertamento di violazione, ordinanza-ingiunzione di pagamento, etc. ) il termine di legge risulta essere si sessanta giorni “ essendo a tal fine essenziale il dato rappresentato dalla incontestata funzione recuperatoria dell'opposizione, cui va riconosciuta una sorta di forza attrattiva nei confronti della relativa disciplina impugnatoria, da cui l'esigenza di conformare la disciplina applicabile a quella dettata per l'azione recuperata “.Questo l’orientamento ormai consolidato della Suprema Corte.  







                                                             REPUBBLICA ITALIANA

                                                      IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
 

Il Giudice di Pace della VIII sezione civile, Dott. Vincenzo Vitale ha pronunciato la seguente  SENTENZA nella causa iscritta al n. 5374/2009 R.G. e promossa daG. C., rappresentata e difesa dall’Avv. O. D. G., presso il cui studio, sito in via A. B. n. 4, ha eletto domicilio, in virtu’ di procura alle liti opponente

contro 
Comune di Palermo, in persona del Sindaco pro-tempore, rappresentato e difeso dal Comm. di P.M. U. L. N.opposto costituito

Serit Sicilia S.p.a., in persona del legale rappresentante pro-tempore opposto contumace

Oggetto : opposizione a sanzione amministrativa.Conclusioni : come in atti.

                                                       SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
 

Con ricorso depositato il 09/04/2009, l’istante chiedeva l’annullamento della cartella di pagamento n. 296 2008 00810168 15 della Serit Sicilia S.p.a., limitatamente all’importo di € 189,70, di cui al ruolo n. 2008/5269, somma di cui risulta essere ente creditore il Comune di Palermo, ed in tal senso eccepiva l’insussistenza dell’infrazione contestata ( sosta del veicolo senza esposizione della scheda parcheggio ), atteso che la stessa nella circostanza apponeva il talloncino di medico all’interno della vettura ( in quanto stava effettuando una visita domiciliare ), e comunque la medesima risulta titolare di pass per la zona P12.
Allegava, all’uopo, al ricorso la predetta cartella esattoriale, senza pero’ produrre la busta, indicante il timbro postale o altra prova scritta di notifica, al fine di determinare compiutamente la tempestivita’ della propria opposizione, avverso l’atto opposto.
A tal fine, l’odierno Giudicante emetteva decreto di fissazione dell’udienza di comparizione, con annesso ordine – rivolto all’opponente – di deposito, in cancelleria ed entro il termine perentorio del 12/05/2009, di prova scritta, concernente la data di notifica della cartella esattoriale, con l’avvertimento che, in difetto, il ricorso, da questi proposto, sarebbe stato dichiarato – all’esito dell’udienza – inammissibile.
Assolvendo all’incombenza posta a suo carico, l’opponente produceva in tempo utile la documentazione richiesta ex lege, ove si evinceva che la cartella di pagamento era stata notificata alla stessa in data 16/02/2009.
Contumace la societa’ esattrice, si costituiva in giudizio il Comune di Palermo che chiedeva l’inammissibilita’ del ricorso, stante che non veniva posta in discussione dall’opponente la regolare notificazione dei verbali d’infrazione.Ai sensi dell’art. 321 c.p.c., la causa veniva ritenuta matura per la decisione. 

                                                         MOTIVI DELLA DECISIONE
 

Ai sensi dell’art. 22 della Legge 689/81, contro l’ordinanza-ingiunzione di pagamento gli interessati possono proporre opposizione davanti al Giudice di Pace entro il termine perentorio di giorni trenta dalla notificazione del provvedimento, a pena di inammissibilita’ del ricorso.
Del pari, è possibile proporre ricorso – sempre entro il termine perentorio di trenta giorni - avverso la cartella di pagamento, ma ove si eccepisca la mancata notificazione degli atti pregressi ( accertamento di violazione, ordinanza-ingiunzione di pagamento, etc. ) il termine di legge risulta essere si sessanta giorni “essendo a tal fine essenziale il dato rappresentato dalla incontestata funzione recuperatoria dell'opposizione, cui va riconosciuta una sorta di forza attrattiva nei confronti della relativa disciplina impugnatoria, da cui l'esigenza di conformare la disciplina applicabile a quella dettata per l'azione recuperata “.
Questo l’orientamento ormai consolidato della Suprema Corte ( per tutte, Cass. Civ. 17312/2007 ; conf. da Cass. Civ. 3647/2007 ).
Alla luce di quanto rilevato, l’opponente – non contestando espressamente la mancata notifica dei verbali di infrazione - ed avendo ricevuto la notifica della cartella esattoriale in data 16/02/2009, ha proposto ricorso in data 09/04/2009, e dunque ampiamente fuori termine.
Risulta pertanto precluso per l’odierno Giudicante l’esame dei motivi eccepiti nel ricorso, atteso che lo stesso appare preliminarmente inammissibile.Le spese di lite seguono la soccombenza e si determinano, in via equitativa, ma tenendo conto delle retribuzioni dei funzionari e del personale archivistico ( cosi’, Cass. Civ., sez. I, 27/02/2001 n. 2848 ) impegnato per la difesa della resistente, nell’importo di € 200,00. 

                                                                      P. Q. M. 

Visti gli artt. 22 comma 3 e 23 della Legge 689/81;
Visti gli artt. 97, 98 e 99 del D.Lvo 30.12.99 n. 507 ;Dichiara preliminarmente inammissibile l’opposizione proposta da G. C., come sopra rappresentata e difesa, in data 09/04/2009 avverso la cartella di pagamento n. 296 2008 00810168 15 della Serit Sicilia S.p.a., limitatamente all’importo di € 189,70, di cui al ruolo n. 2008/5269.
Condanna l’opponente G. C. al pagamento delle spese processuali, in favore del Comune di Palermo, ed ammontanti ad € 200,00. 
Cosi’ deciso in Palermo il  15/05/2009.

      Il Giudice di Pace

   (Dott. Vincenzo Vitale)
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