Corte di Cassazione n° 2970/2012 - contratti - clausole vessatorie – approvazione per iscritto -27.02.2012. –
“Costituisce ius receptum nella giurisprudenza di questa Corte, che il Collegio pienamente condivide, il principio che l'adempimento della specifica approvazione per iscritto delle clausole vessatore può dirsi assolto soltanto quando le stesse siano oggetto di una approvazione separata, specifica ed autonoma, distinta dalla sottoscrizione delle altre condizioni dell'accordo; il requisito in parola assolve infatti al fine di richiamare l'attenzione del contraente debole verso il significato di quella determinata e specifica clausola a lui sfavorevole, sicché esso può reputarsi assolto soltanto quando la sottoscrizione avviene con modalità idonee a garantire tale attenzione”.
Corte di Cassazione n° 6608/2012 - il potere del giudice di compensare le spese non è arbitrario ma vincolato – 30.04.2012.-
La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha precisato che: “Secondo la giurisprudenza di questa Corte il potere del giudice di compensare le spese non è arbitrario ma vincolato, nel senso che devono essere intelligibili le ragioni per le quali viene derogato il rispetto del principio della soccombenza, riconosciuto dall'art. 92 c.p.c. così da consentirne l'effettivo controllo di legalità (Cfr. S.U. Cass. n. 20599/2008). L'affermazione della "complessità della ricostruzione in fatto dei rapporti tra le parti" é sostanzialmente tautologica e priva di una concreta motivazione sia pure ricavabile dal contesto della sentenza.
Corte Costituzionale n° 82 – circolazione stradale - guida sotto l'influenza dell'alcool - misurazione del tasso alcolemico 05.04.2012.
Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Circolazione stradale - Guida sotto l'influenza dell'alcool - Misurazione del tasso alcolemico - Rilevanza anche dei centilitri, secondo la giurisprudenza della Cassazione considerata "diritto vivente", ancorche' non espressi nel testo scritto della norma impugnata - Asserita irragionevolezza, lesione del principio di certezza del diritto, lesione di diritti fondamentali, nonche' inosservanza degli obblighi internazionali nascenti dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo - Questione prospettata da giudice che non deve fare applicazione nel giudizio a quo della norma censurata, per avvenuta depenalizzazione della fattispecie di reato - Difetto del requisito della rilevanza - Manifesta inammissibilita' della questione. - - Codice della strada (d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285), art. 186, comma 2, lett. a). - - Costituzione, artt. 2, 3, 32, e 117, in relazione agli art. 7 e 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. (GU n. 15 del 11-4-2012 )
Sanzioni amministrative – violazione dell’art. 7 commi 1 e 15 del Codice della Strada – 06.04.2012. -
Il Giudice di Pace di Palermo, con la sentenza in esame, avente ad oggetto una contravvenzione del codice della strada, ha rigettato il ricorso proposto dall’automobilista che ha eccepito l’illegittimita’ della contestazione, in quanto le strisce blu, delimitanti l’area di parcheggio a pagamento, all’interno della detta via, risultano inglobate nell’ambito della carreggiata, e non all’esterno della stessa, per come viene sancito dall’art. 7 C.d.s. Infatti, il Giudice adito, dopo aver descritto la differenza tra sosta e parcheggio, ha precisato che di regola il parcheggio deve essere collocato fuori del flusso della circolazione, ma non necessariamente fuori della sede stradale e che, pertanto, non appare possibile affermare che a bordo strada non si possa parcheggiare : risulta consentito, infatti, il parcheggio nella cd. “fascia di sosta laterale”.
Dopo anni di superficialità in cui sono state concesse pensioni e favori oggi sembra essere iniziata una radicale inversione di marcia. Il fenomeno è così esteso da essere anche oggetto di comicità. Ricordiamo i film “Benvenuti al Sud” e il suo seguito “Benvenuti al Nord”. Continua....
Forse la grande fiducia riposta nella scienza o forse l'effettivo prolificare di errori medici, non ci fa accettare facilmente la morte di una persona cara. C'è quasi sempre qualcuno che accusa il medico di superficialità o d'incompetenza. Vediamo quali sono i casi in cui effettivamente il medico ha perso quel senso del dovere e il rispetto per la vita umana, tradendo così Ippocrate e il paziente che a lui si è affidato con la paura di un bambino che corre dalla madre. Ultimamente la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza molto esplicativa dei criteri per poter addebitare ai medici la responsabilità di un evento nefasto. Continua....
La crisi economica morde gli avvocati. Per Maurizio de Tilla presidente dell’Organismo unitario dell’Avvocatura “oltre il 60% del reddito finisce in tasse”. Per cui, a fronte di dichiarazioni medie intorno ai 50mila euro l’anno, in tasca al legale alla fine del mese rimangono non più di 1.500 euro. Non solo, come tutta risposta il Governo abroga le tariffe professionali e introduce i soci di capitale aggravando la situazione. Confermato dunque lo sciopero bianco dal 15 maggio al 16 giugno. Altro fronte caldo che va montando in questi giorni è quello dei risarcimenti da sinistri da parte delle assicurazioni, dove l’Oua denuncia “inamissibili pressioni sui medici legali” per limitare le liquidazioni. Continua...
Il presidente dell’Oua Maurizio de Tilla torna all’attacco proclamando un mese di “sciopero bianco” contro la mancanza di volontà del Governo di procedere con una legge alla riforma della professione forense. Ma anche contro l’attuale progetto di revisione della geografia giudiziaria. Mentre sullo sfondo rimane sempre la richiesta dell’abrogazione della obbligatorietà della media conciliazione. Continua..
La soppressione di 674 delle 846 sedi dei giudici di pace attualmente esistenti comporta un taglio netto dell’80% delle sedi, seguito dal successivo accorpamento, che dovrebbe consentire di ridurre i costi della giustizia posti a carico dello Stato.
"A Napoli il 21 e 22 aprile la XVII assise nazionale dei Giudici di Pace con interventi, tra gli altri del Presidente Crasto, del capo della segreteria del sottosegretario Zoppini, dott. Patruno, della dott.ssa Sasso Del Verme, componente della giunta nazionale dell’ANM, del presidente della Corte di Appello, dott. Buonajuto e del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli avv. Caia. Unanime la richiesta di verifica urgente sulle ipotesi di riforme in campo e la disponibilità, rappresentata al Ministero....Continua......
La Corte di Cassazione, con la sentenza n° 4036/2012, depositata il 14/03/2012, ha ribadito che è impugnabile con l'appello e non con il ricorso per cassazione la sentenza pronunciata secondo equità dal giudice di pace.La Corte ha specificato che dopo il 2 marzo 2006, data di entrata in vigore del d.lgs 40/2006 che ha apportato diverse modifiche al codice di rito, il nuovo testo dell'articolo 360 c.p.c. limita l'esperibilità del ricorso per cassazione soltanto contro le sentenze pronunciate in grado di appello o in unico grado. La pronuncia equitativa del giudice di pace non rientra né nell'una né nell'altra categoria, essendo invero appellabile sia pure per motivi limitati, e dovendosi escludere, per un'elementare ragione di coerenza, un concorso di mezzi di impugnazione.