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Corte di Cassazione n. 11141/2015 – riparto di giurisdizione in materia di esecuzione esattoriale – 29.05.2015.

“Le Sezioni Unite hanno più volte affrontato e risolto la questione relativa al riparto di giurisdizione in materia di opposizione ad esecuzione esattoriale affermando che in caso di opposizione a più cartelle esattoriali o ad unica cartella che si fondi su una pluralità di pretese, alcune delle quali di natura tributaria ed altre di natura diversa, ove l’impugnazione sia stata proposta congiuntamente, senza distinguere la natura dei crediti, innanzi al giudice ordinario, questi deve trattenere la causa innanzi a sé in relazione ai crediti d’imposta non tributari, e rimettere la causa innanzi al giudice tributario per la parte in cui il provvedimento si riferisce a crediti di competenza di…

Corte di Cassazione Ordinanza 25852/2015 - Equitalia insiste nella riscossione? Colpa grave e risarcimento danni !

La Corte di Cassazione, con l'Ordinanza in oggetto, ha ribadito un principio molto importante per i contribuenti: L' Agente della riscossione che insiste nel voler riscuotere forzatamente un credito, nonostante non ce ne siano i titoli oi presupposti, non può nascondersi dietro al fatto di agire per conto dell'Ente impositore e che pertanto non può rinunciare all'azione. Pertanto, nel caso in cui la stessa, come nel caso di specie, insista, ingiustificatamente,nel portare avanti l'esecuzione, deve pagare, oltre alle spese processuali, anche il risarcimento al contribuente. L’agente alla riscossione agisce in giudizio in proprio, sia pure in virtù del sottostante mandato che la lega con…

Corte di Cassazione sentenza n. 24629/2015 - opposizione a decreto ingiuntivo – spetta all’opponente avviare il procedimento di mediazione, in mancanza l’opposizione sarà improcedibile – 03/12/2015 -

La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha definitivamente chiarito: “E', dunque, l'opponente ad avere interesse ad avviare il procedimento di mediazione pena il consolidamento degli effetti del decreto ingiuntivo ex art. 653 c.p.c.. Soltanto quando l'opposizione sarà dichiarata procedibile riprenderanno le normali posizioni delle parti: opponente convenuto sostanziale, opposto - attore sostanziale. Ma nella fase precedente sarà il solo opponente, quale unico interessato, ad avere l'onere di introdurre il procedimento di mediazione; diversamente, l'opposizione sarà improcedibile”. CORTE DI CASSAZIONE III SEZIONE CIVILE SENTENZA N. 24629/2015 Presidente: VIVALDI ROBERTA Relatore:…

Corte di Cassazione n. 22107/2015 – garanzia della cosa venduta – vizio – Il termine breve per la denuncia decorre dal momento della scoperta – 29.10.2015 -

“In tema di garanzia per vizi della cosa venduta, ai fini della decorrenza del termine breve di otto giorni per la denuncia, solo per il "vizio apparente", che è quello rilevabile attraverso un rapido e sommario esame del bene utilizzando una diligenza inferiore a quella ordinaria, il "dies a quo" decorre dal giorno del ricevimento della merce, mentre per gli altri vizi il termine decorre dal momento della "scoperta", la quale si ha allorquando il compratore abbia acquistato "certezza" (e non semplice sospetto) che il vizio sussista.” CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II CIVILE SENTENZA N. 22107/2015 Presidente: PICCIALLI LUIGI Relatore: MATERA LINA Data pubblicazione: 29/10/2015 SENTENZA sul…

Cartelle esattoriali – termine per impugnare di 60 giorni se non notificati gli atti pregressi – 15.05.09. -

Scritto da La Redazione on . Postato in Articoli News

Interessante sentenza del Giudice di Pace di Palermo, il quale ha ribadito  che:”Ai sensi dell’art. 22 della Legge 689/81, contro l’ordinanza-ingiunzione di pagamento gli interessati possono proporre opposizione davanti al Giudice di Pace entro il termine perentorio di giorni trenta dalla notificazione del provvedimento, a pena di inammissibilita’ del ricorso. Del pari, è possibile proporre ricorso – sempre entro il termine perentorio di trenta giorni - avverso la cartella di pagamento, ma ove si eccepisca la mancata notificazione degli atti pregressi ( accertamento di violazione, ordinanza-ingiunzione di pagamento, etc. ) il termine di legge risulta essere si sessanta giorni “ essendo a tal fine essenziale il dato rappresentato dalla incontestata funzione recuperatoria dell'opposizione, cui va riconosciuta una sorta di forza attrattiva nei confronti della relativa disciplina impugnatoria, da cui l'esigenza di conformare la disciplina applicabile a quella dettata per l'azione recuperata “.Questo l’orientamento ormai consolidato della Suprema Corte.  







