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Corte Costituzionale n. 47 - fermo amministrativo disposto da agente riscossione – obbligo pagamento tassa auto –differenza con provvedimento emesso da P.S. – 02.03.2017 -

Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Imposte e tasse - Tassa automobilistica regionale - Obbligo di pagamento per i veicoli sottoposti a fermo amministrativo disposto dall'agente della riscossione ai sensi dell'art. 86 del d.P.R. n. 602 del 1973. - Legge della Regione Toscana 22 settembre 2003, n. 49 (Norme in materia di tasse automobilistiche regionali), art. 8-quater, comma 4, aggiunto dall'art. 33 della legge della Regione Toscana 14. LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori: Presidente:Paolo GROSSI; Giudici :Alessandro CRISCUOLO, Giorgio LATTANZI, Aldo CAROSI, Marta CARTABIA, Mario Rosario MORELLI, Giancarlo CORAGGIO, Giuliano AMATO, Silvana SCIARRA, Daria de…

Corte di Cassazione n. 3146/2017 –-sinistri stradali - indennizzo diretto ammissibile anche in caso di collisione tra più di due veicoli – 07.02.2017 -

La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame ha enunciato ilseguente principio di diritto: «la procedura di indennizzo diretto prevista dall'art. 149 del codice delle assicurazioni private (decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209) è ammissibile anche in caso di collisione che abbia riguardato più di due veicoli, con esclusione della sola ipotesi in cui, oltre al veicolo dell'istante e a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, siano coinvolti ulteriori veicoli responsabili del danno». CORTE DI CASSAZIONE III SEZIONE CIVILE ORDINANZA N. 3146 – 07/02/2017 Presidente: SPIRITO ANGELO Relatore: TATANGELO AUGUSTO Data pubblicazione: ORDINANZA sul ricorso iscritto al…

Corte di Cassazione n. 26778/16 – timbro apposto da poste private non può rendere la “data certa”. – 22.12.2016

La Corte di Cassazione, con la sentenza in oggetto, ha precisato: “..che tutti i fornitori di servizi postali all'attualità possono certamente eseguire "invii postali", cioè curare la trasmissione della corrispondenza - fatta eccezione per gli atti giudiziari -, ma l'eventuale timbro datario apposto sul plico consegnato dal mittente non può valere a rendere certa la data di ricezione, trattandosi qui di una attività d'impresa resa da un soggetto privato, il cui personale dipendente non risulta munito di poteri pubblicistici di certificazione della data di ricezione della corrispondenza trattata”. CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE 1^ CIVILE SENTENZA N. 26778 ANNO 2016 Presidente: BERNABAI RENATO…

Corte di Cassazione S.U. sentenza n. 23397/2016 – cartelle esattoriali – scadenza termine impugnazione non determina la conversione del termine di prescrizione breve ( 5 anni) in quello ordinario (…

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza in esame ha enunciato il seguente principio di diritto: « la scadenza del termine – pacificamente perentorio – per proporre opposizione a cartella di pagamento (..) pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche l'effetto della c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve (nella specie quinquennale secondo l'art. 3, commi 9 e 10, della legge n. 335 del 1995) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell'art. 2953 cod. civ. Tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto alle ipotesi…

Corte di Cassazione n° 13766/08 – uso del cellulare mentre si guida un veicolo costituisce pericolo per la circolazione – 27.05.08. -

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Sanzioni Amministrative
Pertanto, l'uso del cellulare per la ricerca d'un numero telefonico nella relativa rubrica o per qualsiasi altra operazione dall'apparecchio stesso consentita, risulta, in relazione alla finalità perseguita dalla norma, censurabile sotto entrambi gli evidenziati profili, in quanto determina non solo una distrazione in genere, implicando lo spostamento dell'attenzione dalla guida all'utilizzazione dell'apparecchio e lo sviamemento della vista dalla strada all'apparecchio stesso, ma anche l'impegno d'una delle mani sull'apparecchio con temporanea indisponibilità e, comunque, consequenziale ritardo nell'azionamento, ove necessario, dei sistemi di guida, ritardo non concepibile ove si consideri che le esigenze della conduzione del veicolo possono richiedere tempi psicotecnici di reazione immediati.   



                                                    CORTE DI CASSAZIONE 
  

                                                   Sentenza n. 13766/2008 
 

Presidente e relatore Settimj  

Ricorrente M. 
  


                                                           Fatto e Diritto 
 

Vitaliano Enrico M. impugna per cassazione la sentenza 24.10.05 con la quale il Giudice di Pace di  Alessandria ne ha respinto l'opposizione proposta avverso il verbale di contestazione n. …. redatto nei suoi confronti dai Carabinieri di Spinetta Marengo per violazione dell' art. 173/II CdS accertata il 14.4.05.
Parte intimata non svolge attività difensiva. Attivatasi procedura ex art. 375 CPC, il Procuratore Generale invia requisitoria scritta nella quale, cocordando con il parere espresso nella nota di trasmissione, conclude con richiesta di rigetto del ricorso. 
 
Al riguardo le considerazioni svolte dal Procuratore Generale e la conclusione cui è pervenuto sono senza dubbio da condividere.
Si duole il ricorrente - denunziando violazione dell'art. 173/II CdS - che il giudice a quo non abbia ritenuto valide le difese svolte, con le quali aveva evidenziato che non stava usando il telefono cellulare per conversare ma per prelevarne dati dalla rubrica, ed operato un'indebita interpretazione estensiva della norma, diretta, invece, a sanzionare il solo uso del telefono cellulare a fini di conversazione.
 Il motivo è manifestamente infondato.  
La ratio della norma - che costituisce una delle specificazioni alle quali rinvia il secondo comma dell' art. 140 CdS dopo aver posto, al primo comma, il principio generale per cui “Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo od intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale” così stabilendo a priori l'illegittimità d'una condotta di guida genericamente pericolosa riconducibile a ciascuna delle prescrizioni di seguito singolarmente dettate - è, infatti, intesa, come dimostra una coordinata lettura del suo testo integrale per cui “è consentito l'uso di apparecchi viva voce o dotati di auricolare ... che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani”, a prevenire comportamenti tali da determinare, in generale, la distrazione dalla guida ed, in particolare, l'impegno delle mani del guidatore in operazioni diverse da quelle strettamente inerenti alla guida stessa. Pertanto, l'uso del cellulare per la ricerca d'un numero telefonico nella relativa rubrica o per qualsiasi altra operazione dall'apparecchio stesso consentita, risulta, in relazione alla finalità perseguita dalla norma, censurabile sotto entrambi gli evidenziati profili, in quanto determina non solo una distrazione in genere, implicando lo spostamento dell'attenzione dalla guida all'utilizzazione dell'apparecchio e lo sviamemento della vista dalla strada all'apparecchio stesso, ma anche l'impegno d'una delle mani sull'apparecchio con temporanea indisponibilità e, comunque, consequenziale ritardo nell'azionamento, ove necessario, dei sistemi di guida, ritardo non concepibile ove si consideri che le esigenze della conduzione del veicolo possono richiedere tempi psicotecnici di reazione immediati.  Il giudice a quo non ha dunque, operato un'indebita interpretazione estensiva, bensì si è attenuto ad una lettura non solo logica ma anche letterale della norma.  L'esaminato motivo non meritando accoglimento, il ricorso va, dunque, respinto.
Parte intimata non avendo svolto attività difensiva, il ricorrente evita le conseguenze della soccombenza. 
 

                                                                 P.Q.M. 
 

La Corte respinge il ricorso
 

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