                                                             REPUBBLICA ITALIANA

                                                      IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
 

Il Giudice di Pace della VIII sezione civile, Dott. Vincenzo Vitale ha pronunciato la seguente  SENTENZA nella causa iscritta al n. 5374/2009 R.G. e promossa daG. C., rappresentata e difesa dall’Avv. O. D. G., presso il cui studio, sito in via A. B. n. 4, ha eletto domicilio, in virtu’ di procura alle liti opponente

contro 
Comune di Palermo, in persona del Sindaco pro-tempore, rappresentato e difeso dal Comm. di P.M. U. L. N.opposto costituito

Serit Sicilia S.p.a., in persona del legale rappresentante pro-tempore opposto contumace

Oggetto : opposizione a sanzione amministrativa.Conclusioni : come in atti.

                                                       SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
 

Con ricorso depositato il 09/04/2009, l’istante chiedeva l’annullamento della cartella di pagamento n. 296 2008 00810168 15 della Serit Sicilia S.p.a., limitatamente all’importo di € 189,70, di cui al ruolo n. 2008/5269, somma di cui risulta essere ente creditore il Comune di Palermo, ed in tal senso eccepiva l’insussistenza dell’infrazione contestata ( sosta del veicolo senza esposizione della scheda parcheggio ), atteso che la stessa nella circostanza apponeva il talloncino di medico all’interno della vettura ( in quanto stava effettuando una visita domiciliare ), e comunque la medesima risulta titolare di pass per la zona P12.
Allegava, all’uopo, al ricorso la predetta cartella esattoriale, senza pero’ produrre la busta, indicante il timbro postale o altra prova scritta di notifica, al fine di determinare compiutamente la tempestivita’ della propria opposizione, avverso l’atto opposto.
A tal fine, l’odierno Giudicante emetteva decreto di fissazione dell’udienza di comparizione, con annesso ordine – rivolto all’opponente – di deposito, in cancelleria ed entro il termine perentorio del 12/05/2009, di prova scritta, concernente la data di notifica della cartella esattoriale, con l’avvertimento che, in difetto, il ricorso, da questi proposto, sarebbe stato dichiarato – all’esito dell’udienza – inammissibile.
Assolvendo all’incombenza posta a suo carico, l’opponente produceva in tempo utile la documentazione richiesta ex lege, ove si evinceva che la cartella di pagamento era stata notificata alla stessa in data 16/02/2009.
Contumace la societa’ esattrice, si costituiva in giudizio il Comune di Palermo che chiedeva l’inammissibilita’ del ricorso, stante che non veniva posta in discussione dall’opponente la regolare notificazione dei verbali d’infrazione.Ai sensi dell’art. 321 c.p.c., la causa veniva ritenuta matura per la decisione. 

                                                         MOTIVI DELLA DECISIONE
 

Ai sensi dell’art. 22 della Legge 689/81, contro l’ordinanza-ingiunzione di pagamento gli interessati possono proporre opposizione davanti al Giudice di Pace entro il termine perentorio di giorni trenta dalla notificazione del provvedimento, a pena di inammissibilita’ del ricorso.
Del pari, è possibile proporre ricorso – sempre entro il termine perentorio di trenta giorni - avverso la cartella di pagamento, ma ove si eccepisca la mancata notificazione degli atti pregressi ( accertamento di violazione, ordinanza-ingiunzione di pagamento, etc. ) il termine di legge risulta essere si sessanta giorni “essendo a tal fine essenziale il dato rappresentato dalla incontestata funzione recuperatoria dell'opposizione, cui va riconosciuta una sorta di forza attrattiva nei confronti della relativa disciplina impugnatoria, da cui l'esigenza di conformare la disciplina applicabile a quella dettata per l'azione recuperata “.
Questo l’orientamento ormai consolidato della Suprema Corte ( per tutte, Cass. Civ. 17312/2007 ; conf. da Cass. Civ. 3647/2007 ).
Alla luce di quanto rilevato, l’opponente – non contestando espressamente la mancata notifica dei verbali di infrazione - ed avendo ricevuto la notifica della cartella esattoriale in data 16/02/2009, ha proposto ricorso in data 09/04/2009, e dunque ampiamente fuori termine.
Risulta pertanto precluso per l’odierno Giudicante l’esame dei motivi eccepiti nel ricorso, atteso che lo stesso appare preliminarmente inammissibile.Le spese di lite seguono la soccombenza e si determinano, in via equitativa, ma tenendo conto delle retribuzioni dei funzionari e del personale archivistico ( cosi’, Cass. Civ., sez. I, 27/02/2001 n. 2848 ) impegnato per la difesa della resistente, nell’importo di € 200,00. 

                                                                      P. Q. M. 

Visti gli artt. 22 comma 3 e 23 della Legge 689/81;
Visti gli artt. 97, 98 e 99 del D.Lvo 30.12.99 n. 507 ;Dichiara preliminarmente inammissibile l’opposizione proposta da G. C., come sopra rappresentata e difesa, in data 09/04/2009 avverso la cartella di pagamento n. 296 2008 00810168 15 della Serit Sicilia S.p.a., limitatamente all’importo di € 189,70, di cui al ruolo n. 2008/5269.
Condanna l’opponente G. C. al pagamento delle spese processuali, in favore del Comune di Palermo, ed ammontanti ad € 200,00. 
Cosi’ deciso in Palermo il  15/05/2009.

      Il Giudice di Pace

   (Dott. Vincenzo Vitale)

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